Giuntina: Diaspora
Altrove
di Doron Rabinovici
editore: Giuntina
pagine: 231
Ethan Rosen e Rudi Klausinger sono due ambiziosi professori nello stesso campo di studi. Non sarebbe certo stato singolare uno scontro tra loro per una cattedra, ma il corso degli eventi li costringerà a una ben altra sorprendente competizione: una gara per la riscoperta delle proprie origini, costellata di colpi di scena. Al centro delle loro attenzioni c'è Felix, il padre di Rosen, un vecchio ebreo viennese sopravvissuto ad Auschwitz e trasferitosi in Israele. Felix ha urgente bisogno di un nuovo rene e stranamente entrambi si ritrovano al suo capezzale. Ben presto la ricerca dell'organo e di donatori compatibili si trasforma in un viaggio tragicomico nei segreti della famiglia Rosen e in rivelazioni impreviste sulle vere origini di Klausinger, il tutto condito dalle iniziative di un celebre rabbino che tenta di portare il Messia al mondo attraverso esperimenti genetici senza precedenti. Postfazione di Michaela Burger-Koftis.
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Il fantasma del ghetto
di Jacquot Grunewald
editore: Giuntina
pagine: 224
Mentre il carnevale impazza a Venezia, Alexandre de Feltes, un nobile francese mascherato da cardinale, e discendente dall'inq
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Il libro dell'ignoto. Storie di trentasei Giusti
di Jonathon Keats
editore: Giuntina
pagine: 232
Un bugiardo, un imbroglione, un ladro e una sgualdrina
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Acquario verde
di Avraham Sutskever
editore: Giuntina
pagine: 144
Il libro racconta gli ultimi giorni del ghetto di Vilna e la caccia dei nazisti agli ultimi sopravvissuti. Con uno stile evocativo e poetico Sutzkever crea un mondo primordiale e senza Dio, in cui la prospettiva è tutta rivolta ai perseguitati e alla forza morale che oppongono al male radicale e disumanizzato dei persecutori che viene relegato in un'oscurità indistinta e minacciosa. È la poesia a incarnare le forze umane di salvezza e al tempo stesso è testimone del coraggio di tutti i piccoli eroi senza nome che combattono contro le forze della distruzione. L'acquario verde è il luogo della morte, dove verde può significare il marcio e la stagnazione da una parte, ma anche la possibilità di vita e di rinascita dall'altra. Quando con la forza della poesia l'acquario verde verrà infranto, salteranno i parametri della realtà, ma ciò che fuoriuscirà dall'acquario potrà forse dare vita a qualcosa di nuovo.
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Ritratto con la pallottola nella mascella
di Hanna Krall
editore: Giuntina
pagine: 234
"Sulla tomba di Dawid di Lelów, l'antenato di Andzia e Lina, ogni anno si ripete lo stesso colloquio: Il nostro tzaddìk insegnava: "Non ti salverai se non conoscerai te stesso e se non riconoscerai i tuoi errori". Ricordati che non è mai troppo tardi per ritornare a Dio, sia lodato il suo nome. Qui non c'è stata salvezza, Rabbi. Qui non c'è stato posto per alcun Dio - risponde ogni volta Chaim Sroda, figlio di Josef il vetraio." Hanna Krall è nata a Varsavia nel 1937. Tradotta in vari paesi, è considerata una delle migliori scrittrici polacche. Di lei la Giuntina ha pubblicato "La festa non è la vostra", "Il dibbuk e altre storie", "Ipnosi e altre storie" e "La linea della vita" e "Arrivare prima del Signore Iddio". In questo libro vengono ripubblicati alcuni dei suoi racconti più belli.
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L'angoscia di re Salomone
di Romain Gary
editore: Giuntina
pagine: 302
Salomone Rubinstein, un ricco ebreo polacco che in Francia è diventato il re della confezione in serie di pantaloni, si ritira
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Conseguenze tardive
di Grete Weil
editore: Giuntina
pagine: 123
Se gran parte della letteratura tedesca ed europea del secondo dopoguerra è in qualche modo segnata dalla cesura culturale simboleggiata da Auschwitz - nei temi del disagio della civiltà, della mancanza di parola, del vuoto esistenziale o del sentimento del nulla che la caratterizzano - l'opera di Grete Weil, invece, affronta e tratta direttamente il "morbo Auschwitz", ben lungi da definirsi solamente "influenzata" da esso. L'autrice fa della deportazione e dello sterminio degli ebrei, della condizione di vittima e delle conseguenze di quel morbo il tema unico della sua opera. Nel 1992 esce "Conseguenze tardive", una raccolta di cinque racconti e un testo di riflessione finale di particolare interesse poiché conclude l'opera narrativa di Grete Weil di cui rappresenta il testamento letterario. Allo stesso tempo esso costituisce il punto di arrivo della riflessione di tutta una vita sulle "conseguenze tardive" del trauma di Auschwitz, che riguardano non solo le vittime sopravvissute, protagoniste dei racconti, ma si estendono anche ad aspetti più generali della società europea contemporanea che fu teatro dei crimini nazisti.
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