EGEA: Cultura e società
Che casino! Il potere del disordine per tirar fuori il meglio di noi stessi
di Tim Harford
editore: EGEA
pagine: 254
È più comodo avere un piano perfetto, un discorso ben scritto, una strategia ben studiata
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Nel paese dei disuguali. Noi, i cinesi e la giustizia sociale
di Dario Di Vico
editore: EGEA
pagine: 153
Quando si parla di disuguaglianza la tentazione di inscatolare il mondo in una slide è fortissima ed esercita un fascino irres
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Parole e potere. Libertà d'espressione, hate speech e fake news
editore: EGEA
pagine: 160
Quali sono le sfide che l'esercizio su internet di alcune libertà fondamentali, e in primo luogo la libertà di espressione, po
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Extra Media. Immaginario collettivo e nuove leadership mediatiche
editore: EGEA
pagine: 100
Il mass media non c'è più
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Altre Afriche. Racconti di paesi sempre più vicini
di Andrea De Georgio
editore: EGEA
pagine: 146
"Il nostro futuro di europei dipende dall'Africa
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Crescere! Un manifesto in dodici mosse
editore: EGEA
pagine: 179
Vero e proprio manifesto della crescita, con la sua coralità di interventi, il libro disegna - da punti di vista diversi e com
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Imprese ibride. Modelli d'innovazione sociale per rigenerare valore
editore: EGEA
pagine: 122
Profit e non profit, pubblico e privato, lavoro e volontariato: i confini tra queste dimensioni appaiono sempre più sfumati di fronte alla comparsa di sfere "ibride" in cui si affermano nuove e molteplici modalità di produrre valore da parte di imprese di capitali, organizzazioni non profit e amministrazioni pubbliche. Le imprese nel senso tradizionale del termine stanno infatti cambiando l'organizzazione della produzione di beni e servizi, fondendo in misura crescente nel loro modello di business le dimensioni economica, sociale e ambientale. Al tempo stesso, i soggetti non profit tendono a incrementare la percentuale di beni e servizi scambiati sul mercato con un accrescimento della componente produttiva. Infine, lo Stato assume il ruolo di soggetto promotore e attore di processi che vedono la partecipazione attiva dei cittadini, mettendo a disposizione il patrimonio di infrastrutture inutilizzate e degradate. Un modo nuovo di essere e agire per creare valore condiviso, sviluppare soluzioni innovative a bisogni non soddisfatti, creare spazi di innovazione sociale che mettono al centro la persona. Gli esempi non mancano e fanno ben sperare.
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Poste Italiane. L'innovazione come strategia vincente
editore: EGEA
pagine: 144
Tecnologia in evoluzione, regolamentazioni che cambiano, una domanda che si trasforma: gli operatori postali si trovano oggi ad affrontare sfide che impongono cambiamenti strategici profondi. In questi frangenti l'attenzione di Poste Italiane è rivolta a due importanti processi in atto, strettamente correlati tra loro: da un lato lo sviluppo tecnologico a supporto di nuovi servizi, dall'altro una diversificazione dell'offerta, abilitata da una nuova infrastruttura a rete e articolata in servizi finanziari, assicurativi e di telecomunicazioni. Il volume analizza questo scenario in un'ottica comparata, attraverso il confronto con altri paesi europei (Regno Unito, Francia, Germania). La crescente apertura dei mercati nazionali impone infatti di valutare la competitività di Poste Italiane anche rispetto a nuovi potenziali concorrenti. Individuate le caratteristiche della mutata domanda di servizi, la diversificazione emerge come chiave del successo di una strategia di innovazione capace di sfruttare economie di scala e di scopo.
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La rete che lavora. Mestieri e professioni nell'era digitale
di Ivana Pais
editore: EGEA
pagine: 152
Il lavoro è diventato un oggetto sempre più sfuggente: non solo le scienze sociali, anche la letteratura, il cinema e l'arte hanno perso la capacità di rappresentarlo. Le associazioni sono in affanno: faticano a entrare in relazione con lavoratori dispersi e mobili, non riescono a individuare bisogni collettivi su cui costruire le proprie piattaforme contrattuali, hanno perso quel senso di appartenenza necessario all'esercizio della rappresentanza. I siti di social network sono una piazza, dove incontrarsi e parlare del proprio lavoro, ma anche un auditorium, dove confrontarsi e riflettere, una fiera, dove mettere in mostra i propri prodotti e un mercato, dove scambiare risorse. Attraverso i social network, l'azione collettiva lascia il passo a quella connettiva, l'appartenenza alla connessione, la solidarietà alla collaborazione. Questo libro raccoglie le esperienze e i racconti del lavoro che cambia, attraverso i social media. Storie di lavoratori che nei social network vedono cadere i confini tra i loro ruoli e cercano nuove modalità per rappresentare la propria identità e costruire una reputazione; storie di persone che navigano le reti per cercare lavoro; storie di dipendenti alla ricerca di informazioni e occasioni di confronto che vadano oltre i confini delle loro aziende; storie di professionisti che nei social media costruiscono nuove comunità professionali.
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Napoleone il comunicatore. Passare alla storia non solo con le armi
di Roberto Race
editore: EGEA
pagine: 144
C'è un filo rosso che attraversa tutta l'epopea di Napoleone
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ENEL. Da monopolista nazionale a leader globale
editore: EGEA
pagine: 220
In pochi anni Enel è diventata un'impresa leader nel settore energetico
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Felici e sfruttati. Capitalismo digitale ed eclissi del lavoro
di Carlo Formenti
editore: EGEA
pagine: 161
Molti guru giurano che il capitalismo sta per lasciare il campo a un nuovo modo di produrre, a una società in cui mezzi di produzione e chance di arricchimento saranno ampiamente ridistribuiti, mentre le vecchie gerarchie lasceranno il campo ai network orizzontali di produttori-consumatori. Ma se osserviamo la realtà vediamo un altro panorama: crollo dei redditi e dei livelli occupazionali di classi medie e lavoratori della conoscenza, concentrazioni monopolistiche, inasprimento delle leggi sulla proprietà intellettuale, balcanizzazione del Web - ridotto a un arcipelago di riserve di caccia aziendali. L'autore presenta una tesi radicale: Internet non ha "ammorbidito" il capitalismo; ne ha al contrario esaltato la capacità di cavalcare l'innovazione per sfruttare la creatività e il lavoro umani. Per i (falsi) profeti della rivoluzione digitale l'obiettivo è allevare una generazione di lavoratori della conoscenza flessibili, disciplinati e convinti di vivere nel migliore dei mondi possibili. Felici e sfruttati. Con l'avallo anche di una sinistra che teme di prestare il fianco ad accuse di nostalgie classiste.
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