O Barra O Edizioni
Il figlio del cielo. Cronaca dei giorni sovrani
di Victor Segalen
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 216
Pubblicato postumo nel 1975, "Il figlio del cielo" è considerato al pari di "René Leys" e "Stele" uno dei testi cardine dell'o
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Hong Kong e Macao. Città degli estremi
di Joseph Kessel
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 181
Nel 1957, all'epoca di questo reportage, in pieno periodo di decolonizzazione, Hong Kong e Macao erano gli ultimi avamposti eu
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Destini dei fiori nello specchio
di Li Ruzhen
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 542
Scritto nei primi anni del XIX secolo, "Destini dei fiori nello specchio" è considerato l'ultimo grande classico dell'epoca imperiale cinese. Il romanzo, unica opera del filologo e insigne linguista Li Ruzhen, è qui presentato per la prima volta in Italia nei 40 capitoli iniziali che ne costituiscono la parte di maggior rilevanza. Complesso gioco letterario costruito come un divertissement, il testo si snoda su molteplici piani: il mondo ultraterreno, l'Impero Celeste dell'epoca Tang (VII-X secolo d.C.) e gli immaginari paesi d'oltremare. La vicenda ha inizio quando la dispotica Imperatrice Wu Zetian ordina a tutti i fiori dei giardini imperiali di sbocciare in pieno inverno. Le Fate dei Fiori acconsentono, contravvenendo alle leggi celesti, e vengono così condannate a "scendere nella polvere rossa", ovvero a incarnarsi come esseri mortali sulla Terra. I loro destini si incroceranno con quello di Tang Ao, funzionario imperiale che, degradato al rango inferiore di xiucai per le sue sovversive amicizie, decide di abbandonare la carriera accademica e intraprendere un lungo viaggio per mare alla ricerca dell'immortalità. Elementi fantastici, storici e satirici si intrecciano in una narrazione ricca di influenze taoiste, buddiste e confuciane dando vita a una grande celebrazione della cultura cinese in tutte le sue espressioni.
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Un tè con Mo Yan e altri scrittori cinesi
di Del Corona Marco
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 139
Dagli incontri con i maggiori scrittori della Cina avuti prima, durante e dopo i suoi anni da corrispondente del "Corriere del
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Un barbaro in Asia
di Henri Michaux
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 191
Nel 1931 Henri Michaux parte per l'Asia e vi trascorre circa otto mesi, durante i quali visita l'India, il Nepal, Ceylon, la Cina, il Giappone e la Malesia. Un'esperienza totale affrontata senza filtri, con gioia, alla stregua di un "viaggio immaginario", sotto la spinta di un irrefrenabile desiderio di disorientamento. Michaux si immerge nelle folle di questi paesi, a stretto contatto con "l'uomo della strada", che osserva con l'occhio di un antropologo o, meglio, di un naturalista. "Un barbaro in Asia" è il risultato di questo "grand tour" orientale. Un resoconto diretto, spiazzante, spesso beffardo e "politicamente scorretto" che abbraccia e tenta di decifrare ogni aspetto delle culture dei paesi visitati. Rifuggendo le categorie del pensiero occidentale - in ciò barbaro, ossia non intaccato da pregiudizi -, Michaux attraversa e si lascia attraversare da religioni, lingue, calligrafie, letterature, filosofie, generi teatrali, musiche e danze. Un testo cardine per gli sviluppi successivi della poetica di Michaux, un modello a cui, quarant'anni dopo, si rifarà anche Roland Barthes per "L'impero dei segni". Prefazione di Marco Dotti.
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Radicalismo islamico. Con il diario del soggiorno americano di Sayyid Qutb
di Tacchini Davide
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 160
Dall'analisi della storia musulmana e dei suoi rapporti con l'Occidente negli ultimi due secoli, Davide Tacchini descrive come
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La finanza islamica. Un modello finanziario alternativo e complementare
di Kaouther Jouaber-Snoussi
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 140
La finanza islamica, le cui origini storiche risalgono al VII secolo d. C., si sviluppa e si rinnova nel corso dei secoli per la necessità del mondo musulmano di disporre di un sistema aderente ai valori dell'Islam. A partire dai primi anni del 2000, la finanza islamica diviene oggetto di grandi attenzioni poiché, in un mercato sempre più deregolato, costituisce una singolare eccezione: veicola principi morali ed etici universali, ripudia il tasso d'interesse e la speculazione non legata ad attivi tangibili, impone la condivisione dei profitti e delle perdite e promuove la responsabilità sociale. Non ultimo, dà prova di maggior tenuta dinanzi alle turbolenze che nel 2007-2008 scuotono il settore finanziario convenzionale e presenta tassi di crescita a due cifre anche dopo la crisi dei subprime. Con questo testo l'autrice si propone di tracciare un'immagine accessibile della finanza islamica e di rispondere agli innumerevoli interrogativi che la riguardano, fornendo un quadro chiaro e completo dei principi fondanti, degli strumenti, dei vantaggi, dei limiti di questo modello alternativo e complementare destinato a svolgere un ruolo chiave nei mercati internazionali e ad aprire nuove prospettive agli operatori economico-finanziari.
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Conferenze di Tokyo. Martin Heidegger e il pensiero buddista
di Fabrice Midal
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 177
In queste conferenze tenute a Tokyo nel 2010, Midal si interroga circa la necessità dell'incontro tra pensiero occidentale e orientale, in particolare tra la filosofia e il pensiero buddista. Un pensiero che è una delle espressioni più sorprendenti di un'alterità che non è solo geografica, ma si dispiega nel cuore stesso del nostro mondo divenuto globale. Heidegger, come nessun altro pensatore occidentale, predispone a questo dialogo. Il suo richiamo a un nuovo inizio, rispetto a quello che diede origine alla metafisica e configurò la nostra storia, permette di cogliere il senso del nostro presente e accogliere un pensiero esposto all'alterità. L'incontro tra la filosofia di Heidegger e il buddismo permette di affrontare, con minor sentimento di paura e minor senso di incertezza, questo tempo che registra la scomparsa di ogni tradizione e che ha dato origine ad Auschwitz e alla morte di Dio, aprendo invece alla possibilità di pensare una condizione umana capace di quell'alterità che è anche riscatto. Un percorso che si rivela come la migliore opportunità, sia per l'Occidente che per l'Oriente, di avvicinarsi alla realizzazione di "un'"etica originaria".
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I delitti della campana cinese. I casi del giudice Dee
di Robert Van Gulik
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 266
Al suo primo giorno da magistrato nel distretto di Poo-yang, il giudice Dee si imbatte nel delitto di via della Mezza Luna, la
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Detective Hanshichi. Indagini nelle strade di Edo
di Okamoto Kido
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 208
Nell'antica Edo, la Tokyo feudale dello shogunato Tokugawa, il detective Hanshichi indaga su crimini ed eventi del tutto inconsueti: un'insospettabile casa di cura è teatro di un delitto passionale; il corpo esanime di una bambina viene ritrovato sul tetto della casa di un irreprensibile samurai; una tranquilla gita alle terme si trasforma in una rincorsa all'assassino. Hanshichi nel corso delle sue indagini percorre i luoghi più remoti di Edo, conducendoci in una dimensione pervasa da un sovrannaturale che esercita ancora una forte influenza sull'uomo. Figure sinistre popolano i racconti del detective, il quale solo grazie alla sua intelligenza razionale e alla fine conoscenza dell'animo umano riesce a destreggiarsi sul labile confine tra realtà e credenza popolare. Questo secondo volume delle avventure di Hanshichi, restituisce nella sua pienezza la vita nel Giappone di fine '800: le strade, i santuari, le case di piacere, le stazioni termali, le dimore dei samurai e le cerimonie conviviali. Un mondo ormai tramontato che Kido tratteggia con la stessa sensibilità ed eleganza di una stampa di Hiroshige o Hokusai.
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La pratica della Cina
Cultura e modi del negoziare
di Chieng André
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 237
Come stringere rapporti con i cinesi, rapporti d'affari inclusi? In altre parole, come entrare in Cina? Il libro offre punti d
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Detective Hanshichi. I misteri della città di Edo
di Okamoto Kido
editore: O Barra O Edizioni
pagine: 240
Nell'antica città Edo, la Tokyo feudale dello shogunato Tokugawa, il detective Hanshichi indaga su crimini e fatti inconsueti: il fantasma di una donna affogata tormenta una giovane signora; un attore muore sul palcoscenico in una versione troppo realistica di un classico del teatro kabuki; due loschi samurai ordiscono una vendetta; una campana anti-incendi suona inspiegabilmente notte dopo notte; una danzatrice giace morta sul suo tatami, la gola stretta da un serpentello... Il rude e ironico Hanshichi conduce le sue ricerche con profondo realismo e sottile intuito, sfatando credenze e superstizioni ancora fortemente radicate nelle persone del suo tempo. Le avventure di Hanshichi restituiscono un vivido affresco della vita cittadina nel Giappone di fine '800: i vicoli, le case da tè e di piacere, i bagni pubblici, le dimore dei samurai e le cerimonie conviviali. L'autore tratteggia un mondo ormai tramontato con un vigore e una misura squisitamente giapponesi.
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