Armando editore: Comunicazione e mass media
Il giornalismo di precisione. Giornalismo e metodo scientifico
di Philip Meyer
editore: Armando editore
pagine: 255
Tra il mestiere del giornalista e quello dello scienziato ci sono più punti di contatto di quanto si possa ipotizzare
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All women want love. Il desiderio femminile e la decostruzione del «romance» nel cinema di Jane Campion
editore: Armando editore
pagine: 157
Il cinema di Jane Campion è emerso e si è distinto da subito per la sua originalità e per l'incredibile forza delle sue immagi
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Disintermediazione e nuovi media. Come cambia la comunicazione
editore: Armando editore
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Il BeneGiornale. Alla ricerca del bene da promuovere e da diffondere per stare meglio
di Massimo Marzi
editore: Armando editore
pagine: 304
Il BeneGiornale è un format radio-televisivo e vuole essere un nuovo modo di "mettere in comune il bene" attraverso la diffusione della parte buona, sana, bella, giusta e positiva del mondo, promuovendo fiducia, ottimismo, etica, moralità, onestà e solidarietà per arginare e contrastare il dilagare delle brutte notizie. Le pagine di questo volume sono una tangibile "anticipazione" di idonei contenuti informativi da trasmettere attraverso futuri BeneGiornali radiotelevisivi. Il libro si propone di riaccendere le speranze sui miglioramenti possibili nel presente e prefigura fiduciose prospettive per il futuro.
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Il metodo Renzi. Comunicazione, immagine, leadership
di Galimberti Alberto
editore: Armando editore
pagine: 160
Matteo Renzi ha cambiato la politica italiana: in meno di cinque anni ha rottamato la vecchia classe dirigente della sinistra
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Mass media e fango. I clamorosi falsi giornalistici delle più note testate nazionali
di Vincenzo Maria Mastronardi
editore: Armando editore
pagine: 224
Il libro nasce dalla denuncia delle aberrazioni conseguenti alle campagne mass mediatiche di amplificazione e deformazione di
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Media: a ciascuno il suo. Le mail di Obama. Il blog di Grillo. I tweet di Renzi. La tv di Berlusconi
editore: Armando editore
pagine: 224
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Gusti capitali. Distinzioni, comunicazione, consumo
di Antonio Di Stefano
editore: Armando editore
pagine: 144
In che modo La distinzione, testo che Bourdieu pubblica nel 1979, può aiutare ad interpretare la vita fast professata da McDonald's e la cultura eco-sostenibile di Slow Food, l'ascetismo di Steve Jobs e la bellezza dei prodotti della Apple, l'artigianalità delle scarpe Camper o il consumo critico? "Gusti capitali" si propone di attualizzare il complesso sistema teorico alla base della distinzione, ricorrendo ai più importanti contributi a livello internazionale, per giungere ad una rappresentazione del consumo, delle pratiche di gusto e della produzione più attenta al ruolo della comunicazione mediale.
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Lo scudo crociato. Un simbolo medievale nella comunicazione politica del Novecento
di Girolamo Rossi
editore: Armando editore
pagine: 240
Lo "scudo crociato" nasce come simbolo di partito nel 1919. Nella storia della Democrazia Cristiana, lo scudo crociato porta quello spirito di "crociata" che si rivelerà efficace sul piano dell'identità e della propaganda politica, ma difficile da gestire nel rapporto con la gerarchia ecclesiastica. In uno scenario politico come quello del Novecento, infatti, che pone in termini dialettici il rapporto fra ambito religioso e ambito laico, l'uso in politica del più sacro dei simboli, la croce, sarà spesso una scelta travagliata.
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La nuova galassia McLuhan
editore: Armando editore
pagine: 224
Nuova edizione di un libro che consente di fare il punto sul pensiero di Marshall McLuhan e sul suo ampio lavoro, presentando
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L'oggettività dell'informazione. Tra mito professionale e ideale regolativo
di Flaminia Festuccia
editore: Armando editore
pagine: 112
Esiste la notizia vera, certa e imparziale? Quali sono le caratteristiche di un giornalista oggettivo? Come distinguere una notizia buona da una cattiva, un professionista serio da uno fazioso? Questo libro accompagna il lettore in un viaggio attraverso gli strumenti degli operatori dell'informazione, svelando trucchi e segreti, smascherando miti e fornendo una chiave di lettura del mondo del giornalismo. Perché l'obiettività dell'informazione non può essere un "falso mito" da denigrare, ma deve diventare un ideale a cui tendere attraverso l'applicazione di un metodo rigoroso. Se la censura in Italia non esiste più - almeno ufficialmente - rimane un nemico più insidioso da affrontare: l'autocensura, per far piacere a qualcuno, per non scontentare il "padrone in redazione" o perché il quieto vivere diventa l'unico modo di pensare. Dimenticando il ruolo fondamentale che la libertà di stampa riveste per la democrazia.
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