Gremese Editore: Dialoghi
Non ho più paura. Tunisi. Diario di una rivoluzione
editore: Gremese Editore
pagine: 160
Questo libro è una cronaca che vuole far rivivere la progressione di quei 30 giorni che hanno cambiato la Tunisia e hanno dato inizio alla "primavera araba", tentando di far rivivere al lettore quei momenti storici e spiegare come il gesto di un povero ambulante, che si è immolato per rivendicare la propria dignità, abbia coinvolto un intero popolo, abbattendo il "muro della paura" e dando il via a un cambiamento inaspettato. Oltre che sull'esperienza personale degli autori e su interviste a familiari dei "martiri della rivoluzione", avvocati, artisti, bloggers e giornalisti, il racconto si basa sulle centinaia di messaggi scambiati all'epoca della rivolta sui social network come Facebook e Twitter, che durante la "primavera araba" si sono trasformati in una piazza virtuale in cui esprimere il proprio dissenso.
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Le mani sulla cultura. Il teatro politico e l'egemonia della sinistra nelle arti del XX secolo
di Franco Ricordi
editore: Gremese Editore
pagine: 192
Il riflesso di una "dittatura" culturale si è aggirato per l'Occidente nel XX secolo: il teatro politico. Soltanto ora, a quasi vent'anni dal crollo del Muro di Berlino, esso appare per quello che è veramente stato: la cartina di tornasole dell'egemonia che la sinistra storica, il marxismo e i suoi epigoni hanno imposto nei confronti delle arti e della letteratura dell'epoca contemporanea. In questo volume, Franco Ricordi, regista e direttore di teatro, ma anche filosofo e saggista, ravvisa nel fenomeno del teatro politico novecentesco la tendenziosità e faziosità della cultura e delle arti contemporanee. Attraverso una ricognizione storico-filosofica della drammaturgia occidentale, dimostra in particolare come nel XX secolo si sia infranto quel senso estetico "super partes" che ha caratterizzato il dramma - nella tragedia come nella commedia - in tutte le epoche precedenti. E come, pur se le ideologie sono oggi crollate, le "mani sulla cultura" siano ancora forti e pericolose. Contro la loro profonda influenza, l'autore propone - anche attraverso la poetica di Pasolini, grande uomo "di sinistra" capace di criticare la sinistra - un tentativo etico ed estetico per superare tali barriere, in favore di un teatro e di una cultura sempre più liberi e necessari.
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