Adelphi: Fabula
Joshua allora e oggi
editore: Adelphi
pagine: 466
Quasi nulla piace ai lettori di Mordecai Richler quanto addentrarsi nell'albero genealogico di Barney Panofsky, sperando prima
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La letteratura nazista in America
editore: Adelphi
pagine: 250
Di tutti i libri di Bolano, "La letteratura nazista in America" è certo il più intensamente, smodatamente, spudoratamente borg
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L'avversario
di Carrère Emmanuel
editore: Adelphi
pagine: 169
Il 9 gennaio 1993 Jean-Claude Romand ha ucciso la moglie, i figli e i genitori, poi ha tentato di suicidarsi, ma invano
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Un genio nello scantinato
di Masters Alexander
editore: Adelphi
pagine: 359
A tre anni Simon Norton costruiva piramidi di moltiplicazioni; a cinque giocava con la tabellina del 91
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Un romanzetto lumpen
di Bolaño Roberto
editore: Adelphi
pagine: 119
Ormai sono una madre e anche una donna sposata, ma fino a non molto tempo fa ero una delinquente
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Addio a Berlino
di Isherwood Christopher
editore: Adelphi
pagine: 252
Io sono una macchina fotografica con l'obiettivo aperto dichiara l'alter ego di Christopher Isherwood arrivando nell'autunno d
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Il weekend
di Cameron Peter
editore: Adelphi
pagine: 177
John e Marian, coppia di facoltosi quarantenni, attendono nella loro villa di campagna l'arrivo di Lyle, critico d'arte di New
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Il ballo al Kremlino
di Malaparte Curzio
editore: Adelphi
pagine: 417
La fama di Malaparte è legata soprattutto a "Kaputt" (1944) e a "La pelle" (1949): ma pochi conoscevano finora questo libro se
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Genio
di Dennis Patrick
editore: Adelphi
pagine: 330
Per i membri della comunità di Hollywood mentire, truffare, millantare sono diritti acquisiti, ma Leander Starr ne abusa
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Casino Royale
di Ian Fleming
editore: Adelphi
pagine: 227
Il 15 gennaio del 1952, quando si siede alla scrivania di Goldeneye, la sua villa in Giamaica, Ian Fleming non ha idea di cosa scriverà. Parte dal nome del suo personaggio, rubato a un allora celebre ornitologo, e dal ricordo di una partita a carte al Casino di Lisbona, nel 1941. Il primo James Bond nasce così, ed è un romanzo molto diverso da come forse lo stesso Fleming amava raccontarlo. Le scene sono poche, non più di quattro, i veri personaggi anche meno. James Bond impareremo a conoscerlo meglio, perché qui è ancora nei panni - eleganti, spiritosi, crudeli - di Ian Fleming. Ma l'abominevole Le Chiffre, e il suo occhio quasi bianco, non li dimenticheremo, come difficile sarà scordare la Bond Girl forse più letale, la sublime Vesper Lynd. Tutto dunque comincia da qui, dall'odore nauseante di un casinò alle tre del mattino. E la speranza è che duri il più a lungo possibile.
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