Ianieri
Il santo e il poeta. Mito e rito di Francesco in Gabriele D'Annunzio
di Angelo Piero Cappello
editore: Ianieri
pagine: 188
Una guida panoramica - illustrata e suggestiva - lungo il filo che unisce il Santo di Assisi e il Poeta di Pescara: due figure
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La firma del paron. Giulio Nascimbeni. Il signore della terza pagina
di Stefano Vicentini
editore: Ianieri
pagine: 198
In occasione del centenario della nascita di Giulio Nascimbeni (27 ottobre 1923), storico giornalista del "Corriere della Sera
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Il debutto della «Figlia di Iorio» negli archivi del Vittoriale
di Raffaella Canovi
editore: Ianieri
pagine: 240
Il 2 marzo 1904 debuttava la "Figlia di Iorio"
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D'Annunzio e il vivere inimitabile. Cronache di un pescarese a Milano
di Raffaella Canovi
editore: Ianieri
pagine: 232
Attraverso il suo rapporto con la città di Milano si presentano i molteplici aspetti, alcuni più, altri meno conosciuti, di d'
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Il Silone per cui mi batto. Lettere (1999-2002)
editore: Ianieri
pagine: 200
Il volume "Il Silone per cui mi batto
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La via dei topi. Sulle tracce dei nazisti in Argentina
editore: Ianieri
pagine: 234
Perché molti chiedono al nuovo Console d'Italia, appena giunto a Buenos Aires, se per caso conosce un misterioso personaggio c
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Memorie dalla casa dei morti
di Fëdor Dostoevskij
editore: Ianieri
pagine: 329
Romanzo scritto nel 1861 al termine della pena scontata in Siberia
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Ipazia, un diavoletto, e molti libri
di Costanza Savini
editore: Ianieri
pagine: 64
Il libro racconta le vicende di una bambina dal nome impegnativo e dall'infanzia difficile. Analogamente all'Ipazia storica, anche la piccola protagonista del libro subisce persecuzioni a causa della sua precoce maturità e spiccata intelligenza: nel nostro secolo, però, è il bullismo il nuovo martirio. Adottando lo stile del realismo magico, la Savini tratteggia la figura di una novella Ipazia che, derisa e isolata dai compagni di scuola, trascurata dai genitori, si rifugia nella sua piccola, personale "biblioteca d'Alessandria": l'armadio dei libri scolastici, sede di un mondo fantastico fatto di storie e personaggi immaginari, tra cui spicca il suo "diavoletto custode". Sarà proprio lui a darle la forza di reagire, di credere in se stessa e prendersi le sue rivincite, andando verso un lieto fine che vede anche l'intervento di un principe azzurro in erba.
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Gli amuleti di D'Annunzio
editore: Ianieri
pagine: 232
La superstizione di Gabriele d'Annunzio è ben nota. E così pure l'uso che fece di amuleti e talismani sin dagli anni giovanili, come ricordò negli scritti letterari, negli appunti e nell'epistolario infinito. Il saggio Gli amuleti di d'Annunzio esemplifica anche gli oggetti scaramantici che volle a protezione della propria casa di Gardone Riviera, la Prioria del Vittoriale degli Italiani. Il tema va ben oltre la curiosità e l'intrigo esoterico. Documenta, infatti, il singolare mondo del poeta da cui scaturì la sua vena lirica, la sua concezione metafisica, la sua tensione verso l'oltre, il desiderio di congiungere la terra al cielo, anche attraverso simboli, in un gioco di rimandi in cui l'anima possa trovare immagini adeguate per penetrare il mistero dell'Infinito in cui tutto è Uno. La prima sezione del libro Esoterismo dannunziano è di Attilio Mazza; la seconda, Oggetti scaramantici al Vittoriale, è frutto della ricerca di Antonio Bortolotti.
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O cortiço
di Aluísio Azevedo
editore: Ianieri
pagine: 300
"Il cortiço" fu pubblicato nel 1890 a Rio de Janeiro, la città che fa da sfondo alla vicenda
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Caro compagno compagnevole
di Vincenzo Sottanella
editore: Ianieri
pagine: 160
Con il Glossario politico dannunziano del carteggio con Mussolini, relativo al ventennio 1919 - 1938, si è di fronte al meritorio atto d'indagine testuale condotto su uno dei rapporti epistolari più discussi della storia italiana, ovvero quello intercorso, per un ventennio, tra l'intellettuale abruzzese, il Vate Gabriele D'Annunzio, e l'emissario del potere che ebbe nella figura del Duce, il Cavaliere Benito Mussolini, una personalità eccentrica e difficilmente contrastabile. Ne viene fuori lo spaccato di un rapporto tra intellettuale e potere, molto mosso, tra la vis dannunziana contrassegnata dal motto ardisco e non ordisco e il decisionismo dell'uomo forte, del Duce circondato da uno stuolo di mestatori, i capi fascisti, così definiti dal poeta, rei di deviare e falsamente indicare al capo del governo gli obiettivi da perseguire nel suo agire politico.
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