Il Nuovo Melangolo
Teoria delle idee
di Platone
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 128
Con la traduzione e il commento di alcuni capitoli fondamentali tratti dal Fedone (95b-108c), dal Parmenide (128e-136e) e dall
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Lo zoroastrismo
di Paul Du Breuil
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 128
Era necessario presentare al pubblico un'opera di facile lettura sulla storia e il pensiero della più minoritaria e ignorata tra le religioni orientali. L'esiguità degli Zartoshti in Iran e dei Parsi in India, poco più numerosi degli ultimi indiani in Amazzonia, non può giustificare questo silenzio, visto che la tradizione e la loro cultura racchiudono antichi concetti in seguito recuperati ed espressi da religioni storicamente più importanti.
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Dell'infanzia. Due lettere ai miei figli
di Alfred Kolleritsch
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 72
Kolleritsch, in questo suo testo in prosa, rivolge due lettere simboliche ai figli, avuti in età già matura, mitizzando l'infanzia come "luogo" della condizione umana, nonchè metafora essenziale della creazione poetica. L'autore vuole mettere in guardia i figli-lettori da qualunque verità assoluta o certezza definitiva, suggerendo un diverso rapporto con il mondo, più libero e creativo.
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La stoffa del diavolo. Una storia delle righe e dei tessuti rigati
di Michel Pastoureau
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 116
Struttura impura, la riga è rimasta a lungo, in Occidente, un marchio di esclusione o di trasgressione. Il Medioevo considera i tessuti rigati oggetti diabolici e la società moderna ha vestito con indumenti a righe i ceti più bassi della propria popolazione: schiavi, domestici, marinai, ergastolani. Tracciando una lunga storia della rigatura occidentale, Michel Pastoreau si interroga più ampiamente sull'origine, lo statuto e il funzionamento dei codici visuali in seno a una determinata società.
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Filosofia della danza
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 101
"La danza è una forma originaria dell'esserci umano... e al tempo stesso una forma originaria dell'essere in generale... è la verità e al tempo stesso la giustificazione dell'essere stesso del mondo, la più inconfutabile ed eterna di tutte le teodicee. Non insegna nulla, non discute nulla - incede maestosamente, e con questo incedere maestoso porta alla luce il fondamento di ogni cosa: non volontà e potenza, non angoscia e pena, non tutto ciò che vuole imporsi all'esistenza, ma ciò che è eternamente signore di sé e divino. La danza è la verità di ciò che è, ma, nel modo più immediato, la verità di ciò che vive". (W. F. Otto)
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