Il Nuovo Melangolo
Convivialità. Una filosofia per il XXI secolo
di Francesco Fistetti
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 112
Due sono le sfide che incombono sull'umanità nel tempo presente: 1) affrontare i gravi rischi che minacciano le condizioni di
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Trattato teologico- poetico
di Sergio Givone
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 131
« Potremmo dire che il nichilismo altro non è che una forma di ateismo in cui Dio non è più un problema, come non è più un pro
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Il caso Macbeth
di Giuseppe Testa
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 208
Il 5 novembre 1605 Giacomo I Stuart, re di Scozia e d'Inghilterra, sfugge a un attentato letale ordito dai Gesuiti e teso a eliminare l'intera famiglia reale oltre a un buon numero di Lord. Il regno è sotto choc. Fino al processo ai congiurati, celebrato nel 1606, il popolo britannico vive uno psicodramma collettivo. Shakespeare sta lavorando ad Antonio e Cleopatra quando un influente cortigiano, o forse il re in persona, gli commissiona un dramma a tema scozzese per rafforzare la posizione del sovrano a Londra come capo dell'Europa protestante. Benché abbia molti amici fra i cattolici, egli accetta l'incombenza. Scova una vecchia storia dell'anno Mille, consulta le fonti disponibili in inglese, forse fa un viaggio in Scozia e ricrea sulla scena l'habitat di una società barbara in cui i re si dividono in due categorie: quelli che uccidono e quelli che vengono uccisi. Seminando qua e là nel testo alcune incongruenze rivelatrici, riscrive la tragica vicenda di una congiura che ricorda troppo da vicino il complotto dal quale Giacomo I è appena uscito illeso. È l'inizio del "caso Macbeth".
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Filochef. I filosofi a tavola
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 101
«È nella cura posta nei piccoli gesti quotidiani, nella continua ricerca del gusto, del buono e del bello coinvolte nell'atto del cucinare che estetica e coscienza morale si incontrano, per dar luogo alla possibilità di una filosofia della gastronomia. È nella capacità di scomporre e riunire elementi così diversi del reale che filosofia e cucina trovano il loro punto di unione. Cucinare e fare filosofia non sono altro che elaborazione e appropriazione di un mondo».
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Il sangue delle rondini
di Mario Paternostro
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 320
Carlo Codecà, affermato giornalista, riceve strane lettere e fotografie da un fratello scomparso da 40 anni, dopo essere stato accusato di aver fatto parte di una colonna terroristica attiva negli anni '70. La bella vita di Carlo viene sconvolta. Da Roma ritorna a Genova, per ripercorrere i primi anni di piombo. L'uccisione di un professore universitario da parte di una fantomatica sotto-colonna brigatista, un blitz che "neutralizza" un covo in città, vecchi amici e nemici che rivelano a pezzetti una vicenda tragica e nebulosa consumata nei giorni del sequestro Moro, quando, proprio a Genova, fu fatto trovare dalle Brigate rosse il comunicato che annunciava la condanna a morte del presidente della DC. Poi, un giorno, il misterioso fratello scomparso riappare... Toccherà, anche questa volta, al commissario Ferruccio Falsopepe dipanare l'aggrovigliata matassa, muovendosi da vecchio flâneur tra carruggi, chiese, trattorie e strani personaggi. Sullo sfondo, il ritratto della Genova degli anni '70: una città in crisi industriale e politica, in cui si intrecciano le colonne sconosciute, le indagini difficili, polizia, carabinieri, giornalisti, magistrati e i servizi segreti.
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Il manifesto pluralista?
di Marquard Odo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 173
Questo è un libro di Odo Marquard: il filosofo tedesco della Sképsis
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La leggenda del western. Da John Ford a Quentin Tarantino
di Francangelo Scapolla
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 237
Il western classico hollywoodiano, che André Bazin definiva "il cinema americano per eccellenza", ha rappresentato, per intere generazioni, una realtà assolutamente magica e coinvolgente: gli spettatori avevano come unico interlocutore uno spazio, lo schermo, dove si muovevano i divi/eroi e si sviluppavano le trame, nelle quali gli stessi venivano proiettati, subendo un processo di seduzione e di identificazione con i protagonisti del film, di cui le componenti essenziali erano l'epica, l'avventura, le sconfinate praterie, le guglie della Monument Valley, l'incanto e lo spettacolo della natura. Il talento e il genio di autori quali ]ohn Ford, Raoul Walsh, Howard Hawks, Anthony Mann, Delmer Daves ha contribuito in modo determinante e fondamentale a nobilitare e ad arricchire il genere, così come la presenza di interpreti affascinanti come Gary Cooper, John Wayne, Henry Fonda, James Stewart, Randolph Scott, per citare i più noti. Il testo non si limita all'analisi delle opere appartenenti all'epoca d'oro del cinema classico americano: si occupa, ovviamente, anche dell'intera filmografia western successiva, dai primi anni Sessanta agli "spaghetti western", dai film della New Hollywood a quelli del revisionismo, dal cinema western dei nuovi autori fino a "The Hateful Eight" di Tarantino. Non è possibile analizzare in profondità l'intera storia del western in un breve saggio, ma è importante offrire ai lettori una panoramica che ne evidenzi gli elementi e le caratteristiche essenziali.
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Afghana in limina missus (La guerra di Ivàn). Ediz. italiana e latina
di Moammed Sceab
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 45
Anno 1989, ultimi mesi dell'occupazione sovietica dell'Afghanistan. Il soldato Ivan si innamora di una giovane afghana e per seguirla si arruola fra i ribelli, la guerra finisce ma Mosca non dimentica: se il transfuga non si consegnerà, sarà la vecchia madre vedova a pagare al suo posto. Ivan decide allora di tornare, ma attraversando il deserto si imbatte in un drappello di mujahiddin che nulla sanno di lui... Una vicenda di guerra, amore, dolore e morte ispirata a fatti realmente accaduti e raccontata in 324 esametri latini forti e struggenti. Il testo è accompagnato da una traduzione a fronte, in endecasillabi italiani. Dietro l'ungarettiano Moammed Sceab si cela uno dei migliori filologi classici oggi in attività. II quale così scrive nella premessa: "Mi sono firmato con un nome non mio, ma più importante e più vero del mio: il nome-simbolo di ciò che non entra nella storia. O che ne esce senza un perché, a maggior squallore del mondo, a maggior miseria e tristezza di tutti".
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La Spezia. Porta della speranza
di Maria Luisa Eguez
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 138
Spezia non ha dimenticato i "suoi" ebrei. Ma neanche Israele ha dimenticato la sua Porta di Sion. A testimonianza, un solo piccolo episodio ricordato da don Gianni Botto: "Nel 1996 mi trovavo a Safed con un gruppo di altri spezzini. Mentre stavo facendo acquisti in una botteguccia, il proprietario mi chiese da dove venissi. Quando risposi: 'La Spezia', uscì dalla porta dicendo: 'Sha'ar Tzion, Sha'ar Tzion...' e chiamando a gran voce i vicini. Ne seguirono molte pacche sulle spalle e abbracci di gioia". Si calcola che dall'estate del '45 alla primavera del '48 l'emigrazione clandestina verso la Terra Promessa interessò più di 23.000 ebrei europei e la città della Spezia, con il caso della Fede e della Fenice, ne costituì il fulcro. Un avvenimento che può sembrare uno dei tanti nelle migliaia di episodi che, come accade ancora oggi, hanno portato per secoli masse di disperati in cerca di sopravvivenza da una sponda all'altra del Mediterraneo. Invece, un evento incomparabile nella sua portata storica. Protagonisti 1.014 sopravvissuti alla Shoah, partiti dal Golfo della Spezia l'8 maggio 1946 alla volta della Palestina.
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Dentro il volontariato. Problemi e potenzialità
di Guglielmo Giumelli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 113
Il volontariato diventa oggetto di studi, di indagini e di discussione, soprattutto verso la fine degli anni Ottanta-inizi anni Novanta del secolo passato e vede il coinvolgimento di economisti, di sociologi e di altri studiosi. È in quel periodo che il Welfare state comincia ad accusare le prime evidenti crepe. Il Welfare state che, fino a quel momento, aveva garantito a gran parte della popolazione protezione e assistenza, si avvia verso un ridimensionamento dei servizi e delle prestazioni offerte. È dentro tale crisi che prende corpo il dibattito sul volontariato e sulla solidarietà o, se si vuole, sulla "protezione solidale" che il volontariato può offrire e su una sua possibile ricollocazione dentro una società che, strutturata attorno al lavoro salariato, ora, si sta sfaldando stante i profondi cambiamenti socioeconomici e culturali. La crisi del Welfare state fa emergere il potenziale di solidarietà presente nella società civile e ne impone la sua presenza attiva. È cioè una presenza non "residuale", di "sostituzione" dell'intervento pubblico. È una presenza che impone il principio della solidarietà che si vuole sottrarre alla frammentazione, alla separazione tra socio-assistenziale e sanitario, alla sottovalutazione. Siamo di fronte a cambiamenti oggi che impongono al Welfare state di "utilizzare" il volontariato o, forse più correttamente, di affiancare (e non farsi sostituire) il volontariato alla propria attività protettiva.
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Gli Schwarze Hefte di Heidegger. Un «passaggio» del pensiero dell'essere
di Rosa M. Marafioti
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 152
"Tentativi" sulla via percorsa da Heidegger per elaborare la questione dell'essere, gli Schwarze Hefte contengono appunti di varia natura. Le Überlegungen e i Winke accompagnano il progressivo dispiegarsi del pensiero storico-ontologico nella "svolta" dall'ontologia fondamentale all'evento della verità dell'essere e, contemporaneamente, registrano opinioni private influenzate dalla situazione socio-politica di una Germania in crisi; le Anmerkungen restituiscono le prime riflessioni sull'essenza della tecnica e introducono il concetto di "escatologia dell'essere" quale chiave di lettura dell'epoca dei totalitarismi. Offrendo una panoramica sintetica dei molteplici temi che si affacciano alla riflessione heideggeriana negli anni Trenta e Quaranta, gli Schwarze Hefte consentono di constatare come Heidegger interpreti gli eventi della storia contemporanea a partire dalla propria concezione della storia dell'essere, che si va a sua volta precisando attraverso un'analisi fenomenologica del presente in quanto fase finale dell'età moderna. Le caratteristiche principali della modernità vi sono esemplificate mediante riferimenti problematici all'ebraismo, che vanno contestualizzati all'interno del quadro ermeneutico offerto dalla Seinsfrage e dal confronto con la storia della metafisica.
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L'arte di bere d'estate
di Giaccone Giovanni
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 80
Dopo il primo volume, dedicato alle storie e alla filosofia dei cocktail classici, Cocktailsofia torna con il secondo volume d
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