Silvana
Verona. Das Museum Castelvecchio. Die Sammlungen
editore: Silvana
pagine: 32
Il Museo di Castelvecchio è dal 1926 la sede delle collezioni d'arte del Comune di Verona. Le sue sale ospitano oltre trecento dipinti e sessanta sculture, che datano dal Trecento, il secolo della grande fioritura politica e culturale della signoria scaligera, alla fine del Settecento. Vi sono rappresentati tutti i più importanti esponenti della scuola pittorica veronese (tra gli altri Turone e Altichiero, Pisanello, Stefano di Giovanni, Liberale, Francesco Bonsignori, Domenico e Francesco Morone, Girolamo Dai Libri, Paolo Morando detto il Cavazzola, Paolo Caliari detto il Veronese, Domenico Brusasorzi, Paolo Farinati, Alessandro Turchi, Pasquale Ottino, Marcantonio Bassetti, Antonio Balestra, Simone Brentana, Giambettino Cignaroli), nonché alcuni dei maggiori pittori veneziani e veneti (Michele Giambono, Jacopo e Giovanni Bellini, Bartolomeo Montagna, Jacopo Tintoretto, Sebastiano Ricci, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Pietro Longhi, Francesco Guardi) e, sia pure con presenze più sporadiche, di altre scuole italiane e straniere (Pieter Paul Rubens, Bernardo Strozzi, Luca Giordano, Joseph Vivien). Tra le sculture si segnalano le opere trecentesche del cosiddetto Maestro di Sant'Anastasia e le statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, provenienti dal sepolcreto delle Arche scaligere. Il visitatore potrà ammirare inoltre reperti longobardi, rarissimi gioielli trecenteschi e un'interessante collezione di armi antiche.
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Verona. Museu de Castelvecchio. Colecções
editore: Silvana
pagine: 32
Il Museo di Castelvecchio è dal 1926 la sede delle collezioni d'arte del Comune di Verona. Le sue sale ospitano oltre trecento dipinti e sessanta sculture, che datano dal Trecento, il secolo della grande fioritura politica e culturale della signoria scaligera, alla fine del Settecento. Vi sono rappresentati tutti i più importanti esponenti della scuola pittorica veronese (tra gli altri Turone e Altichiero, Pisanello, Stefano di Giovanni, Liberale, Francesco Bonsignori, Domenico e Francesco Morone, Girolamo Dai Libri, Paolo Morando detto il Cavazzola, Paolo Caliari detto il Veronese, Domenico Brusasorzi, Paolo Farinati, Alessandro Turchi, Pasquale Ottino, Marcantonio Bassetti, Antonio Balestra, Simone Brentana, Giambettino Cignaroli), nonché alcuni dei maggiori pittori veneziani e veneti (Michele Giambono, Jacopo e Giovanni Bellini, Bartolomeo Montagna, Jacopo Tintoretto, Sebastiano Ricci, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, Pietro Longhi, Francesco Guardi) e, sia pure con presenze più sporadiche, di altre scuole italiane e straniere (Pieter Paul Rubens, Bernardo Strozzi, Luca Giordano, Joseph Vivien). Tra le sculture si segnalano le opere trecentesche del cosiddetto Maestro di Sant'Anastasia e le statue equestri di Cangrande I e Mastino II della Scala, provenienti dal sepolcreto delle Arche scaligere. Il visitatore potrà ammirare inoltre reperti longobardi, rarissimi gioielli trecenteschi e un'interessante collezione di armi antiche.
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Filippo Marignoli. Vertigo. Catalogo della mostra (Roma, 16 settembre-21 novembre 2010). Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 127
Questo volume accompagna un'ampia antologica dedicata a Filippo Marignoli (1926-1995). Pittore dalla vita affascinante e dall'arte originale, ha operato e vissuto a Spoleto, Roma, New York, Hononulu, Parigi. Dopo il noviziato all'insegna dell'informale, che termina nel 1959 con il trasferimento a New York, inizia una ricerca sul paesaggio che lo condurrà a realizzare un'impresa ambita da ogni artista "moderno": inventare qualcosa di mai visto in precedenza. Si tratta dei primi paesaggi radicalmente verticali della pittura contemporanea, che verranno ripetutamente esposti da Denise René a Parigi e da Bruno e Fabio Sargentini a Roma, i fondatori di due tra le maggiori gallerie europee del dopoguerra. Il catalogo, con testi critici e numerose testimonianze, è completato da una cronologia e da un'antologia critica.
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Melozzo da Forli. L'umana bellezza tra Piero della Francesca e Raffaello
editore: Silvana
pagine: 383
"Senza Melozzo difficilmente si spiegherebbe Raffaello": l'opinione di Antonio Paolucci rende chiaramente l'idea dell'importanza che Melozzo degli Ambrogi (Forlì, 1438-1494) - più noto come Melozzo da Forlì - ha rivestito nello sviluppo del Rinascimento italiano. Questo volume, edito in occasione di una mostra ospitata nella sua città natale, documenta lo straordinario percorso compiuto dall'artista forlivese che, trasferitosi dapprima a Padova e a Urbino, e quindi a Roma, divenne l'artista di punta negli anni dei pontificati di Pio II e Sisto IV, fino a meritarsi il titolo di Pictor papalis. La conoscenza di Mantegna e soprattutto di Piero della Francesca lo aveva portato ad aderire alle nuove certezze della prospettiva matematica, da cui mosse per intraprendere una personale ricerca sulla bellezza della figura umana, in grado di imporsi come canone di perfezione formale su tutto il creato. Tenendo a mente questi due aspetti si comprende la ricerca artistica di Melozzo, che riuscì a umanizzare la sublime astrazione di Piero della Francesca, cercando una lingua comune tra le scuole artistiche italiane. Le opere di Melozzo, affiancate a quelle di altri straordinari interpreti del Rinascimento - da Mantegna a Piero della Francesca, da Beato Angelico a Ghirlandaio, da Perugino a Botticelli - sono introdotte da saggi storico-artistici che ricostruiscono la parabola artistica di Melozzo e la sua fortuna nei secoli.
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Oscar di Prata. Gli angeli e i demoni. Drammi e speranze del Novecento. Catalogo della mostra (Brescia, 3 dicembre 2010-27 febbraio 2011)
editore: Silvana
pagine: 136
Un'intensa contrapposizione pittorica tra il Bene e il Male, prima intesi come entità metafisiche, poi osservati nel loro inve
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Premio Terna 03. Visione origine potere. Energia attraverso le generazioni. Ediz. italiana e inglese
editore: Silvana
pagine: 303
Crescita e consolidamento, consapevolezza e reciprocità sono alcuni dei termini che possono definire questa edizione. Dal panorama variegato degli artisti e dei linguaggi - cifre che caratterizzano il Premio - una miriade di informazioni che ci dicono tutto o quasi quello che vorremmo sapere da una selezione ad ampio e democratico spettro come questa e dicono, rispetto al futuro e al tema, che bisogna essere tenaci e crederci, perché si può incidere sul domani anche con concreta levità.
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Broken fall
Ascesa e caduta nell'arteRise and fall of pictures
editore: Silvana
pagine: 160
La paura di cadere è una paura molto antica
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Quaderni del Vittoriale
editore: Silvana
pagine: 125
I Quaderni del Vittoriale è la rivista di studi dannunziani prodotta dalla Fondazione "Il Vittoriale degli Italiani" con l'int
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Caravaggio. The complete works
di Rossella Vodret
editore: Silvana
pagine: 215
Questa monografia documenta l'opera completa di Michelangelo Merisi da Caravaggio (Milano, 1571-Porto Ercole, 1610) e nasce dalla volontà di restituire al pittore, cui si deve una vera e propria "svolta epocale" nella cultura artistica italiana ed europea, tutta l'integrità e il fascino della sua straordinaria grandezza. Questo nuovo volume - pubblicato in occasione del quarto centenario della sua morte - parte invece dall'analisi della produzione artistica certa, confermata dalle scoperte documentarie emerse negli ultimi anni, e ripercorre, attraverso la puntuale narrazione dell'autrice, la vita dell'artista tra luci e ombre, meraviglia e scandalo.
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Aldo Schmid. La donazione al Mart
editore: Silvana
pagine: 93
L'interessante percorso di ricerca di Aldo Schmid (Trento, 1935 - Monzumo, Bologna, 1978) è illustrato in questo volume dedica
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Ines Fedrizzi. La donazione al Mart
di Gabriella Belli
editore: Silvana
pagine: 65
L'intensa e singolare vicenda espressiva di Ines Fedrizzi (Cadine, Trento, 1919 - Trento 2005) è illustrata in questo volume d
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Bruno Di Bello. Antologia. Ediz. italiana, inglese e tedesca
editore: Silvana
pagine: 319
Al cuore della ricca e varia produzione che Bruno Di Bello ha realizzato in oltre cinquant'anni di attività artistica e intellettuale e che ora, nella presente antologia, possiamo ripercorrere in tutte le sue tappe, sta la riflessione costante su come l'arte debba essere definita in relazione alle condizioni culturali, tecnologiche, psicosociali e politiche della nostra epoca, e su che cosa, in questo contesto, abbia da proporre come mezzo espressivo. Nato nel 1938 a Torre del Greco, Di Bello appartiene a quella generazione di artisti critici e ribelli, dal forte impegno intellettuale, che alla fine degli anni Cinquanta svilupparono, contro l'egemonia della pittura informale, posizioni alternative che si richiamavano alle idee di Marcel Duchamp. Le risposte creative di Bruno Di Bello, che ha fatto parte del gruppo della cosiddetta "mec-art", consistono, sul versante della figurazione, in un sistema di combinazione molto personale, in cui estrapola dalla realtà alcuni elementi per poi integrarli entro uno schema costruttivo ordinato, sottoponendoli al tempo stesso a un processo di decostruzione da cui escono alterati e frammentati. Sul versante della produzione dell'opera, nella personale interpretazione della "pittura", le tecniche meccanico fotografiche vengono a rimpiazzare i normali procedimenti della pittura di cavalletto. Da ultimo, le possibilità della geometria frattale hanno condotto Bruno Di Bello a livelli della sua evoluzione artistica ancora più ricchi di prospettive.
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