Giuffrè: Il codice civile. Commentario
L'estinzione del rapporto di lavoro
di Oronzo Mazzotta
editore: Giuffrè
pagine: 401
L'opera offre una trattazione completa del tema cruciale della cessazione del rapporto di lavoro
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L'imprenditore. Artt. 2082-2083 c.c.
di Giorgio Marasà
editore: Giuffrè
pagine: 452
La nozione di imprenditore dell'art
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La tutela giurisdizionale dei diritti. Art. 2907
di Augusto Chizzini
editore: Giuffrè
pagine: 834
L'autore compie una completa ed articolata disamina circa i principi che regolano l'esercizio della funzione giurisdizionale n
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La prescrizione. Artt. 2934-2940
editore: Giuffrè
pagine: 320
Nella precedente edizione di questo Commentario Paolo Vitucci osservava come il campo nel quale opera la prescrizione abbia certamente dimensioni più larghe di quelle del diritto privato, e portava gli esempi dell'estinzione del reato e della pena ovvero della prescrizione tributaria o, ancora, della prescrizione nel diritto amministrativo o nelle leggi civilistiche speciali. Questi richiami dimostrano tuttavia che la perdita delle situazioni soggettive di vantaggio causata, prevalentemente ma non solamente, dal trascorrere del tempo è retta da istituti simili e dati in parte dalle stesse norme, e tuttavia mal riconducibili ad unità. La risalente affermazione secondo cui la prescrizione è istituto generale del diritto, onde quelle del c.c. vanno considerate come "norme fondamentali", conserva la propria persuasività solo nei limiti in cui le leggi speciali non contengano deroghe di portata tale da minare l'unità dell'istituto. Limitandosi alle prescrizioni estintive disciplinate da disposizioni privatistiche, o comunque da applicare nel processo civile, si vedrà come un effetto propriamente estintivo possa riconoscersi solamente nei casi eccezionali in cui non vale la regola (art. 2938 c.c.) della non rilevabilità se non su istanza di parte, mentre alla prescrizione regolata soltanto dal codice deve riconoscersi l'efficacia detta più propriamente preclusiva .
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L'orario di lavoro e i riposi. Artt. 2107-2109
editore: Giuffrè
pagine: 528
A una lunghissima fase di abstention of law è succeduta, in quest'ultimo ventennio, una fase di intensa produzione legislativa in sede comunitaria innanzitutto, e dall'inizio del nuovo secolo anche sul piano nazionale, prima e dopo l'importante riforma del 2003. Ma una parte non secondaria della normativa degli anni '20 conserva tuttora un suo rilievo nella regolazione della materia. La nuova edizione di questo volume del Commentario si propone innanzitutto di dar conto in modo preciso delle radici ormai secolari e dell'evoluzione della disciplina in ciascuno dei capitoli in cui la materia stessa si suddivide: limiti di estensione temporale della prestazione, disciplina della collocazione temporale, del lavoro straordinario e di quello notturno, dei riposi giornalieri, settimanali e annuali, del lavoro a tempo parziale. Sulla base dello studio attentamente documentato di questa evoluzione (che costituisce una peculiarità di questo Commentario) viene proposta una visione sistematica unitaria della nuova disciplina, e una lettura coerente di ciascuna delle numerosissime disposizioni di dettaglio, anche alla luce della giurisprudenza europea e nazionale, nonché dei provvedimenti amministrativi e delle numerose risposte ministeriali a interpelli degli anni più recenti.
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Gli enti e i beni ecclesiastici. Art. 831
di Andrea Bettetini
editore: Giuffrè
pagine: 370
Abbiamo recentemente assistito al rinascere di un vivo interesse per la materia degli enti ecclesiastici. Welfare State, stato sociale, profit e no profit, solidarietà sociale, sono termini che ricorrono di frequente nelle più recenti ricerche sugli enti esponenziali di una religione. E così, in un certo senso, non poteva che essere, per chi vuole essere attento non solo a profili di equità, ma altresì all'imprescindibile dato sociale, per non rischiare di compiere opera teorica e vana, senza un riscontro reale. Tale rilettura della materia, postulata per certi aspetti anche da un'accresciuta sensibilità per i diritti e le libertà costituzionali quale necessaria chiave ermeneutica di ogni fenomeno giuridico, non ci può che trovare concordi. Comunque sia, in questo nostro lavoro seguiremo un metodo più 'classico', se così si può dire. Muoveremo cioè dai concreti problemi posti dalle norme vigenti e dalla loro applicazione, per tentare di ricostruire in modo coerente e unitario un sistema che si presenta indubbiamente complesso e variegato. Con ciò non intendiamo certo limitarci agli angusti confini di un diritto considerato solo 'sub specie legis', ma reputiamo la legge positiva quale espressione tipica dell'autorità che ordina le parti del sistema giuridico, o della comunità politica, al bene di esso, e che, per questa via, determina l'appartenenza di esse al sistema, ossia determina la loro giuridicità come caratteristica dell'appartenenza a un unico sistema.
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