Magi Edizioni
Corpo reale, corpo immaginario. Per una epistemologia psicoanalitica
di Alì Sami
editore: Magi Edizioni
pagine: 172
Contact us
Contact us
Il colore vissuto. Le trasformazioni del colore nel processo analitico
di Magda Di Renzo
editore: Magi Edizioni
pagine: 142
Contact us
Immagini in vocabolario. L'immagine come simbolo e riferimento nel processo reversibile dall'azione al termine concettuale
editore: Magi Edizioni
pagine: 532
Contact us
Contact us
Quando la musica parla al silenzio. Proposta di musicoterapia per bambini audiolesi
di Alain Carré
editore: Magi Edizioni
pagine: 252
Contact us
La relazione terapeutica con il paziente laringectomizzato
di Eugenio Lampacrescia
editore: Magi Edizioni
pagine: 112
Contact us
Il test di Wartegg nell'età evolutiva. Un contributo psicodiagnostico allo studio clinico della balbuzie, della sordità e dei disturbi di apprendimento
editore: Magi Edizioni
pagine: 224
Contact us
Contact us
Impronte creative. La controversa eredità di Masud R. Khan
di Andreas Giannakoulas
editore: Magi Edizioni
pagine: 260
Contact us
Contact us
Lettere
editore: Magi Edizioni
pagine: 340
Le lettere raccolte nel presente volume ripercorrono la relazione epistolare, durata 15 anni, tra C.G. Jung e Padre Victor White, prete domenicano e teologo inglese. I loro scambi contribuiscono a chiarire l'evoluzione del pensiero junghiano e i collegamenti tra psicologia e religione. Jung sperava che questo dialogo lo aiutasse a reinterpretare i simboli cristiani classici, mentre padre White cercava appoggio al suo progetto di integrazione tra la psicologia analitica e la teologia cattolica. Entrambi erano pronti a impegnarsi in una collaborazione produttiva, ma in realtà le lettere testimoniano un'escalation di incomprensioni e fraintendimenti, che culminerà in un aspro disaccordo in seguito alla pubblicazione di Risposta a Giobbe da parte di Jung. È sulla natura del Diavolo, figurazione più scontata e diffusa dell'Ombra - scrivono nella prefazione all'edizione italiana M. Di Renzo e C. Widmann - che divergono e si oppongono le asserzioni di Jung e White dalle prime lettere del 1946 a quelle cruciali del 1955: Male assoluto «che c'era già quando ancora l'uomo non esisteva» o contingente Privazione di Bene (privatio boni), dovuta a mancanze e mancamenti di uomini troppo umani, al punto d'essere bestiali? Con doloroso rincrescimento e con lancinante rammarico Jung e White non evitano il confronto e non declinano l'affronto. Onestà psicologica lo vuole, convinzione condivisa lo impone: entrambi si riconoscono nell'assunto psicologico che la possibilità di evitare conflitti collettivi di proporzioni immani passa attraverso la capacità degli individui di contenere il conflitto interno dei contrari; che l'attenuazione dell'Ombra collettiva passa attraverso il confronto di singoli con l'Ombra personale. L'aver instancabilmente coltivato in sé la funzione sentimento fu il baluardo psicologico che consentì loro di farsi male senza diventare malvagi, di toccare la freddezza senza diventare estranei. A ostilità già aperte, quando padre White vive una profonda crisi spirituale, egli sa di potersi rivolgere con franchezza e fiducia a Jung. E la risposta che riceve è una delle testimonianze più alte nella letteratura dell'amicizia; è la partecipazione solida e solidale che si desidera da un amico nei passaggi bui dell'esistenza.
Out of catalog


