Leggere Ziggy. David Bowie e la letteratura inglese: da George Orwell a Hanif Kureishi

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"Leggere Ziggy" indaga il rapporto di Bowie con la scrittura letteraria e in particolare con la letteratura inglese, traducendo il discorso artistico bowiano in una sorta di dialogo tra dialoghi in cui musica e letteratura interrogano altri linguaggi artistici, quali cinema e fotografia, e in cui immagine, parola letteraria e suono (musicale) si ridefiniscono a vicenda. Le canzoni di Bowie si caratterizzano per una dimensione fortemente teatrale, non solo per la capacità dell'artista di creare personaggi e maschere diverse all'interno di una stessa canzone o album, ma anche grazie alla loro capacità di "risuonare", come avrebbe detto Michail Bachtin, della parola altrui. Molti dei suoi brani includono riferimenti più o meno diretti a testi e autori da lui particolarmente amati e "messi in musica". Il volume si sofferma su cinque personalità che hanno avuto un ruolo centrale nel definire l'immaginario bowiano: l'Arthur Clarke di 2001: A Space Odyssey, letto in rapporto al Bowie di Space Oddity; il George Orwell di Nineteen Eighty-Four, messo in relazione all'album (e allo show di) Diamond Dogs; il Christopher Isherwood di Goodbye to Berlin, analizzato in rapporto alla trilogia berlinese del 1977-1979, e infine il Colin MacInnes di Absolute Beginners e l'Hanif Kureishi di The Buddha of Suburbia, ripensati alla luce delle omonime opere bowiane, pubblicate rispettivamente nel 1986 e nel 1993.