Castelvecchi: Specchi
Gesù Cristo e il cristianesimo
di Piero Martinetti
editore: Castelvecchi
pagine: 561
Nel 1926 un provvedimento fascista interrompe il IV Congresso filosofico nazionale, presieduto da Martinetti e centrato su temi religiosi. L'anno successivo, il suo corso di Cristologia all'Università di Milano viene portato faticosamente a termine tra disordini e intimidazioni. "Gesù Cristo e il Cristianesimo", che sarà pubblicato privatamente nel 1934 e subito messo all'indice dalla Chiesa e sotto sequestro dal regime, riflette lo sviluppo di un ciclo di studi e l'urgenza di reagire alla deriva, morale prima che politica, rappresentata dal fascismo. Qui Martinetti ricorre alla Storia, a quelle che allora erano le nuove tendenze dell'esegesi biblica e che, attenuandone la funzione di rottura, collocavano la predicazione di Gesù nella tradizione ebraica e nell'ambiente ellenistico in cui si era sviluppata e diffusa. Gesù è l'ultimo del profeti ebrei, Il nemico dei ritualismi, un filosofo e maestro di vita, un uomo che affronta con coraggio il suo destino e trova - attraverso l'amore per Dio e per II prossimo, alla luce della ragione - la vera sapienza, la comunione con l'assoluto. Il pensiero di Martinetti, lontano dagli automatismi ormai sterili del dibattito "fede contro ragione", si propone al lettore contemporaneo forte di un'irriducibile alterità intellettuale, che lo rende oggi più che mai attuale e necessario.
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James Joyce
di Richard Ellmann
editore: Castelvecchi
pagine: 860
In questa biografia letteraria, l'opera e la vita di James Joyce vengono raccontate, analizzate e commentate seguendo il filo di una passione rigorosa e priva d'indulgenza. Lo studio di Richard Ellmann cerca di ricostruire l'intricata rete che lega il vissuto all'arte, la singolarità del quotidiano con la vastità proteiforme del genio. Da Dublino a Trieste, da Parigi a Zurigo, emergono così i contorni di un'esistenza sfuggente, fatta di scelte spesso discutibili, amicizie perdute, difficoltà economiche e dolori insanabili come quello per la schizofrenia della figlia. La grandezza dello scrittore non è scalfita dai difetti dell'uomo, ma si nutre proprio dell'intransigenza di Joyce nel non cedere a compromessi, nel mettere il proprio lavoro davanti a tutto, pagandone sempre il prezzo. Ellmann organizza l'enorme quantità di aneddoti, fornisce chiavi per la comprensione delle opere e restituisce al lettore l'immagine compiuta di uno dei grandi del Novecento. Con un articolo di Dwight MacDonald.
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Eremiti
di Fisher Espedita
editore: Castelvecchi
pagine: 314
La scelta della solitudine, della contemplazione e dell'ascetismo esiste ancora, in Italia
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Una costituente per l'Europa. Scritti londinesi
di Simone Weil
editore: Castelvecchi
pagine: 376
Gli ultimi scritti di Simone Weil, composti a Londra tra il 1942 e il 1943 e qui presentati integralmente, rappresentano lo sviluppo estremo del suo percorso spirituale e l'apice della sua riflessione politica. Tornata in Europa dagli Stati Uniti con l'intenzione di partecipare alla guerra di liberazione, la filosofa si trova invece relegata al lavoro intellettuale l'esame delle proposte di rinnovamento costituzionale - da parte del comando di France Combattante. La resistenza della Weil, combattuta da sola in una stanza, diventa così l'occasione per gettare le basi di una rifondazione della civiltà europea, proprio nel momento in cui la guerra ne mette in discussione i valori e la stessa sopravvivenza. Utilizzando una documentazione in parte inedita, i curatori ricostruiscono le condizioni storiche e umane nelle quali i saggi, le lettere e gli appunti furono redatti. In tormentata dialettica tra realismo e utopia, ispirati alla filosofia greca e a un Cristianesimo purificato, in dialogo col pensiero filosofico coevo ma irriducibilmente distanti da esso, questi testi sollecitano l'Occidente a costruire una civiltà politica nuova e consapevole delle proprie radici. Negli apparati di approfondimento, "Una costituente per l'Europa" unisce al rigore critico una guida alla riflessione individuale, proponendosi come un'esperienza rigenerante che chiede la disponibilità, del cuore come della mente, a interrogare noi stessi in maniera libera e radicale.
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La dignità del lavoro
di Federico Caffè
editore: Castelvecchi
pagine: 425
La dignità del lavoro testimonia la coerenza e l'attualità della riflessione di Federico Caffè, un pensiero critico che ha in larga parte anticipato gli sviluppi della crisi che stiamo attraversando e tempestivamente avvertito i ritardi della sinistra e del sindacato. Il libro raccoglie, con un saggio introduttivo di Antonio Lettieri, tutti gli articoli di Caffè usciti dal 1977 al 1985 su una rivista della Cgil, "Sinistra". Con questo volume si completa il progetto, iniziato nel precedente Contro gli incappucciati della finanza (Castelvecchi, 2013), per il recupero di quelle che, accanto agli articoli per "il manifesto", sono le collaborazioni più intense e continuative dell'economista con la stampa periodica. Facendo emergere la sua figura di "consigliere del cittadino", anziché del principe, questo libro conferma la continuità della "nonpolitica dell'occupazione" che Federico Caffè denunciò, con ammirevole chiarezza, nel corso della sua attività di docente, studioso, pubblicista.
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L'amicizia pura
di Simone Weil
editore: Castelvecchi
pagine: 190
Il periodo trascorso a Marsiglia tra il 1940 e il 1942, in attesa di imbarcarsi per gli Stati Uniti, rappresenta per Simone Weil una stagione di fioritura delle amicizie e un momento di straordinaria ricchezza e fecondità del pensiero e della scrittura. Il numero di lettere inviate a familiari e amici è impressionante, ma quel che più stupisce è la maniera in cui la sincerità degli affetti si coniuga con la ricerca della verità, che si va facendo sempre più pura e assoluta. Di questa continua vibrazione interiore dà testimonianza la prima parte di questo libro che ricostruisce la complessa esperienza culturale e sentimentale vissuta a Marsiglia, proponendo le lettere che Simone invia a due amici, con i quali la parola scritta si offre come l'unico strumento di conoscenza reciproca. Sono Joë Bousquet, il poeta di Carcassonne, paralizzato in seguito alle ferite riportate durante la Prima Guerra Mondiale, e Antonio Atarés, contadino anarchico aragonese, prima rinchiuso nel campo d'internamento del Vernet e poi spedito a Djelfa, sull'altopiano algerino. Il volume si chiude con la nuova traduzione di alcune pagine, tratte da Le forme dell'amore implicito di Dio, in cui si condensa la splendida, vertiginosa concezione dell'amicizia elaborata e concretamente vissuta da Simone Weil.
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Metafisica quantistica. I nuovi misteri dello spazio e del tempo
editore: Castelvecchi
pagine: 144
Nel 1984, Sven Ortoli e Jean-Pierre Pharabod pubblicavano "Il cantico dei quanti", salutato all'epoca come uno dei libri più f
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Dio. Una biografia
di Miles Jack
editore: Castelvecchi
pagine: 555
Guardare a Dio come al personaggio di un'opera letteraria, accogliere soltanto quello che ci raccontano le Scritture e confron
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Sak. Soren Aabye Kierkegaard. Una biografia
di Joakim Garff
editore: Castelvecchi
pagine: 670
Scrittore e credente, seduttore e martire, Soren Kierkegaard è stato il primo artefice del suo stesso mito. Dalla presenza ingombrante della figura paterna, con la sua eredità di rigorismo religioso e senso di colpa, alla storia d'amore con Regine Olsen, dal rifiuto dell'hegelismo allo scontro con la chiesa danese, il suo pensiero ostenta le fratture e gli slanci di una vita interiore che è stata una drammatica avventura dello spirito. A partire da questo materiale incandescente e contraddittorio, alternando analisi filosofica e introspezione psicologica, Joakim Garff ci restituisce la complessità di un uomo in balìa della sua opera. È dai tormenti del singolo che prese forma l'intransigenza delle sue idee, la cui universalità ne farà un precursore dell'Esistenzialismo e di molti aspetti della filosofia contemporanea.
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Buchi neri e salti temporali. L'eredità di Einstein
di Kip Thorne
editore: Castelvecchi
pagine: 670
In questo volume, Kip Thorne racconta le scoperte e le false piste della ricerca sui buchi neri, da Einstein a Hawking, esamina le conseguenze della teoria dello spazio curvo e le possibilità offerte dalla fisica dei quanti, fino a prendere in esame l'ipotesi dei wormholes, ovvero le scorciatoie che permetterebbero di viaggiare da un punto all'altro dell'universo più rapidamente della luce. Combinando princìpi fisici comprovati e geniali intuizioni, "Buchi neri e salti temporali" dimostra la sorprendente capacità della mente umana di sondare le complessità dell'universo e di rivelare l'intima semplicità, l'eleganza e la meravigliosa bellezza delle leggi fondamentali che lo governano. Il libro, rigoroso ma accessibile, contiene un glossario, delle note di approfondimento, una cronologia sintetica e un'ampia bibliografia. Prefazione di Stephen Hawking.
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Il vero credente. Sulla natura del fanatismo di massa
di Eric Hoffer
editore: Castelvecchi
pagine: 185
Dedicare la propria vita a una causa che si considera sacra, seguirla ciecamente, opprimere o convertire gli altri in suo nome, subordinare ogni idea e ogni affetto alla sua realizzazione, essere pronti a morire per essa. È questo, indipendentemente dalla dottrina o dall'ideologia che sceglie, il semplice credo del fanatico, protagonista di questo saggio e della nostra epoca. Eric Hoffer, nel "Vero credente" riflette sulle cause e sul funzionamento dei movimenti di massa, siano essi religiosi, apertamente politici o più genericamente d'opinione. Da questo approccio e dal nitore dell'argomentazione nasce l'attualità, si potrebbe dire l'urgenza, di questo libro, pubblicato nel 1951 e ora tradotto per la prima volta in Italia. Per Hoffer, pur distinti per contenuti e scopi, i movimenti condividono la medesima morfologia, sorgono nei periodi di crisi e disgregazione dell'ordine sociale, si basano sugli stessi agenti unificanti e, soprattutto, si nutrono dalla stessa radice, quella della frustrazione che nasce dall'insoddisfazione verso se stessi e le proprie risorse. Il frustrato accoglie allora l'invito verso una terra promessa, reale o ideale, e verso il miraggio di una vita diversa, nell'osservanza assoluta di una logica esterna che lo distolga dal proprio fallimento e dalla propria paura. L'intento è quello di rivolgersi al più ampio numero di lettori possibile, ed esso ben rappresenta sia la sua idea di lavoro culturale che la misura del valore di questo libro.
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Noi siamo il nostro cervello. Come pensiamo, soffriamo e amiamo
di Dick Swaab
editore: Castelvecchi
pagine: 373
Tra i più importanti neurologi contemporanei, Dick Swaab raccoglie in questo libro il lavoro di una vita, tracciando un quadro articolato del funzionamento del cervello, dalla fase prenatale fino agli ultimi istanti della vita. Con stile limpido e rigoroso, Swaab espone i temi più classici - come i processi della memoria, i disturbi neuropsichiatrici, le malattie degenerative - ma anche questioni di grande attualità, come l'identità di genere e la transessualità. Lo studioso apre così la sua riflessione alle questioni di natura morale e religiosa, offrendo un contributo autorevole, e a tratti provocatorio, alla conoscenza di noi stessi, dei nostri sentimenti e delle nostre relazioni sociali.
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