Bollati Boringhieri: Saggi.Storia, filosofia e scienze sociali
Storia del folklore in Europa
di Giuseppe Cocchiara
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 564
"Tra le popolazioni barbare e le civili non ci sono abissi ma trapassi: in questi trapassi è l'essenza del folklore, che diventa scienza quando si integra con l'etnologia". Prima che uno statuto disciplinare riuscisse a catturare l'"indole" del folklore, ed etnologi e folkloristi insigni come Giuseppe Cocchiara perimetrassero l'oggetto dei loro studi, dirimendone le combattute relazioni con mitologia, storia delle religioni, letteratura e filologia, dovettero trascorrere secoli di travaglio di pensiero e ricerche. Irriducibile all'esotico o al pittoresco di maniera, il grande alveo delle tradizioni popolari - fiabe, leggende, proverbi, canti, ma anche costumi, usi, credenze - cominciò a svelare il segreto del suo "continuo morire per un eterno rivivere", ossia della sua perenne rielaborazione, quando l'Europa acquisì consapevolezza storico-critica di se stessa nel confronto sconvolgente con il Nuovo Mondo appena scoperto. Da allora, l'identità culturale europea si cimentò con quanto "di più intimo" potesse racchiudere, ossia il "primitivo a casa propria". Cocchiara risale instancabilmente lungo le infinite diramazioni che da Montaigne arrivano a Tylor, da Vico a Frazer, dai romantici a Pitrè. Accorpa, distingue, illumina genealogie, e soprattutto mette in rapporto la riflessione sul folklore con le correnti filosofiche, scientifiche e letterarie che si sono susseguite.
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La parte maledetta-La nozione di dépense
di Georges Bataille
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 221
"L'interesse che si attribuisce di solito ai miei libri è di ordine letterario... non li si può infatti classificare in un genere definito in anticipo". La consapevole inclassificabilità delle opere di George Bataille tocca il vertice con "La parte maledetta" (1949): un saggio di economia politica che con "ardite rovesciamento" scalza in radice le cognizioni basilari su cui poggia quella che viene ritenuta la scienza triste, per disvelarla come scienza tragica. AI "miserabile" principio acquisitivo dell'utile, che secondo gli economisti governerebbe la produzione, la conserva e il consumo, Bataille antepone la dissipazione improduttiva, il bisogno di distruggere, il gesto dilapidatorio delle ricchezze di cui testimonia il potlàc, lo scambio arcaico studiato dagli etnologi e non riducibile a convenzi antenato del commercio. È nella depénse, oggetto di un breve scritto (1933) che Bataille continue a ritoccare, denunciandone il valore strategico per il suo pensiero, che si compie la catastrofe della ragione utilitaria. Un argomentare che "sconvolge e toglie allo spirito il riposo" ripercorre la storia della civiltà umana attraverso le nozioni di eccesso, sacrificio, dispendio e orgia. Perché "non è la necessità ma il suo contrario, il 'lusso', che pone alla materia vivente e all'uomo i loro problemi fondamentali". Introduzione di Franco Rella.
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Breve storia della morte
di William M. Spellman
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 254
"La pietra fu usata prima per i sepolcri che per le abitazioni". Con arguzia epigrafica le parole di Miguel de Unamuno riaffermano una verità incisa su millenni di storia umana: la paradossale antecedenza della morte sulla vita. Dalla consapevolezza della fine biologica, stigma della nostra specie, muovono infatti le civiltà per allestire il loro apparato materiale e immateriale, i monumenti che sfidano la caducità, le grandiose visioni religiose che prefigurano l'inconoscibile, i sistemi di pensiero che elaborano il senso della finitezza, i codici morali che regolano la condotta personale e il vivere associato. Senza l'onnipervasività della morte non esisterebbe nulla di tutto ciò. William M. Spellman rende omaggio a questa signoria insieme drammatica e feconda, ripercorrendone i tempi e i modi dal Paleolitico a oggi. Convoca concezioni dell'aldilà e idee di immortalità, incarnata, disincarnata, sociale, ossia affidata al solo ricordo, e reincarnazione, teorie mortaliste, pratiche di congedo dei morenti, culti degli antenati, riti funerari, espressioni del lutto. Ma il grandangolo di Spellman inquadra anche un'assenza. Adesso, nel pieno di una "rivoluzione della mortalità" che ha invertito la spaventosa percentuale di morti premature o violente tipica dell'intera vicenda dell'uomo, è proprio il morire a venire occultato culturalmente. Negare la morte non ci aiuterà a vivere meglio.
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I filosofi di Hitler
di Sherratt yvonne
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 312
Nel corso della storia l'infamia ha assunto molte forme, nessuna più spregevole, probabilmente, di quella incarnata dalla risp
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Giuseppe Dossetti. Un innovatore nella Democrazia Cristiana del dopoguerra
di Bruno fernando
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 351
Se Dossetti avesse continuato a fare politica, la DC si sarebbe spezzata
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Rivolte del pensiero
Dopo Foucault, per riaprire il tempo
di Galzigna Mario
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 174
Tra le insegne del nostro tempo c'è la "disperanza"
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Le ragioni del dolore. Etnopsichiatria della depressione
di Coppo Piero
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 163
Depressione, panico, ansia, fatica cronica: si tratta di malattie in diffusione epidemica, o piuttosto dell'epidemia di determ
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Dio d'acqua. Incontri con Ogotemmêli
di Marcel Griaule
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 262
Il singolare incontro di un etnologo con il vecchio saggio Ogotemmeli, che in una serie di colloqui svoltisi nel 1946 rivela tutto il sistema di pensiero del popolo dogon dotato di una cosmogonia, di una metafisica e di una religione tutt'altro che primitive. Il libro, pubblicato in Italia per la prima volta nel 1968, è qui riproposto in una nuova edizione curata da Barbara Fiore.
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Trance e possessione in Africa. Corpi, mimesi, storia
di Roberto Beneduce
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 339
La possessione e la trance da possessione sono state considerate a lungo fenomeni di pertinenza prevalentemente religiosa, politica o, alternativamente, psicologica. Tuttavia solo un approccio che riconosca la natura irriducibilmente polisemica e plurale dei rituali di possessione, e quelle espressioni più ordinarie che non sono necessariamente correlate al tempo rituale, permette di comprendere il dinamismo storico che caratterizza i culti di possessione, il senso dei loro paradossi e delle loro tecniche, la loro capacità infine di interrogare le nostre stesse categorie di soggetto, di coscienza, di volontà.
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L'uomo e il sacro
di Roger Caillois
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 227
Sviluppando le analisi dell'antropologo Marcel Mauss sulla funzione del sacro nelle società arcaiche, Caillois ne rivaluta il ruolo anche nelle società moderne tendenti alla uniformità, al livellamento, al rilassamento delle tensioni propri dell'homo oeconomicus. Come per Georges Bataille anche per Caillois la reintroduzione del sacro con tutta la sua ambiguità è il solo modo per contrastare le tendenze distruttive all'opera nella modernità, come avrebbe dimostrato subito dopo la guerra con tutti gli orrori. Che al sacro, con i suoi miti e con i suoi riti, si sia tornati, sia pure in forma confessionale, negli ultimi decenni conferma la validità di questa riflessione anticipatrice.
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La giudeofobia in Russia. Dal Libro del «Kahal» ai Protocolli dei Savi di Sion
di Cesare G. De Michelis
editore: Bollati Boringhieri
pagine: 223
La storia documentata di un falso che rappresenta l'episodio culminante di una lunga storia di rielaborazioni prodotte nella seconda metà dell'Ottocento dalla subcultura dell'antisemitismo russo. Oltre al testo dei Protocolli, il volume presenta una raccolta completa di documenti dell'epoca molti dei quali inediti in italiano che permettono di ricollocare i Protocolli nel variegato mondo dell'antisemitismo russo, forse l'unico ancora oggi realmente vitale.
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