Jaca Book: Di fronte e attraverso. Terra terra
Ecologia dei poveri. La lotta per la giustizia ambientale
di Joan Martínez Alier
editore: Jaca Book
pagine: 439
"A lungo la storia dell'ambientalismo ha coinciso essenzialmente con la storia di come le élites bianche dei paesi ricchi hann
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La salute impaziente
di Rosy Bindi
editore: Jaca Book
pagine: 192
Che cos'è la salute? Come si tutela questo bene fondamentale della persona? Si può avere un sistema sanitario equo ed efficace
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Un «abile per la pace»
di Toschi Massimo
editore: Jaca Book
pagine: 316
Nel titolo si riassume perfettamente lo straordinario percorso che Massimo Toschi racconta
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Prendi quello che vuoi, ma lasciami la mia pelle nera
di Gaye Cheikh T.
editore: Jaca Book
pagine: 121
Nella forma di lettere all'amico Silmakha, un cittadino italo-senegalese con impiego in banca a Milano vuole trasmettere il di
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L'Amazzonia e la foresta
di Teresa Isenburg
editore: Jaca Book
pagine: 192
Per chi pone lo sguardo su una carta geografica fisica dell'America del Sud, l'attenzione è subito attirata dalla vasta e cont
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Terroni e campesindios. Da sud a sud, per una educazione alla democrazia popolare della terra
di Luciano Vasapollo
editore: Jaca Book
pagine: 260
Con una forma quasi narrativa e con tono molto coinvolgente, l'economista calabrese traccia il dramma contadino del Mezzogiorn
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La risposta dei contadini
di Silvia Pérez-Vitoria
editore: Jaca Book
pagine: 224
Da qualche tempo l'agricoltura è diventata oggetto di un'attenzione molto particolare
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Scram ovvero la fine del nucleare
editore: Jaca Book
pagine: 412
Diversamente da quanto si vuol far credere, il nucleare non è una tecnologia avanzata, ma una tecnologia complicata, vecchia,
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L'autarchia verde
di Marino Ruzzenenti
editore: Jaca Book
pagine: 295
Lotta agli sprechi, risparmio energetico, riciclaggio totale dei rifiuti, tutela e valorizzazione del suolo naturalizzato e degli alberi, dieta povera di proteine e grassi animali, vestiti con tessuti naturali, bioedilizia, energie rinnovabili, mobilità sostenibile, città a misura di bicicletta, insomma tutto l'armamentario di quella che oggi è chiamata pomposamente green economy lo ritroviamo in parte realizzato, in parte progettato nella seconda metà degli anni Trenta, il periodo che il fascismo volle chiamare "autarchia". In realtà, tutte le economie sviluppate, compresi gli USA con il New Deal, risposero alla crisi del '29 con forme diverse di protezionismo e di autarchia. Ma il "caso italiano", depurato dalle incrostazioni del regime, ha caratteristiche uniche e di assoluto interesse, perché l'Italia era pressoché priva di combustibili fossili. L'Italia, insomma, dovette far fronte alla necessità di rimodellare la propria economia e società facendo affidamento esclusivamente su risorse che, a parte un po' di metano e di carbone e alcuni minerali, erano essenzialmente quelle dell'agricoltura e del sole; la stessa condizione che si prospetta in un prossimo futuro all'intero Pianeta con l'esaurimento dei combustibili fossili. In sostanza si trattò di un involontario e obbligato esperimento di "economia verde", costretta anticipatamente a fare i conti con i "limiti dello sviluppo". Prefazione di Giorgio Nebbia.
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Dagli Appennini alle Ande
Cafoni e Indios, l'educazione della terra
di Vasapollo Luciano
editore: Jaca Book
pagine: 227
La situazione attuale ci obbliga a recuperare e inventare nuove e diverse modalità di convivenza, con processi educativi, cult
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Beni comuni vs merci
di Giovanna Ricoveri
editore: Jaca Book
pagine: 120
Agli inizi del XXI secolo i beni comuni sono riemersi nel dibattito pubblico dalla notte dei tempi, diventando la bandiera dei
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L'Europa e il ritorno dei contadini. Socranità popolare e politiche agricole europee
editore: Jaca Book
pagine: 118
2013, fine della Politica Agricola Comune (PAC) dell'Unione Europea? Molto bene, potremmo dire. Poiché, dopo tutto, i suoi danni sociali, ambientali e nei paesi del Sud forse non giustificano i 50 miliardi annui di questa politica europea. Non bisogna però dimenticare che la PAC, fondata cinquant'anni fa, aveva altri obiettivi: assicurare la sicurezza alimentare, la stabilità dei mercati e prezzi ragionevoli per i contadini come per i consumatori. Per questo occorreva attuare, a livello europeo, una regolamentazione forte dei mercati. A chi giova oggi il suo smantellamento, in un contesto di liberalizzazione dei mercati agricoli? Ai paesi esportatori più ricchi, che hanno costretto i paesi poveri a sopprimere le loro protezioni doganali, pur sostenendo con massicce sovvenzioni la propria esportazione agricola. Alle multinazionali, che ora possono rifornirsi a costi più bassi. Il 2008 e il 2009 sono stati segnati dalla crisi mondiale dei prezzi alimentari e dalle "rivolte della fame". L'Unione Europea non è forse una delle prime responsabili, trovandosi alla guida di organismi come l'OMC, la Banca Mondiale, il FMI, cantori della deregulation dei mercati agricoli? Lo smantellamento della PAC è uno dei passaggi centrali di questo gioco mortifero. Rifondare la PAC in favore di un'agricoltura contadina, ecologica e che offra lavoro e di una alimentazione di qualità per tutti: non è un'utopia, è una necessità, dinanzi alle crisi alimentare, ecologica ed economica.
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