Liguori
Il linguaggio delle afasie. Saggi su «L'interpretazione delle afasie» di Sigmund Freud
editore: Liguori
pagine: 208
Come la definì Siegfried Bernfeld, "L'interpretazione delle afasie" può essere considerata "la prima opera freudiana", ma Freud non volle che fosse inserita nelle sue "Gesammelte Werke". Anche in italiano la troviamo in pubblicazioni separate dalle O.S.R, come nella recente traduzione curata da Francesco Napolitano. Poco nota persino agli psicoanalisti, ma ben nota a pochi studiosi, negli ultimi anni se ne riconosce l'importanza per lo sviluppo della psicoanalisi. Stengel, suo traduttore in inglese, affermò che l'apparato del linguaggio" è il fratello maggiore dell'apparato psichico". Questa antologia riprende il testo freudiano affrontando alcuni dei suoi principali temi, sia da un'ottica "ortodossa" sia da un'ottica lacaniana, proponendone una lettura ragionata di alcuni punti chiave. 11 volume è un utile strumento di studio e d'informazione sia per gli specialisti della materia che per la persona di cultura.
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Giovanni Verga. La rivoluzione regressiva
di Lorenzo Tinti
editore: Liguori
pagine: 168
Nel corso degli anni molti hanno cercato d'impadronirsi dell'opera di Verga, proiettandovi i propri ideali estetici e politici. C'è stato così un Verga repubblicano, un Verga socialista e progressivo, perfino un Verga reazionario e protofascista. Non v'è dubbio che un prorompente bisogno di affermazione abbia indotto il narratore catanese ad accogliere via via le sollecitazioni culturali emergenti; nondimeno, così come non presunse mai di estendere ai fini della letteratura quelli delle scienze esatte, egli neppure patrocinò la causa di una particolare classe sociale. Verga rimase convinto che l'arte non possa collaborare al progresso civile, sia perché ogni progresso civile è in realtà semplicemente illusorio, sia perché all'arte compete semmai l'indagine dei princìpi universali cui necessariamente l'essere umano soggiace. In questo senso non esiste nemmeno nel Verga verista alcuna inclinazione al populismo: il popolo configura giusto un momento, il primo, di un progetto più vasto che avrebbe dovuto ricercare la legge dell'egoismo in ogni categoria sociale. Tale distacco dalla materia trattata rappresenta il fondamento del realismo verghiano: eppure proprio questo distacco, paradossalmente, "porta lo scrittore siciliano alla rappresentazione più convincente, che del mondo popolare sia stata data in Italia durante tutto l'Ottocento" (A. Asor Rosa).
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Linguaggio e pensiero. Una introduzione alla teoria del contenuto
di Elisabetta Sacchi
editore: Liguori
pagine: 298
Da sempre il filosofo si è interrogato sul nesso tra linguaggio e pensiero chiedendosi se il linguaggio sia essenziale al pensiero e, in caso affermativo, se ciò significhi che la natura del pensiero sia intrinsecamente linguistica. Questa questione ne solleva una seconda riguardante la peculiarità della nostra interazione col mondo. È il linguaggio che media la nostra relazione col mondo e che rende il nostro modo di rapportarci a esso diverso dal modo in cui altre creature, non linguistiche, vi si rapportano? In caso affermativo dovremmo dire che il mondo così come è dato a noi creature linguistiche non è lo stesso mondo che è dato a creature non dotate di linguaggio? Quelli sollevati sono temi centrale della riflessione filosofica. Obiettivo di questo lavoro è di esplorare l'intreccio tra linguaggio e pensiero, considerando i diversi modi in cui la tematizzazione del contenuto è stata condotta nella filosofia di tradizione analitica. Tale disamina viene condotta considerando le due principali impostazioni metodologiche che sono state assunte: quella conseguente alla "svolta linguistica" e quella conseguente alla "svolta cognitiva". Tra i temi affrontati: le strategie di naturalizzazione del contenuto e dell'intenzionalità, la metafisica dei contenuti, le principali tipologie di contenuto, la relazione tra il livello concettuale e quello non concettuale, i rapporti tra aspetti rappresentazionali e aspetti qualitativi degli stati mentali.
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Telos. Il finale nel romanzo dell'Ottocento
di Annalisa Izzo
editore: Liguori
pagine: 335
Come finisce un romanzo? Qual è una una buona conclusione narrativa? E dove comincia la fine? Questo libro tenta di rispondere a simili domande, affrontandole da punti di vista diversi. La ricerca storico-letteraria ripercorre le tappe del dibattito critico sviluppatosi intorno all'explicit romanzesco e ne discute le proposte principali, in particolare quella elaborata in ambito naturalista-verista. L'indagine metodologica verifica poi la pertinenza di alcuni canoni prescrittivi o descrittivi dell'organizzazione del finale (quelli offerti dalla retorica classica, ad esempio, dalla narratologia e dalla stilistica), interrogando anche alcune categorie critiche ad esso applicate (la teleologia, il "finale aperto", l´"happy ending") e riflettendo sulla possibile interdipendenza tra forme della conclusione e genere letterario (in particolare relativamente al romanzo pseudo-autobiografico). Da ultimo, l´analisi testuale - esercitata su un corpus di romanzi italiani e francesi del secondo Ottocento - consente di proporre un modello di lettura del finale romanzesco e di suggerirne una tipologia.
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Fellini-Satyricon. Tra memoria, racconti e rovine: un sottosuolo dell'anima
editore: Liguori
pagine: 144
"Fellini-Satyricon" è un film che sfugge alle consuete categorie di classificazione. Questo volume, pertanto, frutto di un convegno tenuto in occasione del quarantesimo anno dalla sua uscita, lo interroga incrociando diverse prospettive d'indagine, nel tentativo di superare le spiegazioni di comodo offerte dal regista, per portarne alla luce il sostrato nascosto. Giocando sul paradosso espresso da Fellini di aver girato un "film di fantascienza", gli autori s'interrogano sul suo rapporto col passato, vissuto come possibilità di liberare la realtà dell'inconscio. Incrociando le parole del regista e le scene del film, storici della letteratura, comparatisti e antichisti riflettono sui significati della narrazione e sulla peculiarità dei suoi sviluppi formali. Mentre alcuni interventi hanno ridefinito il senso del film anche attraverso l'indagine delle reazioni suscitate alla sua uscita, altri percorrono la via interna all'opera costituita dalla poetica del dettaglio, suggerita obliquamente da Fellini stesso. Emerge così, a dispetto delle molteplici dichiarazioni del regista, un film profondamente intimo e vissuto, dall'intensa tonalità affettiva, espressa anche mediante lo spazio concesso alle dinamiche dell'inconscio, la cui operazione artistica consiste nella libera ricomposizione dei frammenti emersi dal sottosuolo dell'anima e della storia. Proprio da tale ricomposizione nasce la possibilità di raccontare, unica eventualità di eludere illusoriamente la morte.
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Tempo di fiction. Il racconto televisivo in divenire
editore: Liguori
pagine: 180
Nella varietà delle formule, dei generi e delle estetiche in cui si rende disponibile alla fruizione dei pubblici - dallo sceneggiato degli anni cinquanta alle web-series degli anni duemila - il racconto televisivo continua a intrigare, appassionare, a far vibrare corde emotive. È sempre tempo di fiction. Il segreto di questa continuità è nella capacità metamorfica delle forme narrative, nella plastica mutevolezza con cui linguaggi e immaginari seriali si rimodellano interagendo con le tendenze di cambiamento proprie di ogni fase evolutiva della televisione e del più vasto ambiente mediale. Oggi, nel tempo della convergenza digitale, trasformazioni significative attraversano il campo della fiction tv, aprendo la strada a nuove forme di creatività e nuove modalità di offerta e di consumo. I saggi contenuti nel volume si propongono di cogliere e di restituire analiticamente, riflessivamente, questa doppia articolazione del racconto televisivo: sempre presente e sempre in divenire.
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Santi, reliquie e sacri furti. San Nicola di Bari fra Montecassino e Normanni
di Silvestro Silvia
editore: Liguori
pagine: 223
Dalla storia della fondazione di una celebre basilica nasce un'inchiesta che tocca aspetti centrali della società medievale, c
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Attaccamento e rabbia. Un'analisi della letteratura psicologica
di Gorrese Anna
editore: Liguori
pagine: 127
La rabbia non è causata necessariamente da una frustrazione o da un ostacolo al raggiungimento di un proprio fine, spesso è do
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Alle radici della morale. Significati e ordine simbolico. Fra sociologia, storia e psicoanalisi
di Mariolina Graziosi
editore: Liguori
pagine: 328
Il libro affronta, in chiave teorica e storica, una tematica estremamente attuale. La società contemporanea - sempre più caratterizzata dal senso di solitudine e di sradicamento dell'individuo - ha infatti maturato la necessità di riflettere sulla morale per il crescente affievolirsi dei legami sociali forti e, di conseguenza, della solidarietà verso l'altro. Sono recentemente emerse domande cruciali intorno al destino della società in assenza di una morale forte: c'è chi sostiene la fine del sociale e la possibilità per l'individuo di sviluppare autonomamente una dimensione etica in grado di supplire all'assenza di una morale collettiva. Il libro affronta tali questioni attraverso un'analisi teorica, in cui si chiarisce il rapporto tra morale ed etica e si indaga su quali siano le radici di entrambe, affiancata da un'analisi socio-storica, in cui si ricostruiscono i primi passi del cammino dell'occidente verso la spiritualità, focalizzandosi in particolare sull'intrecciarsi tra il processo di formazione del soggetto morale e del soggetto etico. Il fine dell'analisi storica è trovare nell'esperienza dell'uomo occidentale la risposta agli interrogativi emersi dall'analisi teorica.
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Il mito, il sacro e la storia nella tragedia e nella riflessione teorica sul tragico. Atti del Convegno di studi (Salerno, 15-16 novembre 2012)
editore: Liguori
pagine: 646
La tragedia aveva messo in rapporto il tempo del mito e il tempo del presente, riattualizzando un evento mitico in base al sistema di valori e alle forme di vita della polis. Il punto di vista moderno, soprattutto rispetto ai miti arcaici, oscilla tra una tendenza a spiegarli e a razionalizzarli - e, pur subendone il fascino, a subordinare o a ridurre il loro tempo ciclico al tempo lineare della storia - e una tendenza ad accettarne la sostanza astorica e metastorica, portatrice di valori densi di una verità originaria, a cui collegarsi in un processo di continuità, attraverso la loro assimilazione e riscrittura. La tensione della modernità a rivisitarli è, pertanto, espressione non solo del tentativo di esorcizzare il proprio smarrimento esistenziale e di ristrutturare su basi nuove la realtà, ma anche di una strategia di scrittura delle componenti essenziali del moderno stesso attraverso il mito. Inesauribile, la tragedia riaffiora nella narrativa moderna, dal romanzo dialogico e polifonico di Dostoevskij alle opere di Kafka, in cui tutte le antinomie del reale si confrontano in un immenso, drammatico paradosso.
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Schermi, finestre, cornici. L'esperienza mediale nel tempo digitale
editore: Liguori
pagine: 122
I media digitali comportano una notevole semplificazione dei processi comunicativi dall'ottica dell'utilizzatore e producono un effetto prospettico per il quale in primo piano appare il contenuto comunicativo, mentre gli aspetti strutturali che formano quel determinato contenuto passano in secondo piano e tendono addirittura a scomparire. Le interfacce, le cornici, ambiscono ad essere "naturali" imitando condizioni pretecnologiche, riducendo la percezione degli elementi di artificialità e di sintesi nell'interazione tra l'individuo e l'apparecchiatura tecnologica. Questo testo si occupa proprio delle cornici mediali - quei processi attraverso i quali i media intervengono a formare le nostre rappresentazioni della realtà - che acquisiscono un'importanza direttamente proporzionale all'evoluzione tecnologica dei media stessi. L'indagine è condotta facendo dialogare fra loro approcci disciplinari differenti, dalla mediologia alla linguistica.
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