L'Asino d'oro
L'Africa interiore. L'inconscio nella cultura tedesca dell'Ottocento
editore: L'Asino d'oro
pagine: 331
Fin dagli inizi dell'Ottocento, mentre le nazioni europee procedevano all'esplorazione e alla conquista dell'Africa, in Germania uno stuolo di filosofi e poeti, medici e psicologi si rivolgeva verso quel continente sconosciuto della psiche umana che iniziava a essere indicato con il nome di "inconscio". Questo libro, pubblicato nel 1989 e finalmente accessibile anche per il lettore italiano, ripropone l'opera degli autori che intrapresero il cammino alla ricerca delle "terre ignote", la cui scoperta fu poi attribuita a Freud. La parte antologica, accanto a una scelta di brani di scrittori celebri come Goethe e Schelling, Schopenhauer e Nietzsche, offre anche testi di autori meno noti che ebbero un ruolo fondamentale nell'evoluzione del concetto di inconscio, come Jean Paul, Carl Gustav Carus a Eduard von Hartmann. La lunga e densa introduzione di Lütkehaus inquadra i testi in un più ampio contesto filosofico e culturale, esaminando non solo le diverse concezioni di inconscio che si affiancarono nel corso del secolo, ma anche i diversi termini adottati prima che l'affermazione di "das Unbewusste" contribuisse a cristallizzare l'idea di una scissione radicale fra pensiero cosciente e pensiero non cosciente.
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La perdita della tristezza. Come la psichiatria ha trasformato la tristezza in depressione
editore: L'Asino d'oro
pagine: 474
È ancora possibile oggi vivere un periodo di tristezza provocata da un grave lutto o da una pesante delusione amorosa senza ritrovarsi immediatamente inquadrati in una diagnosi di depressione, con conseguente intervento di uno specialista e di una terapia farmacologica? La normale tristezza può dunque rimanere distinta dalla depressione? Il drastico cambiamento diagnostico degli ultimi decenni, che sembrava dover fornire alla psichiatria criteri oggettivi di valutazione, ha avuto l'effetto collaterale di qualificare casi di naturale tristezza, dovuta a situazioni di vita, come patologici stati d'animo, con inevitabili errori di medicalizzazione. In questo libro Horwitz e Wakefield inseriscono la tristezza in un quadro evolutivo, illustrando la crisi della cultura attuale che ha comportato il quasi totale disconoscimento di un sentimento umano e la dispensa a piene mani di qualificazione di patologia psichiatrica, la quale a sua volta non viene adeguatamente trattata. Ciò ha fatto della nostra epoca un'autentica "era della depressione". Premessa di Mario Maj.
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La scienza e l'Europa. Il Rinascimento
di Pietro Greco
editore: L'Asino d'oro
pagine: 388
L'incontro tra la scienza e l'Europa avviene nel XII secolo. Il rapporto che si instaura è intenso e profondo, ma la "grande crisi del Trecento" ne interrompe presto lo sviluppo. È nel Quattrocento che l'Europa riscopre la scienza, in particolare a Firenze. Pionieri di questo nuovo inizio sono Brunelleschi, Donatello, Masaccio, artisti che studiano la matematica per meglio rappresentare la realtà fisica, e su tutti Leon Battista Alberti, teorico della prospettiva. Il connubio tra scienza e arte dà avvio al Rinascimento, un fenomeno culturale, ma anche e soprattutto scientifico, che ha uno stretto legame con l'origine e l'affermarsi di nuove manifatture e forme di produzione, e che è la (necessaria) premessa della "rivoluzione scientifica del Seicento", nonché della nascita della "scienza moderna" in Europa. Grazie anche al rapporto con la scienza, l'Europa cambia il proprio ruolo nel mondo, e da appendice marginale dell'Eurasia si impone come uno dei luoghi più ricchi economicamente e più vivaci culturalmente, assumendo quella leadership che durerà per quasi mezzo millennio e inizierà a vacillare solo nel XX secolo. In questo volume, il secondo di una serie, Pietro Greco ci trascina ancora una volta nei meandri della storia, e con il suo stile sempre accessibile e sempre coinvolgente ci guida alla scoperta dell'Europa rinascimentale.
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Aquarium
di Marcelo Figueras
editore: L'Asino d'oro
pagine: 316
La foto di due bambini tra le mani. Ulises è in aereo e sta attraversando il mondo per ritrovarli. Sono Tadeo e Alicia, i suoi figli portati via dalla moglie. In Israele, un paese devastato dalla violenza, in cui Ulises, straniero, deve lottare per farsi comprendere. L'incontro con Irit, un'artista, cambia tutto. Il limite linguistico che li divide è solo apparente: i due sapranno creare un linguaggio tutto loro, fatto di sguardi, di corpo, di sensazioni. Intanto, sempre a Tel Aviv, si dipana il filo della storia di David e Miriam.
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Una ragazza con la valigia
di Sanda Pandza
editore: L'Asino d'oro
pagine: 151
Gigantografie di Tito alle pareti, l'inno jugoslavo cantato con orgoglio il giorno del giuramento da pioniere. Così ha inizio la storia di Petra, legata a doppio filo con quella della sua terra, la Croazia. In prima persona, la protagonista narra gli episodi più importanti della sua giovane vita: con delicatezza accenna al primo amore e alla consapevole scoperta della sessualità: con passione ricorda i giorni del liceo, le lezioni di letteratura e le amicizie; con fervore alza la voce e si scaglia contro le ingiustizie del sistema, l'obbligo a un'esercitazione militare finita in tragedia, e contro la rigida autorità paterna. AI suo fianco, l'inseparabile amica Maja; sullo sfondo, le vicende politiche che condurranno la Jugoslavia nell'incubo di una guerra assurda. Proiettili come farfalle nere taglieranno il cielo di Spalato mandando in frantumi la quotidianità, le certezze e i sogni di Petra, ma non la sua voglia di vivere e di cercare la bellezza in ogni cosa.
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Ernesto De Martino: teoria antropologica e metodologia della ricerca
di Amalia Signorelli
editore: L'Asino d'oro
pagine: 159
Ernesto de Martino è stato il maggior antropologo italiano del XX secolo. A cinquant'anni dalla sua morte, il suo lascito intellettuale e scientifico attende di essere ulteriormente esplorato in tutta la sua ricchezza. E questa l'ipotesi fondante del presente lavoro. Partendo da quell'umanesimo etnologico che De Martino indica come possibile meta di una rinnovata antropologia, l'autrice evidenzia i problemi specificamente antropologici del demartiniano ethos del trascendimento (naturalismo e storicismo; la presenza di coloro che, come i contadini lucani, stanno nella storia "senza sapere di starci"; l'etnocentrismo critico); discute alcuni postulati fondamentali della teoria antropologica demartiniana (l'origine e destinazione integralmente umana dei beni culturali e il significato umano degli accadimenti); riflette sulla crisi della presenza, forse il più complesso e il più significativo dei costrutti concettuali demartiniani; esamina, infine, la metodologia della ricerca sul campo di De Martino, costruita sulle due coppie concettuali di problema e documento e di équipe e spedizione. In questi tempi rinunciatari di cinismo, di paura, di ripiegamento narcisistico su un io cui si chiede di sostituire il mondo, l'"eroica" impresa di De Martino di coniugare impegno scientifico, scelta morale e militanza politica ha tutto il potenziale dell'attualità alternativa.
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La letteratura giapponese
di Marcello Muccioli
editore: L'Asino d'oro
pagine: 518
La letteratura giapponese di Marcello Muccioli, apparsa nel 1969, può essere a buon diritto considerata la prima, esauriente storia della letteratura giapponese pubblicata in Italia da uno specialista della materia. Lo studio mette a fuoco con straordinaria ricchezza di informazioni il percorso della prosa, della poesia e del teatro giapponesi dalle origini fino al XIX secolo e presenta a grandi linee la fase successiva all'apertura del paese all'Occidente. È stato per decenni un valido punto di riferimento per chiunque volesse seguire il cammino della letteratura giapponese attraverso i secoli, e ha mantenuto inalterati, nonostante il passare degli anni e l'inevitabile rinnovamento del panorama culturale, i punti fermi che ne costituivano il carattere principale: la lucidità di analisi, i puntuali riferimenti, indispensabili per collocare l'evoluzione letteraria all'interno di una cornice storica, l'abbondanza delle citazioni, tutte tradotte di prima mano dall'originale. Grazie a questi elementi l'opera di Muccioli ha ancora oggi un profondo significato culturale, non solo come testimonianza di un lavoro pionieristico sul quale si è formata più di una generazione di studiosi, ma come intramontabile strumento di conoscenza.
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Insegnare a chi non vuole imparare
editore: L'Asino d'oro
pagine: 213
"Bello, come un film del neorealismo. Un libro fatto di vera scuola quotidiana, quando a farla sono due insegnanti colti, preparati, politicamente avvertiti. Quasi un romanzo epistolare, di viaggio e di memoria, con più piani di lettura. Un viaggio lungo un anno, che come un gomitolo si dipana tra difficoltà, dubbi, intuizioni, speranze e soprattutto, sempre, la voglia di essere consapevoli del proprio mestiere, la voglia di misurarsi, sempre, con la prospettiva del 'non uno di meno', anche perché 'l'uno di meno non è un numero ma un nome e cognome'. Lettera dopo lettera si ricostruisce il puzzle dello stare a scuola, con quel clima particolare che solo chi sta in aula conosce bene: sentirsi 'al fronte', nella necessità e nell'urgenza continua di prendere decisioni 'giuste' - e con il dubbio che lo siano davvero. Nascono così, dalla lettura del libro, i fili e i nodi dell'insegnare oggi". (Vittorio Cogliati Dezza). Prefazione di Pietro Lucisano.
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Medio Oriente in fiamme
di Umberto De Giovannangeli
editore: L'Asino d'oro
pagine: 226
Dalla Siria all'Iraq, dalla Palestina alla Libia: sul futuro di una delle aree più nevralgiche del mondo continuano a proiettarsi ombre inquietanti. Dai giovani delle 'Primavere arabe', con i loro sogni di libertà e giustizia, al 'califfo Ibrahim', con il suo esercito di tagliagole, l'autore ricostruisce un passaggio storico epocale e svela le responsabilità dell'Occidente nell'affermarsi di una nuova deriva fondamentalista. La stagione di speranza, cominciata a piazza Tahrir, non è sfiorita in un inverno integralista, nonostante il 'tradimento' dell'Europa e la delusione per il 'nuovo inizio' mai avviato nei rapporti tra Occidente e Islam, evocato dal presidente Obama. Per comprendere il presente, tuttavia, bisogna andare oltre la cronaca e la logica limitante degli instant book, e indagare le radici dei conflitti e le loro cause remote. E per questo che "Medio Oriente in fiamme", nel suo viaggio in Stati-nazione frantumati da guerre, si concentra sulle antiche istanze e sulle identità comunitarie etnico-religiose che, più della politica o di strategie strettamente militari, le hanno scatenate. Prefazione di Franco Rizzi.
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Diritti traditi. La Legge 40 cambiata dai cittadini
editore: L'Asino d'oro
pagine: 230
La legge 40 del 2004 in materia di procreazione medicalmente assistita può essere considerata il simbolo della difficoltà nel nostro paese di affrontare in modo adeguato temi e questioni che incidono sulla salute, sull'esistenza delle persone e sui loro progetti di vita, nonché sul rapporto con la medicina e l'evoluzione scientifica. Ci sono voluti dieci anni per ristabilire un giusto equilibrio dei diritti e degli interessi coinvolti e tutelati dalla nostra Carta costituzionale, come il diritto alla salute e il diritto di autodeterminazione, l'autonomia e la responsabilità del medico, la laicità e il pluralismo che sempre devono essere garantiti dal legislatore. Ciò è stato possibile grazie alla tenacia e al coraggio di una pluralità di soggetti, tra cui coppie infertili, associazioni di pazienti, avvocati, giuristi, medici, biologi, sociologi e scienziati. In questo volume le autrici hanno scelto di raccontare il lungo e articolato percorso che è stato necessario per arrivare alla modifica della legge 40, arricchendolo con le testimonianze dirette dei soggetti coinvolti e i testi delle sentenze della Corte costituzionale.
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Interpretazione della schizofrenia
di Silvano Arieti
editore: L'Asino d'oro
pagine: 549
"Che cos'è la schizofrenia? Come può essere riconosciuta, interpretata e trattata?". Così si apre il volume di Silvano Arieti "Interpretazione della schizofrenia", considerato un classico della psicopatologia. L'autore, uno dei principali studiosi della schizofrenia, offre una dettagliata descrizione degli aspetti cognitivi, volitivi e comportamentali del paziente schizofrenico, in cui "non sussiste nessuna prova incontrovertibile di compromissione corporea". Pur restando nell'ambito degli assunti della psicoanalisi e della fenomenologia, Arieti conduce uno studio accurato sul pensiero magico e sul tema controverso della creatività, e tenta di indagare le modalità di formazione dei diversi sintomi. Preziosa è la descrizione di casi clinici attraverso cui il lettore viene accompagnato nell'esame di tutte le forme della malattia. Questa nuova edizione, rivolta ai clinici e a chiunque voglia approfondire il tema della malattia mentale, si oppone a quella psichiatria che nel tempo ha smantellato, in nome dell'oggettivabilità, lo studio psicopatologico della malattia mentale e la diagnosi di schizofrenia, rendendola "una definizione insoddisfacente, formata da un elenco dei caratteri più comuni di questo disturbo". Premessa di Pier Francesco Galli.
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