Libri di F. Perrelli
Una casa di bambola
di Henrik Ibsen
editore: Mondadori
pagine: 224
«Bisogna avere qualcosa su cui creare, un contenuto esistenziale
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Drammi borghesi
di Henrik Ibsen
editore: Mondadori
pagine: 1800
Composti tra il 1877 e il 1899, i "drammi borghesi" costituiscono una sorta di canone all'interno della produzione teatrale di
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L'arte della messinscena. Saggio di estetica teatrale
di Louis Becq de Fouquières
editore: Audino
pagine: 168
A partire dai primi anni dell'Ottocento, la diffusione di una ricca e - con l'affermarsi della scuola realistica - sempre più
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Il capro espiatorio
di August Strindberg
editore: Carbonio editore
pagine: 150
Il giovane avvocato Libotz è l'ultimo arrivato in una cittadina svedese sperduta tra le montagne, un tempo famosa stazione ter
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Solo
di August Strindberg
editore: Carbonio editore
pagine: 120
Un vedovo cinquantenne ritorna nella sua città natale, Stoccolma, dopo anni trascorsi in provincia
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Storia europea del teatro italiano
editore: Carocci
pagine: 383
Il volume - attraverso i saggi di quattordici specialisti - ricostruisce dalle radici medievali ai giorni nostri la storia di
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La mia parola è no
di Par Lagerkvist
editore: Iperborea
pagine: 64
"Nel mezzo del cammin della sua vita, fermato il passo, si mise in osservazione per cercare di capire". Nel momento in cui "si ferma e osserva", l'uomo sente in tutta la sua profondità quel contrasto tra la sua anima che tende all'assoluto, alla grandezza, alla libertà, e le forze della vita di cui è prigioniero.
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La terra della sera. Scritti di Par Lagerkvist
editore: Edizioni di pagina
pagine: 140
L'ultima opera teatrale, l'ultima raccolta poetica, l'estremo tentativo di narrazione del premio Nobel norvegese, per la prima volta pubblicati in Italia in una traduzione diretta dalla lingua svedese. È stato scritto che tutta l'opera di Lagerkvist sembra scossa per "l'urto dell'esigenza di significato" e consiste infatti di una oscillazione tra fede e dubbio, sempre a un passo da Dio, ora a meno di un passo da un nume perfino pregato e implorato e, subito dopo, avvertito come un'impossibilità, un vuoto, ma pregnante. Questo Dio sfuggente si presenta in molteplici apparenze nell'opera di Lagerkvist, esplorato, si direbbe, in tutte le sue possibili concezioni e figurazioni, con un accanimento e una profondità vertiginosa, che si fa particolarmente lancinante nei suoi ultimi scritti, che qui presentiamo: il dramma Fate vivere l'uomo (1949), la straordinaria silloge poetica La terra della sera (1953), l'abbozzo di narrazione Il dio solitario (primi anni Settanta).
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Vita dalle lettere
di Henrik Ibsen
editore: Iperborea
pagine: 188
Un'ampia scelta di lettere che fornisce un ritratto inedito della personalità del grande e discusso drammaturgo, permettendo di valutarne l'impegno morale, ma anche l'inevitabile distanza tra gli ideali e i comportamenti, scoprendo meschinità e passioni travolgenti dietro la facciata di un'esistenza senza eventi, che andava tuttavia a sublimarsi in una scrittura rivoluzionaria e tormentata. Un epistolario in cui lettere all'amico scrittore Biornson, al filosofo G. Brandes, all'editore F. Hegel, si inframmezzano a lettere alla sorella, agli amici, ai parenti. E insieme l'affresco di un'epoca che fa rivivere la pittoresca Roma papalina, l'Italia e la Germania risorgimentali e una Scandinavia agitata da feroci polemiche culturali e sociali.
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