Donzelli
Responsabilità. Figure e metamorfosi di un concetto
di Franco Vittoria
editore: Donzelli
pagine: XI-194
Che cos'è la responsabilità? Quando è nato questo termine? Ha un significato univoco? Un'etica della responsabilità è possibil
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Cibo. La sfida globale
di De Castro Paolo
editore: Donzelli
pagine: VIII-165
Il cibo, la sua produzione e il suo consumo, la percezione che se ne ha e l'utilizzo politico che se ne fa, è una grande sfida
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Il mio primo Malato immaginario
editore: Donzelli
pagine: 74
"Chissà quante volte avrete sentito i grandi parlare del malato immaginario magari rivolti proprio a voi, quando non avevate nessuna voglia di alzarvi per andare a scuola e avete provato a dire che non vi sentivate tanto bene... Ora avete l'occasione per scoprire che questa storia di cui parlano spesso i grandi racconta di un signore ricco, grassoccio e attempato, che è convinto di stare per morire e passa il suo tempo a ingurgitare medicine in grande quantità. Attorno a lui ruota una girandola di personaggi che vorrebbero trovare il modo per mettere le mani sulle sue ricchezze - il dottor Purgantibus, il farmacista Sciacquabudella, la moglie Zelino. Ognuno di loro escogita un piano per accaparrarsi tutti i suoi averi; ma per fortuna c'è Angelica, la bella figlia, che gli vuole un gran bene, e che... Beh, leggete e scopritelo da soli!" Età di lettura: da 9 anni.
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Con un altro sguardo. Piccola introduzione alla filosofia interculturale
di Giuseppe Cognetti
editore: Donzelli
pagine: 205
Per far fronte ai terribili mali del presente è fondamentale superare l'ideologia coloniale, cioè la convinzione che la cultura occidentale sia superiore in tutto e per tutto alle altre culture che abitano il pianeta. Occorre aprirsi a un mutamento di paradigma basato su un autentico dialogo con popoli, civiltà, religioni e tradizioni diverse, che la globalizzazione oggi fa entrare in contatto come mai nel passato. Sul piano filosofico, il vecchio modello monoculturale di ragione e di sviluppo è in crisi, e il pluralismo, chiave di volta di una nuova filosofia declinata in senso interculturale, rifiuta ogni arroganza eurocentrica e la credenza che una sola cultura possa dar conto con i suoi parametri e categorie dell'infinita complessità del reale. Senza il dialogo, senza il superamento dell'individualismo, senza l'ascolto "imparativo", come lo ha chiamato Raimon Panikkar, degli "altri", dei loro valori e delle loro idee, spesso incompatibili coi nostri attuali miti, non solo non costruiremo mai pace e giustizia, ma rischiamo la distruzione violenta dell'homo sapiens.
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Di guerra e di pace. Diario partigiano (1944-45)
di Antonio Giolitti
editore: Donzelli
pagine: 158
Il 19 settembre 1944 Antonio Giolitti è costretto a sospendere la sua vita di comandante partigiano (intrapresa a Barge il 9 settembre 1943) in seguito alla frattura di una gamba: dopo una serie di traversie viene portato a Aix-les-Bains, dove rimarrà per un periodo più lungo del previsto (per ben due volte i medici devono "riaggiustare" la gamba che non era stata correttamente ricomposta), il che gli impedirà di ritornare a lottare in Italia, come desiderava. Costretto all'immobilità, il primo compito che si assegna è di avviare un diario per tracciare un bilancio della sua vita partigiana. Sono per lui mesi di solitudine, in cui la pagina scritta gli serve per dialogare con la moglie Elena (in Italia con i due figli già nati) e attraverso di lei con se stesso. Il diario è lo specchio di questo dialogo e ci offre il ritratto di un uomo dotato di un fortissimo e personale senso etico: è netto sul piano morale il distacco rispetto alla generazione dei "padri" e forte è la consapevolezza della frattura rappresentata da una guerra necessaria, che è di liberazione, antifascista, e di classe - laddove "classe", nel suo caso di iscritto al PCI, significa soprattutto lottare per costruire una nuova élite dirigente responsabile, in sostituzione di quella che aveva portato il paese alla guerra e al disastro morale.
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La salvezza e il pericolo. Spiritualità, politica e profezia ai tempi di papa Francesco
di Labbucci Adriano
editore: Donzelli
pagine: IX-114
C'è un legame tra crisi della politica e crisi della spiritualità? Quanto pesa in questa doppia crisi l'assenza della voce pro
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Stretta la foglia, larga la via. Tutte le fiabe
di Luigi Capuana
editore: Donzelli
pagine: 622
Le fiabe di Luigi Capuana nascono dall'incontro tra il mondo fantastico e l'arte della scrittura. Le leggende, i racconti orali, le filastrocche che appartengono alla tradizione popolare rivivono grazie alla penna sapiente di uno dei maestri della letteratura italiana. In queste pagine va in scena un microcosmo originalissimo e insieme familiare, popolato di Reginotte ardimentose e Reucci avventurosi, di Re stralunati, Maghi vendicativi e Fate dispettose, e poi Mammedraghe, Lupi Mannari, Draghi, Orchi; ma anche ciabattini, falegnami, contadini, sarti e barbieri, e poi mugnai, pescatori, fornaie. La scrittura di Capuana, forgiata all'officina verista, tiene le redini di un materiale straordinario e apparentemente indomabile con grande abilità, facendo muovere e danzare i suoi personaggi al ritmo di una vivace partitura musicale; soccorso in questo da una vena ironica che scorre lungo tutte le fiabe. Capuana modella le sue storie rivolgendosi a un interlocutore privilegiato: il bambino. È in funzione dei piccoli lettori che plasma quel linguaggio "così semplice, così efficace, così drammatico", come confessa egli stesso. Ed è a loro che chiede collaborazione: non semplice spettatore, il bambino, ma persona chiamata a interagire, a partecipare delle debolezze di personaggi che non sono mai tutti d'un pezzo, ma svelano la loro fragilità e insieme la loro freschezza... Età di lettura: da 6 anni.
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Al limite della docenza. Piccola antropologia del professore universitario
di Pivato Stefano
editore: Donzelli
pagine: 119
Il quaranta per cento di quanti si iscrivono all'università italiana non arriva a concludere il corso di laurea
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Città tra sviluppo e declino. Un'agenda urbana per l'Italia
editore: Donzelli
pagine: XIII-460
Le città europee stanno attraversando una fase di profonda trasformazione e la regolazione delle loro traiettorie di sviluppo
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Diritto, giustizia, legalità. Cortile dei Gentili
editore: Donzelli
pagine: 92
Creato dal cardinale Gianfranco Ravasi per aprire la Chiesa al dibattito con i non credenti sui temi più diversi, il Cortile dei Gentili rimanda a quello spazio dell'antico Tempio di Gerusalemme a cui potevano accedere anche i non ebrei, indipendentemente dalla cultura, dalla lingua o dalla religione. Oggi è dunque inteso come uno spazio ideale di incontro e confronto tra varie personalità di spicco della cultura laica e di quella cattolica, che nelle pagine di questo libro si soffermano sul nodo della giustizia, del diritto e della legalità. Un nodo emblematico e problematico della convivenza sociale, in un'epoca di criminalità organizzata, sempre più ramificata e internazionale, che si intreccia con le migrazioni e, più in generale, con gli accresciuti scambi globalizzati. Per la prima volta l'istituzione ecclesiale accoglie ai livelli più alti un dibattito sulle mafie, chiamando espressamente a discuterne, insieme ai credenti, anche coloro che non professano la fede cattolica e che possiedono scienza ed esperienza in un ambito così nevralgico per la vita dei popoli. Un dibattito cruciale al cospetto di emergenze come il controllo delle rotte dei migranti, la tutela della libertà religiosa e le violenze perpetrate in nome di un credo religioso.
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Ampliare lo sguardo. Genere e teoria politica
di Anna Loretoni
editore: Donzelli
pagine: 206
Cittadinanza, identità, cultura: queste le tre parole chiave scelte nel presente volume per raccontare come gli studi di genere applicati alla teoria politica abbiano consentito nell'ultimo secolo un ampliamento dello sguardo a vantaggio di una più inclusiva e ospitale configurazione dello spazio pubblico liberal-democratico e degli attori che lo abitano. Dopo aver delineato l'orizzonte teorico in cui viene a maturazione il concetto di genere come categoria analitica della ricerca sociale, l'autrice prende in esame il concetto di cittadinanza, in riferimento specifico alla Costituzione italiana e alla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea. Lo sguardo si sposta quindi sulla dimensione individuale dell'identità, che tuttavia non può essere disgiunta dalla natura relazionale degli esseri umani. Anna Loretoni ricostruisce così la centralità della nozione di dipendenza e bisogno quale tratto essenziale dell'esperienza degli individui nel mondo, anche grazie all'assunzione della rilevanza del lavoro di cura. Nell'ultima parte di questo viaggio attraverso la teoria di genere e il suo impatto sulle categorie della politica, l'autrice si confronta con una nuova nozione di multiculturalismo capace di superare un universalismo fondato sul "consensus omnium gentium", per una definizione più sensibile alle specificità dei contesti.
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Che cos'è l'economia? Scritti sulla produzione, il consumo, la ricchezza
di Sismondi Simonde de
editore: Donzelli
pagine: XXXII-110
Un economista appassionato di libertà, così si potrebbe definire Sismondi, ginevrino vissuto in Italia per metà della sua esis
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