Giuntina
La notte è il nostro giorno. Diario di un partigiano ebreo del ghetto di Vilna
di Shmerke Kaczerginski
editore: Giuntina
pagine: 318
"Mai più parleremo serenamente. Mai più, da nessuna parte. In notti di impenetrabile oscurità, superate le palizzate del ghetto e del campo di concentramento, ci trascinavamo verso i boschi come lupi famelici, per prendere e distruggere. Invidiavamo gli animali che popolavano i verdi paesaggi a noi sconosciuti. Il bosco era divenuto il nostro ideale: una leggenda, un mito avvolto nel verde, penetrato da fasci di luce. E se ci domandassero: come avete fatto a sopravvivere nelle foreste, sotto la pioggia, il fango e il freddo? Come siete riusciti a procurarvi il cibo circondati dall'esercito tedesco, a contatto con una popolazione impaurita? Dove avete dormito nelle gelide notti d'inverno? Dove avete trovato le armi? Chi medicava le vostre ferite? Chi poteva lenire le vostre pene e prendersi cura di voi ebrei, da tutti abbandonati e perseguitati? Riuscivate a trovare almeno tra compagni di lotta, in quei boschi selvaggi, riposo e amicizia? La risposta è semplice: mai più troveremo serenità. Mai più, da nessuna parte. Tutto aveva un aspetto diverso da lontano. Ma da vicino, quando ne fummo protagonisti, ci accorgemmo di quanto fosse diversa la realtà. Con questo libro vorrei provare a togliere il velo a questo mito. Forse le tante domande troveranno risposta. Mi auguro che la luce, per quanto tetra o debole, possa sorgere dalla macchia misteriosa. Il lettore troverà in queste pagine anche momenti di felicità e di gioia". (Shmerke Kaczerginski). Prefazione di Wlodek Goldkorn.
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Gli ebrei romani raccontano la «propria» Shoah. Testimonianze e memorie raccolte e organizzate
di Franca Tagliacozzo
editore: Giuntina
pagine: 320
A parlare della "propria" Shoah sono oltre 700 testimoni romani che hanno fatto richiesta di supporto nell'ambito del progetto
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Dalla vetta d'Italia all'abisso di Auschwitz. Storia di Elia Levi. Un finanziere vittima della Shoah. 1912-1944
di Gerardo Severino
editore: Giuntina
pagine: 117
Il libro è la biografìa di Elia Levi, un giovane ebreo piemontese che aveva posto nella Guardia di Finanza le sue aspettative di uomo libero e di soldato. Elia, nato a Saluzzo (Cuneo) nel 1912, era figlio primogenito di Marco, un infaticabile tranviere di idee socialiste, e di Gemma Colombo. Abile incisore e tipografo, aveva appena terminato la 4ª classe ginnasiale quando decise di cambiar vita per intraprendere la carriera militare nella Guardia di Finanza. Fu così che nel 1931, dopo aver superato le prove d'arruolamento, fu ammesso a frequentare il corso d'istruzione a Roma. In Finanza, Elia prestò servizio per circa otto anni, spesso anche in luoghi impervi, come la bellissima Vetta d'Italia. Il 15 febbraio 1939, posto in congedo assoluto a causa delle leggi razziali fasciste, il giovane fece ritorno a Saluzzo, dove riprese il suo precedente lavoro di tipografo. Condivise così, unitamente alla sua famiglia, il tragico destino ai quali furono condannati tanti altri ebrei italiani. Catturati a Saluzzo nel gennaio del 1944, Elia, sua madre Gemma e le sorelle Eleonora e Regina furono dapprima internati a Borgo San Dalmazzo e in seguito deportati ad Auschwitz, dove giunse qualche mese dopo anche il padre Marco. Passeranno tutti per il camino, lasciando a noi solo il ricordo della loro vita e l'anelito per la libertà e la giustizia.
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Gli ebrei in Algeria e Tunisia 1940-1943
di Filippo Petrucci
editore: Giuntina
pagine: 196
Il mondo ebraico nordafricano, variegato, interessante e ricco di sfaccettature è pressoché assente dal dibattito storico italiano. Se si eccettuano pochi lavori e rare traduzioni dal francese, nessuno si era mai occupato prima del destino delle comunità ebraiche di Algeria e Tunisia durante gli anni delle leggi razziali imposte dalla Francia di Vichy. Nell'indagare le motivazioni che spinsero i francesi all'applicazione rigida delle leggi razziali in Algeria, a interventi più blandi in Tunisia, o l'atteggiamento obliquo degli italiani nei confronti della propria comunità ebraica in Tunisia, l'obiettivo è leggere queste pagine di storia collettiva con uno sguardo nuovo, più distaccato e neutro, e osservare le vite che si intrecciarono in quei territori come frammenti di una storia unica. Questo libro prova a fare luce su quegli anni, svelando le dinamiche che animarono le differenti comunità residenti in quei paesi e osservando come dessero vita a una ricchezza e varietà perdute per sempre appena settant'anni dopo. Per rendere questo affresco esaustivo e documentato, l'autore ha consultato numerosi archivi e decine di biblioteche fra Italia, Francia, Tunisia e Israele, attingendo a documenti diversissimi e a numerose testimonianze raccolte nel corso degli anni.
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Il libro dell'ignoto. Storie di trentasei Giusti
di Jonathon Keats
editore: Giuntina
pagine: 232
Un bugiardo, un imbroglione, un ladro e una sgualdrina
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Milano-Mauthausen e ritorno
di Bruno Vasari
editore: Giuntina
pagine: 210
Il primo libro che denunciava la realtà dei campi di sterminio nazisti uscì in Italia nell'agosto del 1945 con il titolo "Maut
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Momento musicale
di Yehoshua Kenaz
editore: Giuntina
pagine: 151
Il giovane protagonista di questi due racconti si addentra in un mondo di adulti carico di incubi e affronta esperienze decisi
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Il tempo dell'esilio
di Shmuel Trigano
editore: Giuntina
pagine: 95
La nuova condizione umana nel mondo globalizzato appare sempre più quella dell'esilio. La tesi originale, sostenuta da Trigano, è che l'esilio non sia una mera fatalità subita e non possa più essere visto nei termini negativi di un semplice sradicamento. L'uomo crede di avere radici, così come è convinto di appartenersi, di far corpo con il proprio mondo. L'esilio rompe questa relazione di identità dell'individuo con il suo ambiente: è la frattura che determina la perdita della terra, la scomparsa dei riferimenti quotidiani, la rovina delle abitudini. Ma è anche la possibilità di vedere la condizione umana in modo nuovo, come una libertà creatrice che affranca dal determinismo della terra e apre la via del ritorno. Attraverso una sorta di percorso autobiografico Trigano ripercorre le tappe dell'esilio che, come insegnano le fonti ebraiche alle quali attinge, è un cammino non verso il passato dell'origine, ma verso una nuova modalità di convivere nel futuro.
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Un epitaffio per l'ebraismo tedesco. Da Halle a Gerusalemme
di Emil L. Fackenheim
editore: Giuntina
pagine: 240
Questo è un libro molto personale, ma anche un contributo teologico e filosofico. Emil ha impiegato quasi trent'anni, dopo la fuga dalla Germania, per riuscire a trattare gli eventi della Germania nazista e a parlare dell'Olocausto. Allora, negli anni fra il 1966 e il 1982, aveva creato una strategia intellettuale, filosofica e teologica per esporsi a quegli eventi in tutta la loro particolarità e per riuscire a continuare a vivere. Nel 1983, con Rose e la famiglia si era trasferito a Gerusalemme. Nel 1982 aveva pubblicato un libro, Riparare il mondo, che era filosoficamente profondo, ma anche impegnativo: era giunto a una richiesta - di ricostruire, di riparare ma cosa? Il mondo, sì, ma per ciascuno di noi e anche per lui, per le nostre vite. Per Emil, la sfida - lui stesso l'aveva scoperta e determinata - era "riparare" la sua vita. Mentre leggiamo queste pagine, non possiamo dimenticare tale necessità, questo obbligo ineludibile. Emil aveva resistito all'idea stessa di scrivere le sue memorie personali, come se fosse uno sforzo inutile e privo di interesse per il pubblico. Quando invece finalmente si decise ad intraprendere questo progetto, fu perché si convinse che la sua vita, se ricostruita in un certo modo, avrebbe potuto dire qualcosa sull'ebraismo tedesco, sui suoi tratti distintivi e su ciò che l'Olocausto aveva distrutto. L'Epitaffio, dunque, è un libro di riparazione, di tiqqun. (dalla Premessa di Michael Morgan)
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Il libro del paradiso
di Itzik Manger
editore: Giuntina
pagine: 224
Considerato un classico della letteratura yiddish moderna, Il libro del paradiso è un'opera suggestiva, esilarante e commovente a un tempo, in cui l'autore dà libero sfogo alla sua vena d'ironico e disincantato interprete di storie bibliche. Shmuel Abe, un angioletto monello e scaltro, che - come narra una leggenda talmudica sulla creazione dei bambini - prima di venire al mondo viveva, alla pari di tutti i nascituri, in paradiso, arriva sulla terra riuscendo a ricordarsi, grazie a un trucchetto, la sua esistenza precedente. Consapevole della straordinarietà dell'evento, il piccolo protagonista decide di raccontare le sue "meravigliose avventure in paradiso" a pochi privilegiati: i genitori, il rabbino e altre due personalità dello shtetl, che lo ascoltano esterrefatti. Le sue storie dipingono un universo variegato che, pur popolato da soli angeli, è sorprendentemente affine all'amara realtà quotidiana... se non un tantino peggio.
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Le mie migliori barzellette ebraiche
di Daniel Vogelmann
editore: Giuntina
pagine: 72
«Ancora un libro di barzellette ebraiche?» vi domanderete
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