Ibis
Bonobani. Parole della foresta
di Rabindranath Tagore
editore: Ibis
pagine: 156
Può sembrare curioso che un grande scrittore e poeta come Robindronath Tagore (1861-1941), Premio Nobel per la letterature nel 1913, dedichi un'intera opera all'albero - agli alberi - che per lui diventa simbolo emblematico dell'intera natura e referente del rapporto che si vorrebbe instaurare con essa: un rapporto fatto di rispetto e di ammirazione, di riconoscimento della bellezza. L'albero, la natura sono tutto questo e molto di più. Noi oggi non ci soffermiamo più a considerare la bellezza dell'albero. Qui ogni albero viene nominato e "chiamato per nome". Qui ogni albero diventa protagonista del dialogo dell'autore che parla e ascolta, che si lascia coinvolgere, che riconosce il vivente che è l'albero. Il traduttore, padre Marino Rigon, ha tradotto i testi di Tagore dall'originale bengali.
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Il segreto. Cinque racconti giovanili
di Rainer Maria Rilke
editore: Ibis
pagine: 73
Nei racconti giovanili di Rainer Maria Rilke (1875-1926), pur nei limiti di uno stile letterario ancora in costruzione, "[
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Autori di Parigi
Messa in scena e messa in immagine di uno spazio urbano nel film
editore: Ibis
pagine: 140
Parigi è la città in cui sono ambientati moltissimi film e ha rappresentato la scena di un gran numero di opere: film di successo, film che hanno fatto la storia del cinema, dal cinema delle origini alla filmografia francese della “Nouvelle Vague”.
Che cosa ha rappresentato questa ambientazione, che cosa ha rappresentato l’immagine di questa città unica? Il libro analizza diverse opere cinematografiche, mettendo in luce le diverse visioni di Parigi e l’effetto prodotto sulla filmografia inserita in questo contesto urbano.
Testi di Sergio Arecco, Marco Bertozzi, Francesca Brignoli, Giulia Lavarone, Julien Lingelser, Elisa Mandelli, Giorgio Tinazzi.
I saggi contenuti nel volume sono opera di alcuni docenti ed esperti di cinema, noti anche per alcuni interventi apparsi su riviste specializzate.
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Sulle orme degli elefanti. Ritorno in Kenia
di Vivienne de Watteville
editore: Ibis
pagine: 271
Vivienne de Watteville fece il suo primo viaggio in Africa a ventitré anni, insieme al padre, un naturalista svizzero, che procurava animali selvatici per il Museo di Scienze Naturali di Berna. Durante una battuta di caccia, nelle vicinanze del lago Edoardo, in Congo, il padre venne ferito a morte da un leone e la giovane Watteville non potè che assistere impotente alla sua agonia. Nonostante il tragico epilogo di questo primo viaggio africano, dopo pochi anni, decide di tornare in Kenya, in una sorta di viaggio-pellegrinaggio alla ricerca di un nuovo legame con queste terre che aveva lasciato in così tragiche circostanze. Questa volta non ci sono animali da uccidere o battute di caccia: porta con sé poche cose, un cagnolino, una tenda, una macchina fotografica, dei libri e molto tè. In questo viaggio, mostra una singolare capacità nel gestire la propria situazione e testimonia nel modo più eloquente la sua fede incrollabile nella capacità dell'uomo di vivere in pace con la natura. Così l'incanto dell'Africa si mescola alla visione della vita sviluppata dall'autrice. Prefazione di Edith Wharton
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Leggere Timore e Tremore di Kierkegaard
di Scapolo Barbara
editore: Ibis
pagine: 160
Tra i testi più noti di Kierkegaard, e indubbiamente tra i suoi...
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Cellule e genomi. I corsi dell'Open Lab. Le sfide della biologia sintetica e la fine del naturale. Decimo corso
editore: Ibis
pagine: 94
Il volume raccoglie i testi del terzo corso organizzato da Open Lab presso il Laboratorio di Biologia dello Sviluppo, dell'Università di Pavia. L'appuntamento si propone di creare un'occasione di incontro tra ricercatori e giornalisti scientifici ai quali viene data l'opportunità di lavorare in laboratorio, impadronirsi delle tecniche alla base della ricerca biomedica e degli strumenti per valutare i dati raccolti durante gli esperimenti.
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Il viaggio nel passato
di Stefan Zweig
editore: Ibis
pagine: 84
Un giovane di umili origini si innamora della bella moglie del suo ricco benefattore: un amore impossibile, un amore inconfessabile ma sincero e profondo. Poi il distacco, la Grande Guerra, la lontananza, e infine il ritorno, dopo un silenzio di anni. "Il viaggio nel passato" racconta il loro incontro dopo gli anni della separazione, racconta il loro ritrovarsi e il muto interrogarsi su che cosa sia rimasto di quell'amore così intenso. Attraverso piccoli segni, gesti solo accennati, sguardi silenziosi ed espressivi, Zweig ci fa cogliere i pensieri fugaci, le parole inespresse, ci rivela la profondità dell'inconscio e i tormenti della passione.
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Monte Athos. Viaggio alla montagna sacra della Grecia
di Robert Byron
editore: Ibis
pagine: 324
"Avremmo potuto tender la mano verso il cielo e attingere una coppa d'azzurro. Quell'ampio spazio senza confini era ora una realtà...". Nel 1927, a 22 anni, Byron parte con alcuni amici per un viaggio al Monte Athos, il luogo più sacro della Grecia, sede di diversi monasteri ortodossi arroccati sulle montagne della penisola calcidica. Un'esperienza eccezionale, in quanto l'accesso ai monasteri è consentito solo a pochi e la testimonianza di Byron è quindi particolarmente interessante e significativa. Con lui, conversiamo con i monaci, entriamo nelle basiliche addobbate di gioielli e icone preziosissime, veniamo introdotti a una vita particolare e appartata, che segue ritmi antichi e per noi inconcepibili.
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Piatti proibiti e ricette segrete
di Alexandre Dumas
editore: Ibis
pagine: 94
Alexandre Dumas ci ha lasciato testimonianza di piatti, ricette e menù che la nostra sensibilità ci impedisce oggi di proporre per i nostri pranzi: animali particolari che oggi non possiamo assolutamente pensare di utilizzare in cucina. Eppure, all'epoca di Dumas, rappresentavano prelibate pietanze, molto apprezzate dagli intenditori. Tenendo quindi conto della differente sensibilità che abbiamo oggi, possiamo comunque apprezzare l'aspetto narrativo e descrittivo del grande e inesauribile scrittore francese. Proprio per questo non ha molta importanza sapere fino a che punto Dumas ricostruisce ricordi reali e da dove invece lasci spazio alla sua sorprendente fantasia. Un piccolo assaggio di quell'incredibile monumento alla gastronomia che è il "Grande Dizionario di cucina" di Dumas, l'ultima opera, terminata poco prima della morte. Un capolavoro che raccoglie ricette, menù e pranzi memorabili descritti con il gusto del grande affabulatore.
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Il drago e il biscione. Cent'anni di convivenza: i cinesi a Milano
di Claudio Bianchi
editore: Ibis
pagine: 280
"I cinesi trasmigrati dal loro continente, collocati stabilmente in altri paesi, vengono definiti Waif, ovvero "fanciulli abbandonati dall'imperatore", in conseguenza di una frase pronunciata nel 1848 da un alto funzionario cinese a colloquio con un ambasciatore americano. "Sull'altra sponda del Pacifico il tuo popolo è molto numeroso" osservò l'americano. "L'imperatore comanda sei milioni di uomini, perché preoccuparsi di alcuni fanciulli perduti, finiti in terre straniere?" rispose il cinese." Contrariamente a quello che i mezzi di informazione spesso sostengono e l'opinione corrente crede, la presenza cinese in Italia e a Milano non ha affatto il carattere dell'invasione. Una verità che emerge chiaramente dai dati statistici che vengono qui presentati, insieme a un'approfondita analisi della presenza cinese, illustrata attraverso interviste e conversazioni con diversi cinesi oggi attivi in Italia, che raccontano le loro storie di migranti, e con autorevoli personaggi milanesi: don Roberto Davanzo della Caritas, l'assessore Majorino e l'ex vicesindaco De Corato. Con un'appendice su "Civiltà, cultura e società della Cina" di Roberto Borgonovi.
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Indignazione morale e profezia pedagogica. L'ultimo Horkheimer
di Gianluca Giachery
editore: Ibis
pagine: 296
Ripercorrendo in modo sistematico lo sfondo storico-culturale della formazione di Horkheimer, questo lavoro propone una lettura articolata e puntuale della sua complessa biografia intellettuale, dalle prime opere fino alle elaborazioni della piena maturità. Studioso attento dei rapporti problematici tra teoria e prassi, tra agire individuale e collettivo, Horkheimer non è stato soltanto uno degli esponenti più fecondi della Scuola di Francoforte: egli ha saputo anche incarnare esemplarmente la responsabilità pedagogica di chi, da intellettuale, fa emergere le contraddizioni della conformazione culturale e della subordinazione passiva al sistema sociale. Le sue riflessioni interrogano l'agire educativo attraverso la critica costante del rapporto tra cultura e società. La sua eredità culturale costituisce il frutto maturo dell'indignazione intellettuale. Per questo la sua è una "profezia pedagogica" di straordinario rigore etico e morale, che costringe a fare i conti, problematicamente, con le aporie del ruolo sociale ed educativo dell'uomo di cultura.
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