Mattioli 1885
Il patto scellerato. I Savoia e il mistero dell'ignobile fuga
di Rossotto Riccardo
editore: Mattioli 1885
pagine: 78
Davvero nelle sette ore che si consumarono tra la proclamazione radiofonica dell'armistizio (ore 19
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Francigena. Una strada europea dal Gran San Bernardo a Roma
editore: Mattioli 1885
pagine: 189
La guida, seguendo il percorso di Sigerico, arcivescovo di Canterbury, propone al lettore una serie di itinerari storico-turis
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Meravigliosa Chicago
di Dreiser Theodore
editore: Mattioli 1885
pagine: 83
Tre lunghi estratti da un'autobiografia che ha avuto un'enorme influenza sui realisti americani, più di qualsiasi altro capola
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Storia di uno scrittore di storie
di Sherwood Anderson
editore: Mattioli 1885
pagine: 307
"A quel tempo a Chicago conoscevo un giovane di nome Ben Hecht, e ogni tanto uscivamo per maledire insieme la situazione. All'apparenza lui era molto più bravo di me in questo, ma in fondo sentivo che avrei potuto superarlo, e spesso passeggiavamo insieme, lui maledicendo ad alta voce la nostra sorte e dichiarando con fare teatrale che la vita per noi era un calice d'oro pieno di crepe: entrambi purtroppo dovevamo guadagnarci da vivere."
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Taccuino '45. Un diario del tracollo del Terzo Reich
di Erich Kästner
editore: Mattioli 1885
pagine: 183
Le atrocità degli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale, le difficoltà, le angustie e le speranze dell'immediato dopoguerr
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Vincere. Le battaglie perdute di Mussolini. Dal '22 al '39
di Mario Bussoni
editore: Mattioli 1885
pagine: 142
"Vincere" è l'imperativo categorico lanciato, a più riprese, nel corso della sua vicenda politica, da Mussolini, preteso condottiero, privo di esperienze o capacità militari specifiche. L'Italia fascista, ubriaca di retorica, si imbarcò così in imprese belliche di volta in volta dispendiose, logoranti e inutili, quando non disastrose. Ecco la pacificazione della Libia, con la deportazione di intere popolazioni, la conquista dell'Etiopia, con l'uso indiscriminato di gas asfissianti per rimuovere le efficaci difese nemiche, e la partecipazione alla Guerra di Spagna, a fianco del generale Francisco Franco, con lo smacco di Guadalajara. Ma il peggio doveva ancora venire, con la sciagurata partecipazione alla seconda Guerra Mondiale, iniziata dopo interminabili tentennamenti del Duce, con l'esortazione al popolo italiano a correre alle armi e a dimostrare "la tua tenacia, il tuo coraggio e il tuo valore". Questo volume analizza tutte le imprese belliche del Fascismo dal 1922, anno di inizio del Ventennio, alla conquista dell'Albania nel 1939, ultima impresa prima dell'ingresso dell'Italia nel secondo conflitto mondiale. Il testo tratta le velleità di Mussolini, la cronica impreparazione delle Forze Armate, le incapacità e, in alcuni casi, la vigliaccheria degli Alti Comandi e lo spirito di abnegazione, spesso inutile, delle truppe deliberatamente mandate allo sbaraglio.
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Grandi uomini con grandi idee: i Crespi di Crespi d'Adda
di Danesi Sandro
editore: Mattioli 1885
pagine: 76
Quanto nel passato, in situazioni economiche e sociali precarie, la volontà di alcuni imprenditori ha mosso iniziative degne d
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L'insalata era nell'oro. Cibo per il corpo, cibo per l'anima
editore: Mattioli 1885
pagine: 60
Negli ultimi anni, l'orto è tornato alla ribalta come importante protagonista del paesaggio italiano
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Quando il cibo è «nano». La tecnologia servita a tavola
di Leone Luca
editore: Mattioli 1885
pagine: 65
Nelle odierne società della conoscenza, la manipolazione della materia diventa luogo di incontro tra cibo e diritto
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La tradizione liberale degli ebrei nel Risorgimento. Tra Cavour e Mazzini con Garibaldi nell'età di Vittorio Emanuele II
editore: Mattioli 1885
pagine: 139
Il filo conduttore della raccolta di documenti e scritti sulla rilevante partecipazione degli Ebrei al moto unitario dell'Indipendenza nazionale è rivolto ad illustrare il carattere via via più consapevole del formarsi di una opinione comune delle comunità israelite nella dispersa varietà degli stati italici. Costretti nella tirannia di legislazioni difformi, tutte intese a far sempre più carico di obbligazioni onerose sulle comunità ebraiche e sui singoli membri, ed a negoziare la benché minima licenza di soggiorno, di libera circolazione nei giorni proibiti, di assunzione di mano d'opera "gentile", di patenti di arti, mestieri, professioni - ove consentito -, parve una rivoluzione la parola di Napoleone e dei suoi ministri che li chiamava a Parlamento nel Gran Sinedrio di Parigi. Ancor più parve miracolo l'apertura di Carlo Alberto prima in Piemonte e, quindi, dello stesso Pio IX, al quale si rivolsero inni di lode e ringraziamento. Il repentino mutamento politico e legislativo Vaticano, l'irrigidirsi delle polizie dei vecchi Stati con le poche eccezioni del Piemonte e del Parmense, accesero ancor più la volontà degli Ebrei e delle loro Comunità di testimoniare politicamente una scelta che da genericamente nazionale ed italiana, si confermò sempre più unitaria, monarchica, liberale. Il Risorgimento ebraico fu tutt'uno col Risorgimento italiano. Gli Ebrei furono con Mazzini agli esordi della Giovane Italia, con Garibaldi nell'accantonare ogni pregiudiziale che non fosse la diade Italia...
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L'Olocausto armeno
di Rosselli Alberto
editore: Mattioli 1885
pagine: 110
A differenza dei pogrom contro armeni, ebrei e greci ordinati tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento dall'ultimo s
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La pochette du Maître à danser. Ediz. italiana, francese e inglese
di Claude Lebet
editore: Mattioli 1885
pagine: 144
"Alla fine degli anni Quaranta dello scorso secolo, una delle mie prime coreografie fu un pas de deux ispirato dal celebre quadro di Degas 'La Répétition au violon'. La mia parte era quella di un insegnante che, come da sempre tutti i maestri di danza, dava fazione a un'allieva accompagnandosi con una pochette. Questo strumento ha derivato il proprio nome dai fatto che, per le sue dimensioni ridotte, esso poteva essere riposto nella tasca del maestro mentre costui mostrava agli allievi un passo di danza o un esercizio da eseguire, per essere poi ripreso al fine di intonare la melodia che dava vita alla coreografia. Dalla lettura dei primi atti del 'Bourgeois Gentilhomme', il capolavoro di Molière, apprendiamo quali fossero gli elementi di base nella formazione di un nobile: scherma, filosofia, musica e danza. E sarà proprio con l'aiuto di una pochette che Monsieur Jourdain apprende dal suo maestro i rudimenti del minuetto... La pochette, dunque, è simbolo di unione: unione fra musica e danza, fa suono e immagine, e unione fra orecchio e piede, così come in Nietzsche proclama Zaratustra, cantore della danza. Grazie a questo libro ho ritrovato l'unione fra mano e musica, in cui la mia ispirazione - da Lulli a Pierre Boulez - mi rimanda a me stesso, come al giovane danzatore che, imitando Degas, rinnova i suoi legami con la tradizione coreografica e si libra nell'aria con la sua pochette, di gran lunga al di sopra della pesantezza del pianoforte dei nostri corsi di danza." (Maurice Béjart)
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