Donzelli: Mele
Beirut, I love you
di El Khalil Zena
editore: Donzelli
pagine: 237
Tutto comincia in quei 34 giorni della guerra del 2006
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La mia storia
di Marilyn Monroe
editore: Donzelli
pagine: 221
All'inizio del 1954 Charles Feldman, agente di Marilyn Monroe, contatta Ben Hecht, uno dei più grandi sceneggiatori di Hollywood, per incaricarlo di scrivere "la prima autobiografia di Marilyn". Per un paio di mesi l'attrice e il suo ghostwriter si incontrano. E quella che doveva essere soltanto un'operazione commerciale per la diva in ascesa si trasforma in una lunga confessione senza filtri: l'infanzia negata, le prime esperienze sessuali, la contraddittoria consapevolezza della propria bellezza, l'ingresso a Hollywood, il matrimonio con Joe Di Maggio e il tour in Corea in visita alle truppe americane. Pubblicata solo nel 1974, dodici anni dopo la tragica scomparsa, "My Story" tesse una sorta di controcanto alla cornice aneddotica del mito che da sempre ha circondato Marilyn: la bambina ferita, l'adolescente abusata, la ragazza sfruttata, la donna depressa. In realtà lo sguardo della piccola Norma Jean, che Marilyn cerca per tutta la vita di coprire, non è diverso da quello dell'attrice che tenta disperatamente di sfondare a Hollywood. C'è la stessa levità dei sogni a occhi aperti di Norma nel modo in cui Marilyn descrive il mondo luccicante del cinema, non meno cinico di quello che aveva conosciuto da bambina, ma verso il quale nutre comunque una benevola comprensione. In fondo consapevole che dietro il volto patinato di Hollywood si nasconde una tragica fragilità, la stessa che c'è in lei, dietro la bellezza accecante che l'ha resa famosa. Prefazione di Joshua Greene.
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Il volo della sirenetta
editore: Donzelli
pagine: 28
Una caleidoscopica versione dalle tinte e dai tratti marcatamente indiani della "Sirenetta" di Andersen, arricchita dalla poes
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Un lucertola nel fiato
di Caporale Mariella
editore: Donzelli
pagine: 191
La fretta di quando hai vent'anni, il semaforo rosso all'improvviso, un colpo secco sull'asfalto
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Al limone
di Pa`mies Sergi
editore: Donzelli
pagine: 110
Folgoranti, crudi, esilaranti, questi venti racconti condensano in uno stile aspro ma rinfrescante come il limone i tanti sent
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Sotto scacco
di Marse` Berta
editore: Donzelli
pagine: 175
Inquietanti e scomode, sospese, sempre in bilico tra il dramma e la commedia, il cinismo e l'ironia, le sette storie di Berta
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Julius il solitario
di Donovan Gerard
editore: Donzelli
pagine: 189
Un quarto alle tre di un pomeriggio d'autunno
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Intendo rispondere
di Buongiovanni Arturo
editore: Donzelli
pagine: 286
Sanguinario killer di camorra, Ferdinando si è conquistato sul campo il rispetto dei boss grazie alla geometrica freddezza con
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Imatra
Pochi metri di Occidente. Con DVD
di Salani Corso
editore: Donzelli
pagine: 142
Un regista, italiano
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Controluce. Alberto Burri. Una vita d'artista
di Alessandra Oddi Baglioni
editore: Donzelli
pagine: 135
Se c'è un artista contemporaneo italiano celebrato in tutto il mondo, questi è senz'altro Alberto Burri. Dal Centre Pompidou di Parigi al Guggenheim di New York, dalla Tate Gallery di Londra alla Biennale di Venezia, passando per Chicago, Los Angeles, Lisbona, Madrid, non c'è grande museo del mondo che non gli abbia dedicato spazi e antologiche di prestigio internazionale. I suoi cretti - le gigantesche opere in terre e vinavil - campeggiano da Gibellina a Los Angeles, e i suoi cellotex sono ormai voci essenziali del lessico dell'arte contemporanea. Quello che però meno si conosce è il Burri privato, il burbero medico umbro che, partito per la guerra in Africa, si ritrova catapultato in un campo di prigionia nel deserto del Texas e che, grazie ai cartoni e i pennelli avuti in dono da un lungimirante caporale dell'esercito americano, scopre il suo talento di pittore. Dagli episodi di quei giorni di stenti nel West ai primi passi da artista una volta tornato in Italia nel dopoguerra, prende le mosse il racconto di Alessandra Oddi Baglioni, che da umbra e appassionata d'arte ricostruisce il lato intimo del celeberrimo conterraneo, seguendo il filo del l'immaginazione ma basandosi sulle lettere private, le testimonianze e i ricordi dei tanti che lo hanno conosciuto.
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Christian Dior & moi. L'autobiografia di Christian Dior
di Christian Dior
editore: Donzelli
pagine: 223
"I miei ricordi più belli io devo ancora viverli, il mio passato è ancora molto giovane". Così scriveva Christian Dior nel 1956, nel dare alle stampe questa sua autobiografia. Quasi un anno dopo, però, Dior moriva all'improvviso, e quelle pagine rimasero come la storia di tutta la sua vita. A originarle era stato un bisogno che lo stilista dichiarava sin dalle prime righe: "Esistono due Christian Dior: il Christian Dior pubblico e quello privato". Ed è per dire tutta la verità sul primo Dior, sul grande sarto di avenue Montaigne, che l'altro Christian Dior ha deciso di scrivere un libro di memorie. Proprio sul filo di questa ironica trovata narrativa della doppia identità Dior dipana i ricordi di una vita che ha segnato la storia dell'alta moda del Novecento. La voce narrante è quella del sarto schivo e pignolo, nato nella brumosa Normandia e trapiantato presto a Parigi, dove, dopo aver lasciato gli studi, insegue una vaga vocazione artistica, nel clima vivace della capitale francese. Entrato quasi per caso nella maison di Lucien Lelong, fu dopo la fine della guerra, nell'ottobre del 1946, che Dior fondò la sua casa di moda. È l'inizio di una rivoluzione.
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