E/O: Tascabili e/o
La terra della mia anima
di Massimo Carlotto
editore: E/O
pagine: 159
"La terra della mia anima" racconta la vita, quella vera, di un personaggio già noto ai lettori di Massimo Carlotto: Beniamino Rossini. Dopo essere stato compagno di avventure dell'Alligatore in cinque romanzi, il Vecchio Rossini ha deciso, quando ha saputo di essere gravemente malato, di raccontare la sua "malavita" e di farlo nella forma di un romanzo di avventure scritto dal suo amico Massimo. La storia parte dall'immediato dopoguerra e arriva quasi ai giorni nostri, dalla Milano liberata dai partigiani al confine con la Svizzera, dal Libano a Malta, da Venezia alla Croazia della recente guerra civile. Storie di contrabbando. Storie di rapine. Storie di donne e uomini. Per Rossini la terra della mia anima è la frontiera, luogo di avventure per eccellenza ma anche di amicizie, amori, tradimenti, passioni politiche.
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Nordest
editore: E/O
pagine: 207
Nordest racconta un tema antico, il rapporto tra padri e figli, inserito nell'attualità del Nordest italiano. Un territorio ricco e complesso, considerato la locomotiva dell'economia italiana, che oggi sta vivendo una crisi epocale che ha determinato la fuga degli industriali verso Cina e Romania. Ed è proprio l'ambiente delle grandi famiglie industriali quello in cui matura il delitto di una giovane donna prossima al matrimonio. Nordest è un noir che, a partire da un delitto, racconta l'illegalità diffusa che ha permesso di accumulare grandi ricchezze e un sistema economico che non si è mai posto problemi rispetto al saccheggio del territorio. Personaggio principale è Francesco, rampollo della seconda famiglia più ricca del "paese", giovane avvocato dal futuro già scritto che dovrà confrontarsi con il suo ambiente e scegliere tra verità e "normalità". Carlotto e Videtta, appassionati del genere, hanno scelto di mettere insieme le loro specificità per scavare più a fondo nella realtà del Nordest, per evidenziarne personaggi e contesti. Come sempre nei romanzi di Carlotto, la trama prende spunto da fatti realmente accaduti.
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Ho servito il re d'Inghilterra
di Bohumil Hrabal
editore: E/O
pagine: 218
Il libro esibisce una vasta gamma di registri, di storie, di aspirazioni. C'è un erotismo festoso; c'è un'assoluta passione per la vita, per le sue sorprese; c'è la voglia di denaro e di successo come ansia di riconoscimento; c'è la tristezza della vita come delusione e solitudine: c'è una festa di immagini e di poesia.
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Marinai perduti
di Jean-Claude Izzo
editore: E/O
pagine: 249
Marinai perduti è - tra quelli di Jean-Claude Izzo - il romanzo del Mediterraneo
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Concerto in memoria di un angelo
di Eric Emmanuel Schmitt
editore: E/O
pagine: 174
Con questo libro, Schmitt si consacra come uno tra i maggiori scrittori d'oltralpe nell'affascinante genere del racconto lungo o novella, un creatore di storie che in poche decine di pagine ricreano un intero universo romanzesco. Il primo racconto, "L'avvelenatrice", tratta di un'anziana signora cattiva, addirittura un'assassina, che intraprende un cammino di redenzione quando un prete giovane e bello si interessa a lei, salvo interromperlo bruscamente non appena l'uomo dei suoi sogni viene trasferito altrove. Nel secondo, "Il ritorno", è di scena un padre che dato il suo lavoro di marinaio è sempre lontano da casa. L'allontanamento fisico genera un allontanamento sentimentale: il padre quasi ignora le sue figlie, come se avesse dimenticato di amarle, arriva persino a confonderle nel suo ricordo. Il velo gli casca dagli occhi quando gli annunciano che una di loro è morta: non sa quale delle quattro. Il terzo racconto "Concerto in memoria di un angelo" è la storia di due amici con caratteri opposti, uno competitivo e aggressivo quanto l'altro è gentile e disinteressato. Gli eventi porteranno la situazione a un totale ribaltamento. "Un amore all'Eliseo" ci porta dentro l'incomprensione all'interno della coppia più famosa di Francia: lei ama lui quando lui non la ama più, comincia a odiarlo quando lui comincia a riamarla, e finisce per amarlo quando lui si decide a odiarla. Quattro storie legate tra loro che attraversano l'ordinario e lo straordinario della vita.
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Il cielo diviso
di Christa Wolf
editore: E/O
pagine: 216
Sono passati più di 30 anni da quando "Il cielo diviso" è stato pubblicato per la prima volta in Germania
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Il lottatore di sumo che non diventava grosso
di Eric Emmanuel Schmitt
editore: E/O
pagine: 114
Selvaggio, arrabbiato, Jun vaga con i suoi quindici anni per le strade di Tokyo, lontano da una famiglia della quale si rifiuta di parlare. Il suo incontro con un maestro di sumo che vede in lui un "grosso", nonostante il suo fisico emaciato, lo coinvolge nella pratica della più misteriosa delle arti marziali. Con lui Jun scopre il mondo sconosciuto della forza, dell'intelligenza e dell'accettazione di sé. Ma come raggiungere lo zen quando non si è altro che dolore e violenza? Come diventare lottatore di sumo se non si riesce a diventare grossi? Nell'affollata metropoli giapponese l'anziano Shomintsu guiderà il ragazzo lungo un percorso iniziatico che mescolando infanzia e spiritualità accompagna anche il lettore alla sorgente del buddhismo.
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Lucky
di Alice Sebold
editore: E/O
Dal buio della galleria abbandonata cosparsa di cocci e bottiglie rotte dove è stata violentata la notte dell'ultimo giorno di
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A ciascuno la sua morte
di Veit Heinichen
editore: E/O
pagine: 307
Questo libro ripresenta la figura avventurosa del commissario Proteo Laurenti, già protagonista di due storie precedenti
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I morti del Carso
di Veit Heinichen
editore: E/O
pagine: 341
"Dalla sera precedente la bora nera turbinava sulla città trascinando con sé tutto ciò che non era fissato saldamente
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Casino totale
di Jean-Claude Izzo
editore: E/O
pagine: 229
Dopo anni di vagabondaggi nei mari del Sud, Ugo torna a Marsiglia per vendicare Manu, l'amico di gioventù assassinato dalla ma
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L'Unità d'Italia. Pro e contro il Risorgimento
editore: E/O
pagine: 141
Discutere le origini della nostra nazione è oggi di moda, ma lo si fa in modo strumentale, ipocrita, retorico. Dopo le riflessioni "storiche" di Gobetti, Gramsci e Salvemini, si aprì nel 1935 su "Giustizia e Libertà", la rivista parigina degli esuli antifascisti, un dibattito avviato con provocatoria irriverenza da Andrea Caffi, in cui intervennero con altrettanta spregiudicatezza alcune delle menti più lucide e laiche del nostro secolo.
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