Diabasis
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Louis Daguerre. L'alchimista che fermò il tempo
di Ennery Taramelli
editore: Diabasis
pagine: 384
Scritto nello stile dell'epoca, questo romanzo a suspense getta una luce inedita sulla figura di Louis Jacques Daguerre, pitto
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L'importanza degli individui
di William James
editore: Diabasis
pagine: 125
I sentimenti morali, secondo la teoria delle emozioni di William James, dipendono dallo sviluppo delle energie fisiche
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È solo questione di tempo
di Pasko Simone
editore: Diabasis
pagine: 128
Cinque sezioni poetiche che riflettono storie e visioni di tempi diversi, criticamente vissuti
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Democrazia senza
editore: Diabasis
pagine: 192
La democrazia appare sempre di più un meccanismo inceppato: alcune premesse su cui essa si fonda stanno evaporando, a partire
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L'arte di fare film
editore: Diabasis
pagine: 236
Negli anni della definitiva esplosione del fenomeno cinematografico negli Stati Uniti e del primo interessamento delle univers
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Pausa pranzo a Milano
Guida ai locali della pausa pranzo milanese
di Ragusa Martino
editore: Diabasis
pagine: 185
Una pausa pranzo che non sia più un'occasione per sopravvivere, ma un momento di autentica ri-creazione e persino di esperienz
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Ethos repubblicano e pensiero meridiano
editore: Diabasis
pagine: 238
Ethos repubblicano e pensiero meridiano: due stili di pensiero, due "tradizioni" che finora non si erano ancora incontrate
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Nel mezzo della crisi. Keynes e le conseguenze economiche della... Grecia
di Berrini Alberto
editore: Diabasis
pagine: 96
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Terrorismo umanitario. Dalla guerra del Golfo alla strage di Gaza
di Danilo Zolo
editore: Diabasis
pagine: 205
Il volume raccoglie una serie di saggi sul tema delle guerre di aggressione scatenate nell'ultimo ventennio dalle potenze occidentali in violazione del diritto internazionale. Le guerre "umanitarie" - dai Balcani all'Iraq, all'Afghanistan - sono state presentate come lo strumento principe della tutela dei diritti dell'uomo e dell'espansione della libertà e della democrazia. Si è trattato in realtà di conflitti fortemente asimmetrici, nei quali gli strumenti di distruzione di massa sono stati usati per fare strage di civili inermi, per diffondere il terrore, per distruggere le strutture civili e industriali di intere città e di interi paesi. Il fatto che in Occidente ci sia ancora chi continua a definire queste guerre "umanitarie" e persino "democratiche" - sostiene Zolo - chiarisce molto bene perché il global terrorism si sia diffuso in tutto il mondo sino a diventare la sola risposta tragica, impotente e nichilista - dei popoli oppressi. Sul piano teorico Zolo elabora una nozione di "terrorismo internazionale" profondamente diversa rispetto alle formule varate dagli Stati Uniti e accolte dalla maggioranza dei paesi europei e dei loro giuristi accademici.
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