Il Nuovo Melangolo: Università
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Eros decostruttore. Metafisica e desiderio in Aristotele
di Rosaria Caldarone
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 176
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F. Nietzsche 1900-2000. Atti del Convegno internazionale di filosofia
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 256
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L'iniziativa. Il pensiero etico di Luigi Pareyson
di Alessandro Di Chiara
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 176
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Le favole di Aviano e il «Novus Avianus» di Venezia
di Caterina Mordeglia
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 282
Le favole del poeta latino Aviano (IV secolo) godettero per tutto il Medioevo di un'enorme fortuna, pari o forse addirittura superiore a quelle del suo predecessore Fedro, conosciuto solo attraverso varie rielaborazioni in prosa e in poesia. La semplicità del distico elegiaco rispetto al senario giambico fedriano e l'insegnamento sotteso alla morale ne favorirono la diffusione in ambito scolastico e predicatorio, tanto che oggi il corpus ci è tramandato da più di centotrenta manoscritti provenienti da tutta Europa. Numerose sono anche le sue riscritture, composte sia in prosa che in versi lungo i secoli XI-XIV, che con una tecnica 'plagiario-compilatoria' mescolano le citazioni del modello con quelle di uno o più rifacimenti. Tra esse si colloca l'anonimo "Novus Avianus" di Venezia (XIII sec.) che è tradito dal codice Marcianus lat. XII.118 (= 4019) appartenuto all'umanista padovano Pietro da Montagnana e che contamina il testo di Aviano con quello di altre sue tre rielaborazioni. L'attenta disamina delle singole riprese testuali e tematiche del modello principale, condotta su un testo critico e una traduzione italiana di questo testo rinnovati, ci consente di approfondire i percorsi della tradizione avianea lungo tutta l'età medievale.
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La conversione del pensiero. L'etica cristiana originaria nelle frühe Freiburger Vorlesungen di Martin Heidegger
di Georgia Zeami
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 316
Collocandosi in uno spazio ancora in parte inesplorato dagli studi consacrati ad Heidegger, il presente saggio si propone di mostrare come alla scaturigine dell'intersezione tra fenomenologia della vita ed esperienza religiosa cristiana - dominante nelle Vorlesungen friburghesi raccolte nel volume Phänomenologie des religiösen Lebens - si stabilisca un ben più indissolubile vincolo tra ricerca ontologica e istanza etica. Apparentemente distanti nella loro articolazione specifica o addirittura in opposizione, secondo talune letture contemporanee, nella proposta giovanile heideggeriana, ontologia ed etica sembrano, invece, costituire un unicum, nella misura in cui sostanziano la filosofia nel proprio statuto originario. La stessa relazione di cura, collocata da Heidegger nel cuore della sua "ontologia fondamentale", si lascia leggere, in tal senso, come una germinale apertura all'etica, che trova proprio nell'esperienza religiosa cristiana un paradigma interpretativo capace di restituire al discorso etico la sua originaria vocazione a occuparsi dell'esperienza effettiva della vita. Ne scaturisce una vera e propria conversione del pensiero articolantesi in un complesso mosaico speculativo la cui trama può essere individuata nell'aspirazione a ricongiungere - senza però annullarne la distanza - la filosofia alla vita.
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