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Riprendiamoci la rete. Piccolo manuale di autodifesa digitale per giovani generazioni
di Arturo Di Corinto
editore: Eurilink
pagine: 208
Questo libro vuole contribuire a rendere i più giovani maggiormente consapevoli dei rischi che comporta l'utilizzo di Internet
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La grande metamorfosi. Pensiero politico e innovazione
di Marco Emanuele
editore: Eurilink
pagine: 132
La grande metamorfosi ci porta in quello che l'autore descrive come il "mondo in tre mondi"
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Feticci e credenze religiose dei Bakongo
di Gabriele Bortolami
editore: Eurilink
pagine: 466
Nel mondo occidentale, così proteso verso la modernità, troppo spesso soltanto materiale, i contenuti di quest'opera possono a
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Libri allo specchio
di Marguerite De Merode
editore: Eurilink
pagine: 64
Ci sono tanti libri che, nell'arco di una vita, contribuiscono a costruire la nostra storia personale
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Ibrahim
di Matteo Nicolosi
editore: Eurilink
pagine: 334
Cento generazioni fa, in tempi dei quali ben poco sappiamo, visse Ibrahim, o Avraham, o Abramo
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Crisi dell'eurozona: serve un ministro delle finanze?
editore: Eurilink
pagine: 156
La Fondazione Economia "Tor Vergata", nell'ambito dell'attività del "Gruppo dei 20" e del Progetto "How to Revitalize Anaemic
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La vanità della forza. Gli articoli su «La Rassegna» di Bari (1943-1945)
di Aldo Moro
editore: Eurilink
pagine: 438
Torna, in una nuova veste, dopo quella anastatica e fuori commercio, voluta nel 1988 dall'Università di Bari, la raccolta degl
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Dei delitti e delle pene 2.0
editore: Eurilink
pagine: 372
Cesare Beccaria pubblicava il suo libro più famoso nel lontano 1764
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Il paese dei papaveri. L'Afghanistan, la vita durante la Guerra. Un'esperienza diretta
di Jolanda Brunetti
editore: Eurilink
pagine: 141
Dal punto di vista militare e geopolitico, il teatro afghano rappresenta un punto di attrito con un'area instabile che si allarga alla regione e genera preoccupazione per la sicurezza internazionale. Dal vissuto della diplomatica italiana, responsabile per la riforma della giustizia in Afghanistan, emergono i temi scomodi alla base delle incomprensioni, politiche e culturali - all'interno dell'Alleanza e con le Istituzioni internazionali e locali - nonché dell'insufficienza di risposte, concrete ed adeguate, alla risoluzione della complessa questione afghana. Un variegato - talora ironico, amaro e divertente - excursus sul tessuto socio-culturale afghano nonché sul contributo degli sponsors occidentali, che rivela gli aspetti meno noti e più controversi della cooperazione nel Paese. Un ambiente, quello afghano, forte e diretto ma anche violento e ambiguo, così come affiora da una visione consapevole delle circostanze. Non c'è, né potrebbe esserci, un pronostico sugli sviluppi finali perché le vicende afghane sono legate alla complessità degli interessi in presenza, sia a livello locale che sul piano internazionale. Rimane la descrizione fedele di un panorama geopolitico che, nella storia recente, segnò - per primo - il ciclo dei grandi cambiamenti politico-militari della nostra epoca.
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Il piano Juncker per l'Europa in crisi. Verso industria 4.0 e crescita verde?
editore: Eurilink
pagine: 365
Le controversie tra i paesi europei in materia di immigrazione, di sicurezza e di gestione delle questioni esterne, assieme ai crescenti fenomeni di disaffezione verso Bruxelles, rischiano di mettere in discussione l'intera costruzione europea. Pur in questo contesto difficile, è però vero che una economia più solida di quella attuale, capace di ritrovare quelle condizioni di benessere ed equità, che sono state a suo tempo le condizioni di successo della EU, è una circostanza essenziale per la costruzione della nuova architettura europea, che appare oggi sempre più necessaria. L'economia europea da molto tempo soffre di una quasi stagnazione da cui non riesce ad uscire. L'Europa, nel 2015, ha reagito a questa situazione decidendo di avviare il cosiddetto Piano Juncker, che prevede investimenti per un totale di 315 miliardi e nasce dall'idea di fronteggiare la forte caduta degli investimenti che si è verificata negli anni della crisi. È difficile stimare se gli effetti del Piano sull'economia EU saranno quelli previsti, nei tempi stabiliti. Soprattutto alla luce degli avvenimenti successivi, è la stessa dimensione del Piano ad apparire insufficiente.
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