Contrasto: Logos
L'estraneo e il noto. Entusiasmi, incontri, letture, fotografie
di Teju Cole
editore: Contrasto
pagine: 167
Tra le voci più brillanti e originali della cultura contemporanea, Teju Cole presenta la sua prima raccolta di articoli inedit
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L'invenzione del reale. Conversazioni su un altro cinema
editore: Contrasto
pagine: 211
Cosa hanno in comune i film che in questi ultimi anni hanno rinnovato il cinema italiano e vinto premi e riconoscimenti import
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La fotografia in Italia. A che punto siamo?
editore: Contrasto
pagine: 243
La fotografia in Italia sta vivendo un momento di grande importanza e di grande vivacità: si moltiplicano le occasioni espositive, gli incontri con i fotografi, le scuole, i dibattiti. Il mercato dell'arte è vivace e segna un generale miglioramento. "La fotografia in Italia. A che punto siamo?" è il risultato del convegno organizzato e ospitato dalla Fondazione Forma per la Fotografia di Milano nel marzo 2011, che ha visto confrontarsi i principali protagonisti del settore in una sorta di "stati generali sulla fotografia": il primo di una serie di incontri per cercare di fare "il punto" su un linguaggio cruciale come quello fotografico e le sue modalità comunicative. Nel volume, le testimonianze della tavola rotonda sull'editoria in Italia, sulla formazione, sul rapporto con le istituzioni, sui problemi legati all'organizzazione dei festival, sul mercato dell'arte e su tutto ciò che si muove intorno alla fotografia. Con un insolito "faccia a faccia" tra Ferdinando Scianna e Michele Smargiassi e un lungo, appassionante dibattito tra i protagonisti, i fotografi stessi, intorno alla propria visione e al proprio ruolo. Con un DVD di contributi video: le testimonianze dirette dei protagonisti.
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Dopo la fotografia? Dall'immagine analogica alla rivoluzione digitale
di Quentin Bajac
editore: Contrasto
pagine: 159
Negli anni '60, con il sopraggiungere della Kodak Instamatic e della Polaroid, la fotografia passa in mano agli amatori. Nello stesso tempo, il fotogiornalismo, dinanzi al crescente dominio della televisione e delle limitazioni del diritto all'immagine, ridefinisce le sue regole di diffusione: vengono create nuove strutture e agenzie, nasce un nuovo tipo di reportage d'"autore". Gli artisti, dal canto loro, si impossessano della fotografia per farne una pratica "antiartistica" cui si comincia ad attribuire un valore commerciale senza precedenti. Con la creazione di musei e di festival dedicati, la fotografia viene definitivamente inserita nella storia dell'arte. Analizzandone le sfide estetiche e sociali, Quentin Bajac, ridisegna in questo libro 50 anni di fotografia fino alla rivoluzione digitale. Nel nostro XXI secolo, saturo d'immagini, Bajac pone l'interrogativo cruciale sull'autorevolezza del mezzo: la fotografia racconta ancora la realtà?
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Baaria Bagheria. Dialogo sulla memoria, il cinema, la fotografia
editore: Contrasto
pagine: 117
"Giuseppe Tornatore è di Bagheria, io pure. Adesso ha fatto il film Baaria, io ho fatto un libro qualche anno fa, "Quelli di Bagheria" di fotografie e testi, una specie di romanzo della memoria. Voglio scrivere qualcosa su questa faccenda, mi sono detto. Un testo che abbia a che fare con il doppio problema che credo incroci il suo e il mio essere quel che siamo, quel che facciamo: il problema della memoria, dei linguaggi coi quali abbiamo a che fare nell'affrontare e narrare la nostra memoria. Da tutto questo nasce questo libro di due baarioti." Ferdinando Scianna
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Solo in Italia
di Antonio Pascale
editore: Contrasto
pagine: 169
"Il libro che state per leggere è stato scritto percorrendo l'Italia. Come le stagioni anche questo viaggio ha un orientamento, per così dire (anche se abbastanza vago). Ho cercato di individuare dei punti cardinali, delle ossessioni sulle quali ragionare e naturalmente divagare. E queste sono: l'immigrazione (vecchia e nuova), il lavoro e i posti dove questo lavoro si svolge (dalle strade alle fabbriche), le piazze delle Marche (semplicemente perché mi piacciono) e infine il paesaggio italiano (i luoghi del divertimento o dell'abbrutimento). Questo libro si intitola "Solo in Italia", però il titolo non è proprio esatto. Più corretto sarebbe stato intitolarlo "Soli in Italia". Perché parallelamente (più o meno) al mio viaggio, i fotografi Francesco Cocco, Lorenzo Cicconi Massi, Daniele Dainelli e Massimo Siragusa hanno a loro volta (separatamente, con i loro tempi e modi) viaggiato per l'Italia un po' per seguire le mie ossessioni, così da completare le sfaccettature delle medesime che io per scarsità di mezzi e meteoropatie varie non riuscivo a definire, e un po' per raccontare la loro parte di strada e anche i colori, il tono, la sensualità, la grana delle quattro stagioni in Italia. Alla fine è venuto fuori un lavoro a più voci, un libro che si può guardare, sfogliare, leggere. O prima leggere e poi guardare, ecc., ecc.." (Antonio Pascale)
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Henri Cartier-Bresson. Lo sguardo del secolo
di Clément Chéroux
editore: Contrasto
pagine: 159
"Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira testa, occhio e cuore
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L'immagine condivisa. La fotografia digitale
di André Gunthert
editore: Contrasto
pagine: 175
Rivoluzione tecnica e fenomeno sociale, il digitale appartiene a quelle mutazioni che hanno trasformato in profondità le nostre pratiche e modificato la nostra percezione del mondo. Vero diario di viaggio dell'esperienza digitale, il volume di André Gunthert, tra i più acuti studiosi di cultura visuale, propone la prima storia di questi nuovi usi. Gunthert restituisce in dettaglio i dibattiti registrati via via che nascevano: il giornalismo partecipativo, la cultura della condivisione, la concorrenza amatoriale, la riconfigurazione dell'informazione, l'immagine conversazionale, la consacrazione del selfie... Un'analisi per comprendere meglio il ruolo dell'immagine fluida - smaterializzata, connessa, condivisa - nell'universo contemporaneo, con le sue nuove funzioni di espressione, comunicazione o socializzazione.
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Un'autentica bugia. La fotografia, il vero, il falso
di Michele Smargiassi
editore: Contrasto
pagine: 319
Questo libro ha due bersagli polemici: gli apologeti della "rivoluzione digitale", i nostalgici dell'"immacolata percezione". Talvolta sono le stesse persone. La fotografia ha sempre "mentito" perché non può fare altro, perché il processo di trasposizione della realtà in un'immagine bidimensionale glielo impone, perché la sua fabbricazione richiede una lunga catena di scelte, ognuna delle quali ne modifica la trama e il senso. L'era di Photoshop mette solo alla portata di tutti, e rende evidente, quel che la fotografia ha sempre saputo fare: deformare la realtà. Consapevolmente o involontariamente. Il libro percorre avanti e indietro la storia della fotografia (quella analogica e quella numerica) per raccontare, attraverso centinaia di esempi che compongono un vero e proprio "manuale di autodifesa" del consumatore di immagini, quando, dove, come e perché la fotografia ha sempre "mentito"; e quanto, come e perché la società le ha creduto. Per continuare a credere alla capacità testimoniale di questo linguaggio occorre non essere ingenui e stringere con la fotografia un nuovo "patto di veridicità condizionata" che la liberi dalla doppia condanna della dannazione o della santificazione.
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Henri Cartier-Bresson. Lo sguardo del secolo
di Clément Chéroux
editore: Contrasto
pagine: 159
"Fotografare è mettere sulla stessa linea di mira testa, occhio e cuore
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