Carocci: Biblioteca di testi e studi
Idee di Sardegna. Autonomisti, sovranisti, indipendentisti oggi
di Carlo Pala
editore: Carocci
pagine: 325
La forte identità etnica e la recente ricomparsa - seppure parziale - del sentimento indipendentista che caratterizzano la Sardegna sono indici di una frattura centro-periferia effettivamente attiva; ciononostante, la letteratura politologica vi ha dedicato uno spazio solo residuale. È possibile dunque inscrivere il caso sardo all'interno delle cosiddette "nazioni senza Stato" europee? Com'è comparso in Sardegna il cleavage centro-periferia? Quali sono le determinanti dell'attuale mobilitazione politica? Il volume risponde a queste domande attraverso un'analisi dei principali attori coinvolti. Sospesi tra un forte sentimento identitario, un'oscillante mobilitazione regionalista e un bisogno di aggiornare lo Statuto autonomo, i partiti etnoregionalisti sardi abbracciano idee attive in passato (indipendentismo e autonomismo) e nuove (sovranismo) in un cleavage mutato rispetto al passato.
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John Henry Newman. Identità, alterità, persona
di Michele Marchetto
editore: Carocci
pagine: 103
In un contesto antropologico che Michel Foucault definisce come "il vuoto dell'uomo scomparso", l'idea di persona di John Henry Newman (1801-1890) è il candidato migliore per rispondere alla dissoluzione dell'io e all'individualismo contemporanei. In una serrata dialettica all'interno della coscienza, l'io rinuncia a porre se stesso come fondamento: riconoscendosi come persona, riconosce anche l'"altro" che gli sta di fronte e l'"Altro" che dimora dentro di sé. In questa "grammatica del riconoscimento", Newman si rivela naturale interlocutore - oltre che di Locke, Hume e Smith - della fenomenologia di Edmund Husserl ed Edith Stein, e della filosofia ermeneutica di Hans-Georg Gadamer e Paul Ricoeur. Il suo pensiero si radica in modo originalissimo nel medesimo humus, la riflessione empiristica sulla coscienza di sé e del mondo, e l'enfasi romantica sull'esperienza vissuta prima che sulla sua mediazione intellettuale. Nel contempo, le supera entrambe, rivelandosi capace di denunciare i limiti dell'invulnerabilità antropocentrica e di andare al di là della frammentazione dell'umano e della sua perdita di senso, effetto dell'incapacità delle antropologie moderne e postmoderne di dare espressione all'esigenza di unità e di integralità che l'uomo nutre verso se stesso.
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La fondazione delle città. Le scelte insediative da Uruk a New York
di Giuseppe Gisotti
editore: Carocci
pagine: 559
Il libro analizza le preferenze insediative che hanno determinato le fondazioni delle città più importanti dall'antichità a og
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Etica pubblica, giustizia sociale, disegualianze
editore: Carocci
pagine: 171
Che cos'è la giustizia sociale e come la si può realizzare? Esistono diseguaglianze giuste o le diseguaglianze, in quanto tali, sono ingiuste? Queste sono alcune delle domande alle quali il volume risponde, ponendo la giustizia sociale come questione centrale dell'etica pubblica e mostrandone la concreta rilevanza per il disegno delle politiche. Grazie al contributo di alcuni tra i più autorevoli studiosi in materia e a un'analisi interdisciplinare, il testo combina in modo originale riflessione teorica e disamina delle possibili implicazioni in termini di policy, analizzando il rapporto tra giustizia sociale, diseguaglianze e sviluppo, e tra giustizia sociale, merito e responsabilità individuale; interrogandosi sulla possibile estensione delle questioni di giustizia a livello globale; e mettendo in evidenza il ruolo delle politiche nella riduzione delle diseguaglianze e nella promozione della giustizia sociale. Quest'ultima viene tematizzata in tutta la sua complessità ed emerge come una questione di ineludibile importanza e attualità, soprattutto per quanto concerne la possibilità tanto della realizzazione individuale, quanto della convivenza nella sfera pubblica.
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Teoria e teologia della storia
di Gianluigi Pasquale
editore: Carocci
pagine: 697
Per l'uomo che pensa, il primato della domanda non è soltanto relativo all'apparire dell'essere, ma anche al fatto che esso sia destinato a passare. L'uomo, infatti, si chiede che senso ha la propria esistenza nel tempo che trascorre. Perché è costretto a vivere inabissato nella propria storia e da essa non può sfuggire. Il volume presenta la teoria per cui la storia è il dipanarsi di una parola di Dio (teologia), la quale, alla fine e per chi lo vorrà, sarà una parola di salvezza in senso interale. La teoria osserva l'avvenuto inserimento della figura di salvezza attuato dal cristianesimo, in Gesù Cristo, e la conseguente radicale trasformazione antropologica di cui la coscienza storica attuale è lo stigma. La teoria, poi, intende dimostrare che l'esistenza temporale di ciascuno di noi non è una traccia biografica che andrà persa nel nulla. Anzi, il suo valore sarà trattenuto da Dio che, in Gesù Cristo, ha reso storia la propria Parola fattasi carne. La teoria dichiara il nostro tempo non come una insignificante giustapposizione di "e" tra un evento e l'altro, ma che esso, con Dio, può incidere per sempre l'"è" stabile che la storia universale rappresenta, come accade al frammento sul tutto.
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Consonanza e dissonanza. Teoria armonica e percezione musicale
di Di Stefano Nicola
editore: Carocci
pagine: 173
Perché alcuni suoni stanno bene insieme e altri no? Da più di due millenni, questa semplice domanda è al centro della riflessi
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Il pensare e l'io. Hegel e la critica di Kant
di Alfredo Ferrarin
editore: Carocci
pagine: 243
Che rapporto c'è tra il pensare e l'io nella filosofia di Hegel? Sapere concettuale e autocoscienza individuale rimandano l'uno all'altra? Che nesso possiamo stabilire tra pensiero e realtà in una logica dialettica? Come funziona il pensiero secondo Hegel, e perché sembra godere di primarietà su ogni altra realtà? Il volume discute questi temi attraverso una lettura complessiva della filosofia hegeliana e mostra come sia necessario invertire la concezione ordinaria del pensiero (i concetti come proprietà di una coscienza o io contrapposto al mondo dato) per comprendere il rapporto tra autocoscienza e riconoscimento, la primarietà della logica, la spontaneità e la reificazione del pensiero, il linguaggio della filosofia, il rapporto tra il logico che anima il mondo e le forme soggettive della sua manifestazione. Conclude il libro un confronto analitico tra il concetto di ragione hegeliano e quello kantiano.
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Indaffarate e soddisfatte. Donne, uomini e lavoro familiare in Italia
editore: Carocci
pagine: 231
Il lavoro familiare è di fondamentale importanza per la vita quotidiana delle persone: in sua assenza, tutti i beni e i servizi prodotti gratuitamente grazie alle attività domestiche e di cura andrebbero acquistati sul mercato. Tuttavia, svolgere questo lavoro richiede molto tempo, e ciò penalizza la partecipazione alle altre attività della vita quotidiana. Ma perché il lavoro familiare continua a ricadere prevalentemente sulle donne? Per rispondere a questa domanda, ancora insoluta, il volume analizza empiricamente diverse questioni legate al lavoro familiare: il tempo che donne e uomini vi dedicano, i mutamenti osservabili nello spazio, nel tempo e lungo il corso di vita degli individui, il contributo di bambini, colf e baby-sitter. Viene inoltre preso in esame il ruolo giocato dalle risorse economiche e culturali degli individui, dalla percezione di equità e dal contesto sociale sulla negoziazione tra i partner circa la divisione del lavoro familiare, nonché gli effetti di quest'ultima sul benessere psichico. Le conclusioni della ricerca lasciano presagire che la soluzione dell'enigma sia da ricercare nel peculiare contesto culturale italiano, che porta molte donne a essere sì indaffarate, ma tutto sommato soddisfatte.
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Raffaello on the road. Rinascimento e propaganda fascista in America (1938-40)
editore: Carocci
pagine: 247
Che cosa ci facevano nel 1939 a San Francisco la Madonna della Seggiola di Raffaello, il Tondo Pitti di Michelangelo e la Nasc
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Dallo schermo alla cattedra. L'insegnamento universitario del cinema e dell'audiovisivo
editore: Carocci
pagine: 232
Il volume - risultato di un progetto di ricerca dedicato all'introduzione dello studio del cinema e dei media audiovisivi nell'università italiana tra il secondo dopoguerra e la fine degli anni Sessanta - delinea il quadro di riferimento teorico e storico-culturale dei saperi disciplinari, ripercorre il succedersi delle disposizioni legislative sul piano istituzionale e traccia una mappa delle diverse storie locali che hanno progressivamente condotto il cinema e i media audiovisivi dagli schermi della comunicazione di massa alle cattedre di insegnamento universitario. Ripercorrendo gli snodi più significativi di un dibattito multidisciplinare e osservando le tappe dell'affermazione di un'inedita disciplina scientifica, studiosi di diversi atenei italiani rispondono alle domande poste dagli attuali sviluppi del settore degli studi cinematografici e dei media audiovisivi in un momento di trasformazione radicale dei suoi oggetti di ricerca, nella consapevolezza che riflettere attentamente sul passato può aiutare a cogliere meglio le sfide e le opportunità del futuro.
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Agli albori dell'embriologia sperimentale. Storia di una disciplina scientifica
di Domenico Ribatti
editore: Carocci
pagine: 98
Una volta fecondato, l'uovo di un organismo superiore si suddivide in migliaia di cellule che si organizzano a formare i tessuti dell'embrione. La comprensione di questo elaborato e complesso processo è uno dei problemi più difficili che i biologi hanno affrontato negli ultimi secoli. Il volume definisce gli elementi che hanno caratterizzato lo sviluppo dell'embriologia sperimentale passandone brevemente in rassegna l'evoluzione: dalla controversia fra la teoria della preformazione (nel germe esisterebbero preformati i vari organi) e quella dell'epigenesi (le differenze sorgono ex novo da materiale indifferenziato) ali'affermazione della "meccanica dello sviluppo" per merito di W. Roux, fino alla nascita dell'embriologia chimica, grazie alla quale è stato possibile il passaggio dall'embriologia tradizionale a quella sperimentale. Vengono infine trattati i temi che caratterizzano la disciplina a livello di sperimentazione di laboratorio.
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Alle origini dell'antropologia medica. Il pensiero di Viktor von Weizsäcker
di Oreste Tolone
editore: Carocci
pagine: 175
Il volume ricostruisce il percorso che condusse Viktor von Weizsäcker, a partire dagli anni Venti del Novecento, alla fondazione di un'antropologia medica, analizzando in particolare lo stretto rapporto esistente tra la "nuova medicina" e il "nuovo pensiero" di Franz Rosenzweig e Martin Buber, così come affiora soprattutto dalla rivista "Die Kreatur". Inoltre definisce concettualmente i capisaldi, i nuclei tematici di tale disciplina: tra questi, il Gestaltkreis, l'antilogica, il metodo biografico, l'indeterminismo terapeutico. Infine, analizza la querelle che oppose agli inizi degli anni Cinquanta Karl Jaspers a Viktor von Weizsäcker - documentata anche da un interessante scambio epistolare - con l'intento di cogliere lo statuto epistemologico della medicina e l'attualità della proposta di Weizsäcker, soprattutto alla luce del rinnovato dibattito sul rapporto medico-paziente, promosso dalle cosiddette medical humanities, e del nuovo concetto di salute e malattia che esse comportano.
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