Edb: PerConoscenza
Poetica del congedo. Hölderlin e la nominazione del divino
di Jakob H. Deibl
editore: Edb
pagine: 144
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Il sogno degli dèi. Science fiction e religione
di Markus Pohlmeyer
editore: Edb
pagine: 160
In un'epoca di trasformazioni e mutamenti di paradigmi fondamentali la «Science Fiction», che si esprime in modo popolare e di
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La dignità disabile. Estetica giuridica del dono e dello scambio
di Paolo Heritier
editore: Edb
pagine: 144
Accanto al circuito razionale che presiede la dimensione politica e giuridica, nelle democrazie dell'Occidente si è conservato un canale di "governo dell'umano", parallelo e sotterraneo, che la modernità aveva ritenuto di espellere, confinandolo nella sfera dell'irrazionale. Questa dimensione estetica, rituale e sacrale ad un tempo - è invece sopravvissuta alla modernità e alla postmodernità, continuando a imperare proprio nelle attuali società dominate dalla pubblicità e dalla comunicazione. Nessuna civiltà si è mai governata senza l'ausilio di canti, musiche, danze, opere letterarie e teatrali, e ciò indica come accanto al demos, il popolo riunito in funzione deliberativa, si trovi sempre necessariamente il laòs, il popolo riunito in funzione liturgica e rituale. Si tratta della stessa architettura della polis ateniese, in cui foro e mercato sono impensabili senza il teatro e il tempio, e ogni luogo ha una precisa funzione. L'intento del volume è indicare come lo stesso principio della dignità necessiti anche di una lettura estetica che provi a mostrare come il principio, nella sua ambivalenza intrinseca e strutturale, mostri in realtà il suo vero volto nel rinviare al tema del fondamento liturgico ed estetico del giuridico.
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Nelle trame del dono. Forme di vita e legami sociali
di Susy Zanardo
editore: Edb
pagine: 128
Mai come negli ultimi tempi il tema del dono è stato oggetto di un crescente numero di ricerche che, in vario modo, si collocano fra due speculari interpretazioni. Da una parte, esso viene interpretato come espressione di puro altruismo, come gesto disinteressato e unilaterale che dispiega requisiti di eroismo, sacrificio e abnegazione. A questa concezione "purista" si oppone un indirizzo di pensiero che fa del dono un atto meramente strumentale, ammantato di gratuità, ma finalizzato all'acquisizione di potere. Questa seconda opzione teorica sembrerebbe confermata dalla prassi corrente di gadget, premi, incentivi, offerte speciali, promozioni che interessano ogni settore del mercato. Le merci, le più ordinarie come le più raffinate, vengono presentate con le vesti seducenti del regalo e vengono rese "irresistibili" perché, destinate a una rapida e implacabile obsolescenza, devono essere sostituite al più presto con nuovi e più godibili articoli. Nel tentativo di superare le concezioni di puro altruismo e di puro utilitarismo l'autrice si sofferma sull'idea di dono come libero legame, come tessitura di due assi di un ipotetico piano cartesiano, quello verticale della gratuità (il desiderio di dare) e quello orizzontale della reciprocità (la domanda del legame). Per tutto il tempo della loro vita gli esseri umani intrecciano il desiderio di donare e il bisogno di ricevere, l'orizzonte della gratuità e l'urgenza del bisogno. È da qui che si può cominciare a raccontare il dono in modo nuovo.
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