Besa: ASTROLABIO
Vuoto a perdere. Le Brigate Rosse, il rapimento, il processo e l'uccisione di Aldo Moro
di Castronuovo Manlio
editore: Besa
pagine: 608
Le Brigate Rosse pensavano che lo Stato avrebbe pagato qualsiasi prezzo per riavere indietro uno dei suoi "cavalli di razza" m
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Il ventriloquo. Sofista e filosofo
di Nancy Jean-Luc
editore: Besa
pagine: 89
Prendendo come pretesto il "Sofista" di Platone, con un procedere che senza dubbio si inserisce a pieno titolo nell'ambito del
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La tela infinta. Bibliografia degli studi sul tarantismo mediterraneo 1945-2006
editore: Besa
pagine: 222
Dal rituale mediterraneo del tarantismo - con i suoi suoni, i corpi, la minaccia di un ragno che avvelena dentro - al rituale
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Mobilitare il cervello: l'arte di riabilitare la memoria
di Salmoni Gilberto
editore: Besa
pagine: 232
La trattazione dell'argomento è condotta in modo piano ed efficace e per questo può raggiungere un'ampia fascia di lettori che
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Oltre l'orizzonte. Verso una nuova teoria dei capitalismi
di Gianfranco La Grassa
editore: Besa
pagine: 172
Il testo qui presentato è il quinto, e ultimo, volume di una ricerca teorica intorno a diverse forme della società capitalistica; una ricerca che si riallaccia al pensiero di Marx, ma che se ne allontana su alcune questioni decisive. Il testo si divide idealmente in due parti. Nella prima si illustra il primo disvelamento teorico compiuto da Marx con riguardo alle correnti della scienza sociale dei suoi tempi. Nella seconda si compie un passo successivo, criticando varie impostazioni odierne, accomunate dal riferimento o alla pura volontà e forza politica o alla netta predominanza assegnata all'ambito economico e al calcolo che lo pervade, quello del minimax (minimo costo o massimo beneficio). Qui si tenta di connettere strettamente la razionalità economica e quella strategica (applicata al conflitto per la supremazia), pur assegnando la prevalenza alla seconda. Se ne traggono numerose conseguenze in merito all'interpretazione delle "strutture" economico-sociali, della loro storia, delle pratiche politiche perseguite nel XIX e XX secolo, ecc. Soprattutto ci si sforza di superare la generica indicazione della società moderna quale capitalismo, segnalando l'esistenza di sue forme diverse, sia in successione temporale (storica) sia nella loro compresenza attuale.
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Dissertazione sopra i vampiri
di Giuseppe Davanzati
editore: Besa
pagine: 176
Vampiri assetati di sangue che aggrediscono nella notte
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I catari. Dai roghi di Colonia all'eccidio di Montségur
di Lopane Paolo
editore: Besa
pagine: 283
Alla metà del XII secolo, una Chiesa dilaniata dallo scisma d'Oriente vide profilarsi una nuova e minacciosa insidia alla prop
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Il Mediterraneo medievale
di Jehel Georges
editore: Besa
pagine: 240
In una trattazione che alterna lo studio delle evoluzioni socioeconomica e politica a quello dei fatti culturali, questa sinte
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Il fado di Coimbra. Storia e significato sociale della canzone accademica portoghese
di Carlo Giacobbe
editore: Besa
pagine: 216
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La ferita di Odisseo. Il «ritorno» nella letteratura italiana della migrazione
di Taddeo Raffaele
editore: Besa
pagine: 151
Questo saggio di Raffaele Taddeo costituisce uno studio interessante poiché, se è vero che il tema del ritomo nella letteratur
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Derdeba
di Georges Lapassade
editore: Besa
pagine: 71
Conosciuta già dal XVIII secolo dal Saint-Gervais e da Boissier de Sauvages, la derdeba o lila è un rituale di possessione praticato da alcune comunità musulmane di origine nero-africana, gli Gnawa, nel Marocco e in altre nazioni del Maghreb. Tale rituale è analiticamente descritto dall'autore - uno fra i massimi conoscitori di questo misterioso e affascinante universo sincretico afro-mediterraneo - in comparazione con i fenomeni paralleli di possessione diffusi in area africana (bori, zar, vaudoun). Nella sua essenzialità e nella sintesi complessiva che riesce a fornire del fenomeno, quest'opera è una specie di "porta sul mistero" che consente pure un approccio agli altri fenomeni di transe rituale diffusi nel mondo. Pubblicata in Marocco alla fine degli anni '90, il libro può considerarsi un vero e proprio testo di "iniziazione" alla danza degli Gnawa e alle divinità che popolano il loro pantheon sincretico al confine fra l'agiografia dei santi islamici e le radici animiste dell'antico e mitico "Grande Sudan": la terra originaria dei Bambara e delle altre etnie deportate in schiavitù dagli arabi verso il Nord Africa nel corso dei secoli. La lettura di questo breve trattato è una suggestiva esplorazione delle notti di Essawira percorse da ritmi incessanti dei tamburi e dei crotali, dai profumi degli incensi cerimoniali e dalle presenze inquietanti di geni possessori come Abdelkader Jilali e Lalla Mimouna.
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