Il Nuovo Melangolo: Opuscula
L'inconscio cerebrale
di Marcel Gauchet
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 162
Conosciamo a fondo l'inconscio filosofico e probabilmente se ne è sovrastimata l'influenza rispetto a un altro inconscio, di minor prestigio culturale ma di impatto più diretto: l'inconscio neurologico o inconscio cerebrale il cui ruolo è rimasto quasi del tutto nell'ombra. Questo saggio vorrebbe iniziare a individuare la genesi e il significato di quest'ultimo tipo di inconscio. Attraverso l'inconscio cerebrale il ruolo di chiave di volta nell'economia del funzionamento soggettivo riconosciuto per tradizione alla volontà, viene rimesso in causa e sovvertito. Una linea di indagine che certamente ebbe profonda influenza su Freud, che era specialista del sistema nervoso, influenza più significativa di quella che gli veniva dall'ambito filosofico.
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Il mito nazi
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 57
Questo saggio di Lacoue-Labarth e JeanLuc Nancy tenta di delineare la genesi filosofica ed estetica del mito nazi
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L'occhio e l'ago. Saggio sulle «Mille e una notte»
di Abdelfattah Kilito
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 128
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La filosofia alle soglie del Duemila
Una diagnosi e una prognosi
di Jonas Hans
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 59
Quale sorte o quale destino attende la filosofia alle soglie del Duemila? Questione non semplice a cui Hans Jonas cerca di dar
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Il concetto di Dio dopo Auschwitz. Una voce ebraica
di Hans Jonas
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 49
"Per l'ebreo che vede nell'al di qua il luogo della creazione, della giustizia e della salvezza divina, Dio è in modo eminente il signore della storia e quindi "Auschwitz", per il credente, rimette in questione il concetto stesso di Dio che la tradizione ha tramandato. Auschwitz rappresenta quindi per l'esperienza ebraica della storia una realtà assolutamente nuova e inedita, che non può essere compresa e pensata con le categorie teologiche tradizionali. Quindi chi non intende rinunciare sic et simpliciter al concetto di Dio (e il filosofo può legittimamente rivendicare il diritto a non rinunciarvi), deve pensare questo concetto in modo del tutto nuovo e cercare una nuova risposta all'antico interrogativo di Giobbe. Ove decidesse di farlo, dovrebbe anche lasciar cadere l'antica concezione di Dio signore della storia: perciò, quale Dio ha permesso che ciò accadesse?"
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Il mito
di Walter F. Otto
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 117
Quattro scritti compongono il volume: Il mito originario alla luce della simpatia di uomo e mondo; Il mito; Il linguaggio come mito; Il mito e la parola. L'ermeneutica, ovvero l'interpretazione di Otto, che fa largo uso di citazioni dai poemi omerici, dalla tragedia classica, da Shakespeare, Goethe, per arrivare ai romantici fino a Holderlin e alla poesia contemporanea, non riguarda tanto i dettagli o le particolarità di questo o quel mito antico; l'ambizione è quella di trovare risposte alla questione fondamentale che sempre torna a riproporsi: "Cos'è il mito, qual'è la sua essenza?"
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Teoria delle idee
di Platone
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 128
Con la traduzione e il commento di alcuni capitoli fondamentali tratti dal Fedone (95b-108c), dal Parmenide (128e-136e) e dall
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Lo zoroastrismo
di Paul Du Breuil
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 128
Era necessario presentare al pubblico un'opera di facile lettura sulla storia e il pensiero della più minoritaria e ignorata tra le religioni orientali. L'esiguità degli Zartoshti in Iran e dei Parsi in India, poco più numerosi degli ultimi indiani in Amazzonia, non può giustificare questo silenzio, visto che la tradizione e la loro cultura racchiudono antichi concetti in seguito recuperati ed espressi da religioni storicamente più importanti.
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La stoffa del diavolo. Una storia delle righe e dei tessuti rigati
di Michel Pastoureau
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 116
Struttura impura, la riga è rimasta a lungo, in Occidente, un marchio di esclusione o di trasgressione. Il Medioevo considera i tessuti rigati oggetti diabolici e la società moderna ha vestito con indumenti a righe i ceti più bassi della propria popolazione: schiavi, domestici, marinai, ergastolani. Tracciando una lunga storia della rigatura occidentale, Michel Pastoreau si interroga più ampiamente sull'origine, lo statuto e il funzionamento dei codici visuali in seno a una determinata società.
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