Ombre corte
Politiche del disastro. Poteri e contropoteri nel terremoto emiliano
di Silvia Pitzalis
editore: Ombre corte
pagine: 148
Che cos'è un disastro e come si manifesta? Quali poteri emergono e vengono alimentati nei contesti colpiti? È possibile un dialogo tra istituzioni e cittadini sui modi di affrontare le conseguenze? È possibile elaborare forme di autorganizzazione in risposta alla catastrofe volte a rigenerare l'esistenza di fronte alla violenza degli eventi e offrire anche soluzioni alternative rispetto a quelle istituzionali? Attraverso l'analisi etnografica, il lavoro di Silvia Pitzalis si propone di rispondere a queste domande, assumendo il terremoto dell'Emilia del maggio 2012 come caso di studio utile a ricavare indicazioni di carattere generale. Indagato nelle sue diverse fasi (emergenza, riallocazione e ricostruzione), il sisma, da accadimento fisico con effetti distruttivi e destabilizzanti sulla comunità, emerge come evento capace di generare mutamenti e, insieme, vettore e rivelatore di crisi sociali, politiche e culturali più ampie. Nel caso in esame il sisma ha offerto alle persone coinvolte l'opportunità di prendere coscienza della propria condizione non solo di terremotati, ma anche di cittadini inascoltati, che in risposta pongono in discussione l'ordine, le istituzioni dominanti e le loro politiche di intervento. Presentando un carattere trasformativo, il terremoto può così rivelarsi motore di meccanismi di rigenerazione sociale, politica e culturale, che investono e sono resi possibili da un "lavoro" che coinvolge tanto la dimensione individuale quanto quella collettiva.
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La frontiera americana. Una interpretazione costituzionale
di Buratti Andrea
editore: Ombre corte
pagine: 151
La conquista della frontiera americana sollecita da sempre l'immaginario collettivo, ispirando non solo cinema e letteratura,
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Una ribellione mancata. La figura dell'inetto nella letteratura di fine Novecento
di Manuela Spinelli
editore: Ombre corte
pagine: 174
A circa un secolo di distanza dalla pubblicazione di "Una vita", la figura dell'inetto continua a occupare la scena letteraria italiana. Non sempre amato, spesso criticato per la sua debolezza e il suo carattere velleitario, ritorna prepotentemente soprattutto negli anni Ottanta e Novanta del Novecento, tanto da spingere a interrogarsi sul senso da attribuire all'inettitudine. Ma che cosa significa essere "un inetto"? Si tratta davvero solo di un personaggio abulico, che ha rinunciato a vivere? E se invece dietro il suo atteggiamento inerte e passivo si nascondesse un tentativo di ribellione, il desiderio che tutto ciò che lo circonda imploda? Attraverso l'analisi testuale condotta su alcuni romanzi della fine del Novecento (tra gli altri, "Vita standard di un venditore provvisorio di collant", "Per dove parte questo treno allegro", "Diario di un millennio che fugge", "Tutti giù per terra"), l'autrice cerca di mettere in luce la polisemia del personaggio e il suo rapporto con la società. Seguendone il percorso ci si accorgerà allora che il carattere inerte dell'inetto riesce a esprimere una lucida e puntuale critica sociale, dando voce al disagio di tutti coloro che non vogliono conformarsi e che cercano di mettere in discussione i modelli dominanti.
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Storia delle donne filosofe
di Gilles Ménage
editore: Ombre corte
pagine: 120
Scritto da Gilles Ménage, grande latinista e precettore di madame de Sévigné e di madame de Lafayette, "Mulierum philosopharum bistorta" (1690) è un libro sulle pensatrici dell'antichità, una "storia" senza precedenti e senza seguito, fino a tempi molto recenti. Dividendole per correnti di pensiero, ma iniziando da quelle che non appartengono a nessuna scuola, Ménage ci presenta una serie di figure appassionanti: Diotima la maestra di Socrate, Arete la cirenaica, Nicarete la megarica, Iparchia la cinica, Teodora la peripatetica, Leonzia l'epicurea, Temistoclea la pitagorica, per citare solo alcune delle sessantacinque filosofe che l'autore individua studiando i testi antichi e le opere dei padri della chiesa, e che noi oggi difficilmente avremmo l'avventura di incontrare sfogliando le nostre enciclopedie filosofiche. Lo stile narrativo con il quale l'autore ricostruisce la storia di queste donne e l'insistere sulla loro vita e sugli aspetti più importanti delle loro biografie, legandoli al pensiero, sono sicuramente in sintonia con la tradizione del suo tempo. Ma, come scrive Chiara Zamboni nell'introduzione, in questo insistere sulla vita parlando di filosofia c'è forse qualcosa di più, "un riconoscere senza problemi che il pensiero femminile è inseparabile dalla vita quotidiana", indivisibile nel suo essere pubblico e privato.
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Vita, politica, rappresentazione. A partire dall'«Italian Theory»
editore: Ombre corte
pagine: 205
Quando si parla di Italian Theory ci si riferisce a un canone, a un paradigma, a un contro-canone, a uno stile di pensiero? È
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L'Europa deporta. Richiedenti asilo nella rete del regolamento di Dublino. Ediz. italiana e inglese
editore: Ombre corte
pagine: 196
Un'esperienza di ricerca sociale partecipativa e, allo stesso tempo, un esperimento di fotografia documentaria
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L'uomo neoliberale. Capitale globale e crisi della democrazia
di D'Alessandro Ruggero
editore: Ombre corte
pagine: 141
Dal 2008 imperversa una crisi economica e finanziaria che da temporanea e circoscritta, come pensavano o cercavano di farci cr
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Migranti e Stato. Saggio su Abdelmalek Sayad
di Raimondi Fabio
editore: Ombre corte
pagine: 157
Abdelmalek Sayad (1935-1998), sociologo algerino, allievo, amico e collega di Pierre Bourdieu, è l'autore di una teoria delle
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R/esistenze precarie. Lavoratori universitari e capitalismo cognitivo
editore: Ombre corte
pagine: 189
Questo libro inserisce l'università nel più vasto scenario di trasformazione del lavoro intellettuale
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Logiche dello sfruttamento. Oltre la dissoluzione del rapporto salariale
editore: Ombre corte
pagine: 126
Lo sfruttamento è ancora oggi la chiave imprescindibile per comprendere il capitalismo e le sue intrinseche contraddizioni. Tuttavia, con la crisi del modello di sviluppo industriale e fordista, il rapporto salariale perde progressivamente la sua centralità sociale, esplodendo, fino quasi a dissolversi. Conseguentemente, i modi del comando capitalistico mutano drasticamente. Seguendo un approccio interdisciplinare, gli autori cercano di spiegare come le logiche dello sfruttamento si organizzano e funzionano in questo nuovo scenario, a partire dalla convinzione che sia necessario rivisitare l'armamentario concettuale della tradizione marxiana. In particolare, essi propongono, attraverso il concetto di imprinting, di considerare, accanto ai processi di sussunzione (del lavoro al capitale), l'imporsi, nel capitalismo contemporaneo, di un'altra logica dello sfruttamento che non assume il lavoro produttivo e salariato come suo spazio privilegiato di funzionamento ma che anzi vede le componenti riproduttive della vita divenire centrali nell'estrazione e nell'appropriazione del valore. Il volume si chiude con un saggio di Christian Marazzi del 1978, in cui alcuni dei temi qui affrontati sono posti per la prima volta.
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Le reti del lavoro gratuito. Spazi urbani e nuove soggettività
editore: Ombre corte
pagine: 124
Il lavoro della conoscenza - inestricabilmente connesso a pratiche di lavoro free, libero e insieme gratuito - vive e si intre
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La morte nera. La teoria del fascismo di Walter Benjamin
di Denunzio Fabrizio
editore: Ombre corte
pagine: 119
Il rapporto di Walter Benjamin con il fascismo è solitamente ricondotto ad alcuni episodi frammentari: l'intervista al fascist
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