Giuntina
Un pollo di nome Kashèr. Ricordi del dopoguerra
di Liliana Treves Alcalay
editore: Giuntina
pagine: 194
In questo suo nuovo libro Liliana Treves Alcalay rievoca gli anni successivi alla guerra attraverso i ricordi e gli episodi più significativi della sua infanzia. Il ritorno a Milano dalla Svizzera - che la famiglia aveva raggiunto nel 1943 nel corso di una drammatica fuga tra le montagne -, la fame, la miseria, la difficoltà di adattamento in una società traumatizzata dagli eventi bellici, i primi terribili racconti dei sopravvissuti alla Shoah, i pregiudizi razziali ancora fortemente radicati nell'animo di alcuni nonostante le atrocità della guerra appena terminata. Episodi sofferti ma anche teneri e divertenti che tracciano il corso della sua esistenza alla continua, faticosa ricerca di se stessa, delle conferme che le dessero fiducia, dei suoi spazi, delle scelte di studio e di vita spesso ostacolate dalla famiglia. Ma, infine, l'incontro con la musica è destinato ad avverarsi. Grazie ad essa riuscirà finalmente a esprimersi, crescere, comunicare, dedicarsi con passione alle ricerche sui canti della tradizione ebraica, a raggiungere traguardi insperati che daranno un senso alla sua vita. È un racconto autobiografico semplice e sincero dove la protagonista assoluta è l'infanzia che silenziosa continua ad accompagnare Liliana passo dopo passo nel corso della vita, pronta a riaffiorare nei momenti di fragilità e a influenzare inevitabilmente gli anni della maturità. Perché "dall'infanzia non si guarisce mai".
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Materia giudaica. Rivista dell'Associazione italiana per lo studio delgiudaismo (2008) vol. 1-2
editore: Giuntina
pagine: 480
"Materia giudaica" è la rivista semestrale dell'Associazione Italiana per lo Studio del Giudaismo, di cui fan parte docenti universitari italiani e stranieri e chiunque sia interessato allo studio dell'ebraismo in tutti i suoi variegati aspetti. Vi appaiono, presentati con tempestività, i resoconti più aggiornati delle scoperte e delle ricerche condotte in Italia nel campo del giudaismo antico, medievale, moderno e contemporaneo.
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Ebrei e società in Sardegna nel XV secolo. Fonti archivistiche e nuovi spunti di ricerca
di Cecilia Tasca
editore: Giuntina
pagine: 640
Frutto di una lunga ricerca archivistica, il volume costituisce il completamento di una precedente monografia sulla storia deg
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Il viaggio di rabbi Petachiah di Ratisbona. Testo a fronte ebraico
editore: Giuntina
pagine: 90
Per la prima volta tradotto in italiano (con in appendice l'originale ebraico), il resoconto che rabbi Petachiah di Ratisbona ci ha lasciato del viaggio che intraprese nel 1175 per raggiungere la Terra Santa ci offre uno scorcio della diaspora ebraica del Medioevo. Da una parte lo scenario europeo dove la vita degli ebrei, tra angustie e ristrettezze quotidiane, è percorsa da forti tensioni spirituali, soprattutto nel mondo ashkenazita a cui Petachiah appartiene, dall'altra il mondo degli ebrei orientali che sembrano vivere momenti più favorevoli, in un orizzonte culturale decisamente più ampio. La descrizione delle tappe del viaggio sono per rabbi Petachiah lo spunto per notazioni storico-religiose e di folclore. A volte i toni favolistici di alcuni episodi sembrano voler addolcire l'amarezza dell'esilio sempre presente come sfondo anche laddove le condizioni di vita sono migliori. Il lettore, fin dalle prime pagine, viene catturato dal racconto fino ad avere l'impressione di viaggiare insieme all'autore.
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Primo Levi. Il dialogo è interminabile
di Roberto Mauro
editore: Giuntina
pagine: 161
Nel testo di Mauro, per definire il Lager si fa, più volte, ricorso all'immagine delle schiene voltate le une contro le altre. Privare gli esseri umani della possibilità di guardarsi reciprocamente in volto significa disumanizzarli in modo sistematico. La tesi di laurea da cui ha preso le mosse questo libro s'intitola "La tragedia della disumanazione organizzata nella riflessione di Primo Levi". Il titolo scelto per il libro coglie il tema dall'altro versante. Senza negare il lato oscuro delle schiene, vuole parlare anche di sguardi. In questo mutamento non opera alcuna facile opzione consolatoria. Le linee guida del discorso si trovano in quanto già si diceva: il mondo dei Lager è stato contrassegnato, per i vivi, dall'ossimoro di schiene che si fronteggiavano l'una con l'altra. Tuttavia anche là c'è stata qualche minima crepa nel muro dell'inumanità. Quelle tracce sono barlumi sufficienti per sostenere che l'uomo non è stato definitivamente annientato. Un esempio di una di queste minuscole fenditure del sistema concentrazionario è stato (come ricorda Mauro) l'incontro di Levi con Lorenzo, l'operaio civile italiano che, senza voler nulla in cambio, procurò per sei mesi a Primo qualche resto di cibo, una canottiera piena di toppe e consentì uno scambio di cartoline con l'Italia. Levi afferma che deve a lui la vita non tanto per il suo aiuto materiale quanto per avergli provato che, fuori dal Lager, esisteva ancora un mondo in cui l'essere giusti si dava come possibilità concreta.
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Materia giudaica. Rivista dell'Associazione italiana per lo studio del giudaismo (2009) vol. 1-2
editore: Giuntina
pagine: 600
Il volume raccoglie articoli di: Felice Israel, Pier Cesare Ioly Zorattini, CeciliaTasca, Robert Bonfil, Luciano Carta, Mauro Perani, Leonhard Becker, Silvia Castelli, Cesare Colafemmina, OlivettaSchena, Shlomo Simonsohn, David Abulafia, Meritxell Blasco Orellana, JoséRamón Magdalena Nom de Déu, Amira Meir, Rossana Rubiu, Danièle Iancu-Agou, M. Carmen Locci, Michele Luzzati.
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Credere o non credere
di Wiesel Elie
editore: Giuntina
pagine: 199
Akavià figlio di Mahalalel consigliava all'uomo di meditare costantemente su tre cose: da dove viene, dove va, e a chi dovrà r
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Piccola anatomia di un genocidio. Auschwitz e oltre
di Niccolò Rinaldi
editore: Giuntina
pagine: 72
Fra le tante opere dedicate alla Shoah, questa ha l'ambizione di raccontarla in poche pagine ma con completezza, senza pudori e senza sconti per nessuno, fra il dolore delle vittime e la consapevolezza, se non la vergogna, degli altri. Un racconto emotivo che in cento tappe descrive il lungo viaggio ad Auschwitz - dall'antisemitismo alle modalità della macchina dello sterminio, dalle verità ufficiali troppo comode alle ceneri del dopoguerra che conducono fino al Ruanda. Questa "Piccola anatomia di un genocidio" è un atto di pietas collettiva e di allarme, perché "siamo tutti figli della Shoah, l'Europa l'ha provocata e l'Europa su quelle ceneri si è ritrovata".
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Fumo e profumo. Prose, poesie. Con una scelta di poesie di Zelda tradotte dall'ebraico
di Laura Voghera Luzzatto
editore: Giuntina
pagine: 133
Una raccolta di poesie distinta da una singolare caratteristica: il ricorso, dettato dall'anima, non da scelte editoriali, a un'alternanza di poesia, prosa e traduzioni che in realtà costituiscono un'unica "confessione". Ciò che subito abbaglia (anche il buio abbaglia) il lettore di questo libro, in cui le versioni dalla poetessa israeliana Zelda e dal poeta ebreo medievale Eliezer bar Judah di Worms, e le pagine in prosa che danno il titolo al volume, si fondono con la parte poetica creando un'atmosfera di dolcezza, profumata ora di malinconia, ora di angoscia. Ed è proprio il profumo - a cui la scrittrice dedica una profonda riflessione - a suscitare nel lettore un sentimento di condivisione, non solo estetica ma psicologica, e anche una timidezza per essere entrato così profondamente nel cuore dell'autrice.
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Paul Celan
di Israel Chalfen
editore: Giuntina
pagine: 200
In Bucovina, provincia orientale dell'ex impero austro-ungarico, nacque nel 1920 Paul Celan, poeta ebreo di lingua tedesca, considerato uno dei massimi lirici del XX secolo. A Czernowitz, capitale della Bucovina, divenuta romena nel 1919, trascorse l'infanzia e gran parte della giovinezza. Durante l'occupazione nazista subì l'internamento in un ghetto e in un campo di lavoro, ma la ferita insanabile fu la deportazione e l'assassinio dei genitori. Con la fine del conflitto mondiale e l'annessione della Bucovina settentrionale all'Ucraina le condizioni di vita degli ebrei sotto il regime comunista s'inasprirono nuovamente. Trasferitosi nel 1945 a Bucarest, vi rimase due anni, tra i più felici e fecondi della sua turbolenta esistenza. Giunto clandestinamente in Austria, soggiornò alcuni mesi a Vienna. Nel luglio del 1948 emigrò a Parigi, dove morì suicida nel 1970. Sulla base di un lavoro di ricerca e di documentazione durato vari anni, Israel Chalfen ripercorre con rigore e fedeltà la prima metà della vita di Celan, la sua dolorosa vicenda umana e intellettuale, risalendo alle radici culturali che ispirarono e permearono la sua densa produzione lirica.
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La voce del deserto
di Anna Mitgutsch
editore: Giuntina
pagine: 216
Cornice di questo romanzo è Gerusalemme, la città dai mille volti e le mille identità. E in questa città che la protagonista cerca di ricostruire la propria identità ebraica che durante l'infanzia in Germania le è stata dolorosamente tenuta nascosta. Ma una profonda irrequietezza, soprattutto sentimentale, la porta prima ad unirsi a un giovane di un kibbutz, poi a sposare un vecchio amico d'infanzia che si rivelerà in seguito antisemita, infine ad innamorarsi di un uomo molto più giovane di lei, che spacciatosi inizialmente per armeno, poi risulterà essere arabo, lasciando nella protagonista il tremendo sospetto di essere stata inconsapevolmente coinvolta in una rete di progetti terroristici.
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Venezia 1516, affittasi monolocale zona ghetto
di Eugenio De' Giorgi
editore: Giuntina
pagine: 64
All'interno di una pittoresca Venezia del Cinquecento nata dalla fantasia di Emanuele Luzzati, fra giochi verbali e metamorfosi improvvise, Eugenio de' Giorgi, nel ruolo di affabulatore-cantastorie, accompagna gli spettatori alla scoperta delle avventure ora tristi, ora comiche, ora grottesche di alcuni personaggi legati alla storia del Ghetto di Venezia. In una giullarata divertente e provocatoria vengono così rappresentati, con l'uso del grammelot e alla maniera dei comici dell'arte, senza dimenticare i toni e i colori dello humour yiddish, due temi di grande rilievo storico e sociale, quelli della segregazione e della persecuzione degli ebrei, con un approccio però sostanzialmente nuovo rispetto alla memoria tragica dell'Olocausto, pur senza ignorare l'ancora immanente gravita dell'antisemitismo.
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