Il Nuovo Melangolo: Filosofia della formazione
L'epistemologia pedagogica italiana e il «Documento Granese-Bertin»
di Sola Giancarla
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 283
Il volume di Giancarla Sola presenta il quadro complessivo dell'epistemologia pedagogica italiana negli ultimi cinquantanni
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Formema
di Mario Gennari
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 93
Il compito di questa ricerca consiste in un'indagine condotta all'interno dell'idea di formazione, provando a svelarne la forma costitutiva attraverso lo studio della sua essenza profonda.
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Menschenbildung. L'idea di formazione dll'uomo. Johann Heinrich Pestalozzi
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 323
Johann Heinrich Pestalozzi è considerato uno tra i più grandi pedagogisti nella storia dell'Europa
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Educare è educarsi
di Hans G. Gadamer
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 75
Scrive Hans-Georg Gadamer in "Erziehung ist sich erziehen": "Per iniziare, sostengo: l'educazione (Erziehung) è educare se stessi (sich erziehen), la formazione (Bildung) è formare se stessi (sich bilden)". "Educare è educarsi", contiene il testo di una bellissima e lucida conferenza tenuta dal filosofo di Heidelberg all'età di novantanove anni. In essa vengono anzitutto trattati due grandi temi: la formazione e l'educazione dell'uomo. Il successo editoriale in Germania è dipeso anche dal linguaggio colloquiale con cui sono affrontati i problemi relativi alla scuola, all'infanzia, alla gioventù, all'essere genitori, allo studio delle lingue, ma anzitutto ai modi dell'educare. Gadamer li declina partendo dal fatto che, per diventare degli esseri "educati", occorre imparare a "educare-se-stessi" prima ancora che la famiglia, la scuola e la società contribuiscano a farlo. Il volume è curato da Mario Gennari, che ne è anche il traduttore. Alla sua Postfazione segue una Glossa di Giancarla Sola.
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Filosofia dell'educazione (im Grundiss)
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 177
Filosofia dell'educazione (im Grundriss) è un testo che prende parte all'attuale ampio dibattito sulle scienze che studiano l'
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L'ebreo don Milani
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 141
Questo libro costituisce un punto di svolta nella storiografia milaniana
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Il mito nazi
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 77
Dalla fine del Terzo Reich a oggi il mito nazi ha continuato a persistere nella xenofobia, nel razzismo e nell'antisemitismo c
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Prometeo scatenato
di Gennari Mario
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 44
Come in certi quadri, tutto si confonde quando il testo assume un carattere teatrale
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Le tre pedagogie di Rousseau. Per la riconquista dell'uomo-di-natura
di Franco Cambi
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 203
Rousseau è stato e continua ad essere il pedagogista-chiave del Moderno. Da cui prendono corpo un fascio di innovazioni educative di lunga e lunghissima durata. Anche se la presenza pedagogica di Rousseau è stata connessa soprattutto all'Emilio: opera fondamentale ma da rileggere meglio in tutto il pensiero del ginevrino. Riletto in questa ottica globale Rousseau si fa maestro di tre pedagogie, tutte coordinate al nucleo centrale del suo "sistema": il malheur, inteso sia come male sia come condizione alienata dell'uomo. Per oltrepassare questa condizione bisogna riattivare '"uomo di natura" e vi sono, appunto, tre vie (e tutte pedagogiche) per farcelo oggi riconquistare. Il volume ripercorre il pensiero rousseauiano in questa ottica globale, discutendone la struttura (sempre) pedagogica e i compiti (diversi e alternativi) educativi.
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Il bambino e la sua arte. Novantanove tesi
di Cesare Ghezzi
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 130
Questo libro postumo di Cesare Ghezzi raccoglie i risultati della sua esperienza di maestro nella scuola elementare italiana, unendo le "Novantanove tesi" dedicate al bambino e alla sua arte con alcuni dei bellissimi (capo)lavori che, nel corso dei decenni, i suoi alunni hanno realizzato. Non si tratta soltanto di una delle più interessanti e importanti esperienze didattiche avvenute in Europa durante il secondo Novecento nel campo dell'educazione estetica e artistica, visiva e iconica, ma anche della costruzione - durata un quarantennio - dell'itinerario pedagogico al cui centro Ghezzi aveva posto la formazione e l'educazione del pensiero nell'infanzia.
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