Limina
Miguel y Marco
La fantastica corsa nella terra di Macondo
di Ruggeri Maurizio
editore: Limina
pagine: 114
Available
Da Saigon a Oklahoma City
Viaggio nella nuova Destra americana
di Tonello Fabrizio
editore: Limina
pagine: 264
Available
Ti raccomando Raas
Napoli, l'amore, le biciclette, l'Olanda
di Porreca G. Paolo
editore: Limina
pagine: 116
Available
Storie di merda
La letteratura incontrò il pudore e ne uscì malconcia
di Hrundi V. Bakshi
editore: Limina
pagine: 76
Available
La corsa segreta. La verità dietro i successi: il ciclismo tra doping, connivenze e coperture
editore: Limina
pagine: 349
Uno sguardo definitivo, un viaggio dritto al cuore del ciclismo professionistico. Il libro confessione dell'ex oro olimpico Tyler Hamilton ci racconta l'epoca più buia dello sport, un'epoca segnata dall'uso e dall'abuso di sostanze e pratiche barbare - cortisone e steroidi, EPO e trasfusioni -, un'epoca che ha un nome e una faccia, quella di Lance Armstrong, suo compagno di squadra e poi rivale, insieme padrone e schiavo di un sistema diabolico, creato, governato, protetto e perpetrato da connivenze e coperture ai più alti livelli. Un libro che ha riscritto la storia del ciclismo, che ha costretto Lance Armstrong a confessare e ne ha affossato il mito con rivelazioni sconvolgenti. Un libro che coinvolge i nomi al vertice e che ci porta, per la prima volta così in profondità, dentro un mondo surreale popolato da medici privi di scrupoli, machiavellici direttori sportivi e corridori spinti a essere tanto disperatamente ambiziosi da fare (e farsi) di tutto pur di salire nel gradino più alto e vestire una maglia: gialla, rosa, iridata che sia. Una coraggiosa testimonianza a cuore aperto di un uomo e delle terribili scelte per (r)esistere in un ambiente in cui vincere è sopravvivere, di un mondo governato dall'etica feroce del vincere a ogni costo, un mondo in cui gli atleti sono spinti a una corsa folle per aumentare le prestazioni, con conseguenze esiziali: doping, depressione, in alcuni casi suicidio.
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Scarpette rosse. La storia dell'Olimpia Milano, signora del basket
di Werther Pedrazzi
editore: Limina
pagine: 238
Era nata nel 1936 come Triestina Milano, ma, dopo la fusione con il Dopolavoro Borletti, nel 1947, ha origine quella che diventerà la squadra più seguita, più amata, più titolata del basket italiano, l'Olimpia Milano: 25 scudetti, 4 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Korac, 3 Coppe delle Coppe e 1 Coppa Intercontinentale. Nell'intreccio di passione e ragione che legherà indissolubilmente la squadra alla sua città, Milano sarà il palcoscenico in cui i più grandi protagonisti della pallacanestro potranno interpretare copioni da leggenda - il geniale, primo presidente Adolfo Bogoncelli e il Principe Cesare Rubini, il greco Stephanidis, primo straniero nel basket italiano, il dream team di Dino Meneghin e Mike D'Antoni, Dan Peterson, il senatore Bill Bradley e il socio Kobe Bryant, e ancora Pittis, Fucka, Bodiroga, Gallinari, - in un'altalena di avvenimenti ed emozioni, dalla rimonta di 34 punti all'Aris Salonicco in Coppa dei Campioni al rischio eutanasia del basket a Milano, ma ogni volta con l'inestinguibile istinto di risorgere. Simmenthal, Billy, Simac, Tracer, Philips, Stefanel o Armani, per tutti Olimpia Milano - nei momenti di gloria denominata "La 24esima squadra Nba" o "La Juventus del basket", - nel cuore dei suoi appassionati sostenitori sarà per sempre Scarpette rosse.
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Una meta dopo l'altra. Della vita e del rugby
editore: Limina
pagine: 151
"Vissi al cinque per cento, non aumentate la dose". Lo scrisse Eugenio Montale, che in comune con Marco Bollesan ha soltanto la genovesità. Perché Bollesan non è stato un poeta, o forse lo è stato a modo suo, ma è stato, ed è, un guerriero, in campo e fuori dal campo, e ha iniziato a combattere dal primo battito della sua vita, e non ha voglia di smettere neanche adesso. Marco Bollesan ha vissuto al cento per cento, in ogni istante, dagli inizi nel Cus Genova ai tanti anni in Nazionale. Dall'esordio nella Malapasqua di Grenoble, con la benedizione di Le Mongol, agli scudetti con Partenope e Brescia. Dal Mondiale come allenatore al Sei Nazioni come team manager. Ha vissuto così perché non aveva scelta, perché nel mondo che conosceva lui si imparava a essere feroci oppure non si viveva. E per questo può dire che il rugby era relax, le battaglie erano quelle di tutti i giorni. E le racconta tutte, quelle battaglie, in campo e fuori, senza pudori e senza invenzioni, perché quello con la palla ovale è uno sport che obbliga alla verità: non puoi fingere di essere quello che non sei. Giocare a rugby, dice la leggenda del rugby italiano, è come farsi una radiografia: si capisce subito che tipo sei. E che tipo fosse Marco Bollesan lo sanno i suoi compagni, che per lui e insieme a lui avrebbero fatto qualunque cosa. Lo sanno i suoi avversari, che hanno ingaggiato battaglie senza esclusione di colpi, ma hanno sempre riconosciuto la sua grandezza...
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Gino Bartali, mio papà
di Andrea Bartali
editore: Limina
pagine: 212
Abbiamo letto centinaia di pagine indimenticabili che hanno celebrato uno dei campioni più rappresentativi del Novecento
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Volevo solo dormirle addosso
di Lolli Massimo
editore: Limina
pagine: 171
Va tutto bene nella vita di Marco Pressi, manager di successo amato dai collaboratori
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Polvere di stelle. Storie di delusioni mondiali
di Nicola Calzaretta
editore: Limina
pagine: 157
Storie di delusioni mondiali. Storie di flop eccellenti come quello di Maradona nel 1982 o di Gianluca Vialli nel 1990. Storie di fallimenti più o meno clamorosi come quello di Billy Wright, pilastro dell'Inghilterra nel 1950 o di Giampiero Boniperti, colonna dell'Italia per l'edizione mondiale del 1954. Storie di rabbie mal celate come quella di Giorgio Chinaglia in Germania '74 o di amarezze mal digerite come quella di Henry, coinvolto nel tramonto della "Francia-vincitutto" di fine millennio. Storie mondiali. Anzi, storie di un altro mondiale.
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