Giuntina: Schulim Vogelmann
Oh ghetto amore mio
di Eduardo Halfon
editore: Giuntina
pagine: 52
Il nonno polacco di Eduardo Halfon arrivò in Guatemala nel 1946 dopo essere sopravvissuto alla Shoah e non tornò mai in Poloni
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Zòhar. Un'antologia commentata del massimo testo cabbalistico
editore: Giuntina
pagine: 110
Lo Zòhar è un commento alla Torà, il Pentateuco, scritto sotto forma di romanzo mistico
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Grammatica dei tempi messianici
di Donatella Di Cesare
editore: Giuntina
pagine: 80
I costruttori della torre di Babele volevano assicurarsi fama eterna, garantirsi eternità, farsi un nome
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Assimilazione e antisemitismo razziale: i modelli iberico e tedesco
di Yosef Hayim Yerushalmi
editore: Giuntina
pagine: 70
L'antisemitismo razzista non è un'esclusiva del nazismo
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Il forno di Akhnai. Una discussione talmudica sulla catastrofe
editore: Giuntina
pagine: 249
Il libro rilegge con sguardo attuale una controversia rabbinica su un forno da pane: se spezzato in formelle, sarà ancora util
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Il mondo come esilio. Multietnicità e letteratura
di Stefana Sabin
editore: Giuntina
pagine: 120
L'esperienza dell'esilio, che per due millenni ha caratterizzato l'identità ebraica, nei nostri tempi è diventata un'esperienz
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Una terra e due popoli. Sulla questione ebraico-araba
di Martin Buber
editore: Giuntina
pagine: 400
L'opera contiene scritti, lettere e interventi a carattere prevalentemente ma non esclusivamente politico di Martin Buber, che
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Lettere dall'esilio. Carteggio (1933-1973)
editore: Giuntina
pagine: 252
Uno sguardo superficiale alle opere di Gershom Scholem e Leo Strauss condurrebbe alla conclusione che non esiste uno stretto rapporto tra i due autori: infatti, che cosa potrebbero avere da dirsi lo storico delle religioni studioso della Kabbalah e il filosofo della politica che ha elaborato la teoria della scrittura reticente? In verità, Scholem e Strauss - nati in una Germania che si sarebbe avviata alle tragedie delle guerre mondiali e del nazismo - hanno condiviso molte vicende e inquietudini, simbolicamente rappresentate da tre città: Berlino (la cultura tedesca), Atene (la filosofia), Gerusalemme (l'ebraismo). Pensatori originali ed eterodossi, sempre sulla frontiera tra filosofia e religione, tra storia e politica, le loro lettere - che testimoniano un'amicizia e uno scambio intellettuale attraverso cui diventano leggibili molte vicende che hanno caratterizzato il Novecento - parlano di un esilio che non è solo politico o sociale, ma intrinseco alla condizione dell'uomo moderno che vive nell'epoca "del non più e del non ancora".
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Il mio cammino di tedesco e di ebreo e altri saggi
di Jakob Wassermann
editore: Giuntina
pagine: 193
Nell'autobiografia, pubblicata nel 1921, Jakob Wassermann ripercorre la sua vita e i momenti salienti della sua produzione let
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Storia del pensiero ebraico nell'età antica
di Giuseppe Laras
editore: Giuntina
pagine: 199
Nel libro viene esposto a grandi linee il pensiero di Israele così come è venuto manifestandosi ed esprimendosi in un arco di tempo che va dal periodo biblico al IX secolo. Un pensiero, mai esclusivamente teoretico, che, partendo dall'idea monoteistica e attraverso l'esperienza della profezia, conosce momenti di contatto con realtà culturali esterne che, anziché snaturarlo, lo arricchiscono di spunti e contenuti senza mutarne l'originalità e l'identità di fondo. Vengono analizzati ed esposti, in sequenza cronologica, i contenuti del pensiero biblico, ellenistico, apocalittico, talmudico, mistico in un arco temporale di oltre duemila anni.
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