Ets
Proust e la gioia. Per un'estetica della metafora
di Miguel de Beistegui
editore: Ets
pagine: 144
Che esistenza crudele quella che prima alimenta le nostre speranze, accende i nostri desideri e poi li annienta! Che amara realtà quella contro cui si scontra un'immaginazione di per sé libera, illimitata, inebriante! "Alla ricerca del tempo perduto" sembra fare di questa constatazione una legge e presentarsi come il romanzo della sofferenza e della noia, dato che la realtà, o almeno l'idea che ne abbiamo, finisce sempre per deluderci. Quello che tuttavia si tratta di fare è mostrare come quest'insoddisfazione nasca da una mancanza ancora più profonda, inscritta nel cuore stesso del reale, nella sua presenza bruta e immediata: il nostro rapporto con il mondo rivela una mancanza che, in quanto aspettativa delusa, è il segno o l'indizio di una verità situata al di là della realtà semplicemente presente, o meglio contenuta implicitamente in essa. La mancanza o l'insufficienza che sentiamo continuamente indica, come in filigrana, l'al di là o il rovescio dell'esperienza, quel suo lato nascosto da cui Proust ricava il senso della letteratura e dell'arte in generale.
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Risposta alla domanda: che cos'è l'Illuminismo?
di Immanuel Kant
editore: Ets
pagine: 67
"Risposta alla domanda: che cos'è l'illuminismo?" è il più celebre contributo alla discussione sul significato dell''Aufklärung apertasi sulle pagine della rivista mensile "Berlinische Monatsschrift". Nella presente edizione non si perde mai di vista la cornice storica entro cui scrivono Kant e i membri della Mittwochsgesellschaft, ma la fortuna di questa discussione va ben oltre il secolo dei Lumi e conta, tra i suoi protagonisti, alcuni dei più grandi esponenti della storia del pensiero occidentale. Le nozioni di "minorità" e "autonomia" parlano ancora con viva voce al nostro presente, soprattutto ai più giovani, per i quali la condizione di minorità si presenta spesso più come una necessità che come una scelta. Alfonso M. Iacono esplora nella postfazione il significato di questi concetti nel nostro tempo e li mette criticamente in discussione.
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Faust. Vol. 1
editore: Ets
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Julka, ti racconto. Il dramma dei confini orientali, le foibe, l'esodo
editore: Ets
pagine: 95
Non un saggio, non un libro di storia, ma il racconto di una nonna, Maria, alla nipote Julka
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Il corpo de' pinsieri. La diversificazione dei canti leopardiani
di Andrea Pelosi
editore: Ets
pagine: 310
Il saggio affronta la scansione sistematica dei Canti leopardiani sia scomponendoli nei suoi aggregati cronologico-stilistici (terzine giovanili, canzoni, idilli, canti pisano-recanatesi, canti fiorentino-napoletani ma anche altro) sia ricomponendoli per un raffronto con i campioni storico-letterari della poesia sette-ottocentesca (Parini, Alfieri, Cesarotti, Foscolo, Monti, Manzoni), a cui è dedicata poi una scheda 'personalizzata'. Ricostruire varianti individuali ed invarianti d'epoca significa, nel caso specifico delle coordinate ritmico-prosodiche sette-ottocentesche, provare a definire il funzionamento, in parte cercato in parte trovato, dei versi della nuova lirica, impegnata, come tutta la cultura moderna, ad allargare i propri confini d'interesse. Leopardi maturò delle scelte dichiarate di poetica letteraria e di 'poeticità' testuale di grande robustezza culturale nonché di straordinaria sensibilità formale, ma questo non ci esime dal cercare strumenti di lettura anche nuovi per inquadrare più compiutamente l'intelligenza del suo talento e la sua raffinatissima bussola retorica.
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L'apprendistato poetico di Vittori Alfieri. Cleopatraccia, traduzionaccie, estratti, postille
di Vincenza Perdichizzi
editore: Ets
pagine: 465
Dopo aver fissato nell'edizione Didot il corpus ufficiale delle sue tragedie, Alfieri scrive la propria autobiografia, incentrata sulla tardiva scoperta e sulla progressiva attuazione della vocazione poetica. L'opera si configura come un'epopea linguistica, il cui protagonista, originario di una regione culturalmente periferica e francofona come il Piemonte, supera le difficoltà iniziali per impossessarsi del toscano e degli strumenti dell'officina letteraria, stabilendo la sua dimora nella patria della tradizione poetica: Firenze. Seguendo le indicazioni della Vita, questo saggio esamina gli anni dell'apprendistato di Alfieri, analizzando i primi esperimenti tragici, "nati in veste spuria", e le traduzioni, le postille, gli estratti editi ed inediti, al fine di ricostruire le tappe del percorso che culmina nella Didot. Lo studio dei poeti del canone (Dante, Petrarca, Ariosto, Tasso), spesso mediato dalla critica settecentesca, si accompagna a quello di modelli rimossi, come Marino, e di antimodelli, come Racine e Metastasio. Sulla composizione della biblioteca interiore di Alfieri, con i suoi scarti e le sue riscritture, agiscono le stesse istanze che permeano la sua produzione tragica, sospesa tra la solennità epica e il ripiegamento lirico, e il suo stile, esito di un difficile compromesso tra equilibrio classico e dismisura sublime.
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Introduzione al giornalismo. L'informazione tra diritti e doveri
di Carlo Bartoli
editore: Ets
pagine: 142
Il volume offre un approfondimento sulle norme che regolano la professione giornalistica
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Scritture della creazione. In dialogo con Maurice Blanchot e Jean-Luc Nancy
editore: Ets
pagine: 85
Strasburgo, agosto 2011
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Variante et variètè. Actes du VI dies romanicus turicensis (Zurich, 24-25 juin 2011)
editore: Ets
pagine: 316
Variante e varietà postulano, in maniera diversa, la dipendenza da un'entità di riferimento
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Causalità ed evitabilità. Formula della condicio sine qua non e rilevanza dei decorsi causali ipotetici nel diritto penale
di Kolis Summerer
editore: Ets
pagine: 450
Oggetto della trattazione è il rapporto tra causalità ed evitabilità alla luce del ruolo attribuito ai decorsi causali ipotetici. Il tema della evitabilità dell'evento, corredato delle problematiche della rilevanza dei decorsi causali ipotetici, del comportamento alternativo lecito e della causalità della colpa, è uno dei più complessi della teoria del reato e la vivacità dell'attuale dibattito dottrinale e giurisprudenziale sulla causalità dà mostra della centralità del tema e della esigenza di pervenire ad una chiara sistemazione delle categorie dogmatiche fondamentali (causalità, colpa, omissione, imputazione oggettiva). La questione, benché sorta sul piano della causalità come risvolto problematico dell'utilizzo della condicio sine qua non, è stata successivamente affrontata sul piano della imputazione oggettiva, come problematica specifica propria del reato colposo, in relazione ai canoni del comportamento alternativo. L'indagine prende le mosse dall'esame degli orientamenti tradizionali e attraverso l'analisi delle soluzioni più innovative ed originali sviluppate dalla dottrina e giurisprudenza contemporanee nell'ambito della teoria della imputazione oggettiva dell'evento giunge ad affermare il rifiuto della dualità tra causalità e imputazione, sul presupposto che la ricerca sul nesso di causalità penalmente rilevante abbia ad oggetto il rapporto giuridico tra l'evento e un comportamento connotato da illiceità.
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La democrazia diseguale. Riflessioni sull'Atheneion politeia dello pseudo-Senofonte, I 1-9
di Stefano Ferrucci
editore: Ets
pagine: 124
L'Athenaion politeia attribuita a Senofonte è un passaggio obbligato per approfondire i caratteri della polis democratica e le forme di dissenso verso quella realtà politica. Questo studio individua spie testuali rivelatrici per chiarire la linea argomentativa dello pseudo-Senofonte e il sistema di convinzioni che muove il suo scritto. Gli enunciati permettono infatti di cogliere in controluce il modo in cui la democrazia presentava se stessa, in una prospettiva capovolta che scardina gli elementi costitutivi del sistema democratico per rovesciarli contro l'odiato avversario. Non tutto è però esplicito: per comprendere gli enunciati dell'opera vengono qui ricostruiti i riferimenti principali che lo pseudo-Senofonte utilizza senza segnalarli, perché preferisce alludervi o lasciare che l'interlocutore li intenda. La ricchezza del dibattito intorno alla democrazia ateniese si coglie così nel rapporto tra i nessi espliciti e impliciti che operano nel testo.
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