History
I primi mille anni. Storia globale del cristianesimo
editore: Einaudi
L'avvento del cristianesimo diede vita a una delle rivoluzioni più profonde che il mondo abbia mai conosciuto, caratterizzata
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Il pane bianco
editore: Milieu
pagine: 176
La storia partigiana di Onorina Brambilla, "Sandra", giovane milanese figlia di operai, è un coraggioso esempio del percorso compiuto da tante donne italiane che dopo l'8 settembre del 1943 non esitarono a battersi per la libertà. Un memoir autobiografico, privo di accenti retorici, minuzioso nelle ricostruzioni temporali e ambientali, che ripercorre a ritmo incessante questo tragitto, cogliendo i momenti più intensi della vita di una ragazza schierata con il minuscolo ma temibile esercito dei Gap, votato alle imprese più disperate nel cuore della metropoli. Segue il dramma della prigionia a Bolzano in mano alle SS italiane a causa di una delazione e tanto agognata Liberazione, giunta il 30 aprile 1945. L'inizio di un lungo cammino che si concluderà, dopo una marcia a tappe forzate con altri compagni, attraverso la Val di Non e il passo del Tonale, in una Milano distrutta dalla guerra, dove riabbraccerà la famiglia e il suo comandante, Giovanni Pesce, "Visone", di cui diverrà il 14 luglio 1945 la compagna di una vita. In appendice le lettere scritte durante la prigionia a Bolzano e le testimonianze inedite del suo lungo impegno politico nel dopoguerra con il sindacato. Raccolta negli ultimi anni di vita di Onorina Brambilla, questa toccante testimonianza ha il valore del documento storico, ma è al tempo stesso un poetico testamento civile dei valori che hanno animato la Resistenza in Italia.
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Vita di San Pio V
di Minorelli Tommaso Maria
editore: Ibis
pagine: 120
La Vita di San Pio V, di cui questo volume fornisce la prima traduzione, è opera di Tommaso...
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Ravensbrück, il lager delle donne
editore: Pgreco
pagine: 300
Antinaziste comuniste, socialdemocratiche, testimoni di Geova
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Dogi. Nullità al potere
di Giorgio Bertolizio
editore: Castelvecchi
pagine: 424
Il lato umano dei Dogi, per scarsezza di notizie, è spesso avvolto nel mistero. Della Repubblica più singolare della Storia, infatti, sono stati il vessillo vivente e, in molti casi, non molto di più. Nondimeno, le loro vicende individuali, talvolta miserabili o persino grottesche, servono per comprendere l'epopea di Venezia, altrimenti indecifrabile. Perciò seguendo i loro fantasmi, il lettore può non soltanto ripercorrere l'ascesa e la caduta di una città-Stato dal fascino incredibile, ma anche avventurarsi nella ricerca di una Venezia autentica, lontana dagli stereotipi del turismo di massa.
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Discorsi sulla guerra
editore: Viella
pagine: 215
Alla Società dei Giacobini di Parigi, sul finire del 1791, Brissot propose una guerra all'Europa intera in nome della libertà
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Verso un nuovo realismo. Osservazioni sulla stabilità tra estetica e metafisica
di Luca Taddio
editore: Jouvence
pagine: 256
In dialogo con Maurizio Ferraris, l'autore prende posizione sul cosiddetto Nuovo Realismo, ripensandolo in forma di progetto. A partire dal dibattito mediatico creatosi attorno a questa nuova corrente di pensiero, Luca Taddio spiega la genesi della sua presa di posizione teorica attraverso un breve spaccato autobiografico che inizia in via del Lazzaretto Vecchio a Trieste, nei primi anni Novanta, tra il dipartimento di filosofia e quello di psicologia. All'epoca andavano di moda, per ragioni diverse, altre tendenze filosofiche che, mettendo da parte la "verità", si sviluppavano in chiave antirealista: dal costruttivismo al pensiero debole, dalla semiotica alla filosofia della scienza, dall'ermeneutica al decostruzionismo, via via fino ad arrivare più note posizioni postmoderne. Dalla scuola triestina di psicologia della percezione di matrice realista di Paolo Bozzi, il percorso prosegue, in dialogo con le scienze contemporanee, verso una nuova metafisica antiriduzionista capace di "affermare" un realismo in grado di abbracciare sia l'esperienza immediata del mondo che la realtà sottostante.
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Un cristiano alla corte dei Ming. Xu Guangqi e il dialogo interculturale tra Cina e Occidente
editore: Guerini e associati
pagine: 303
Xu Guangqi(1562-1633), eminente funzionario imperiale e grande scienziato, si convertì al cristianesimo e fu battezzato con il
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Storia greca
editore: Carocci
pagine: 351
Il volume, proposto in una nuova edizione riveduta e corretta, è il frutto di una ricerca innovativa, nella quale vengono valo
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Movimenti e confini. Spazi mobili nell'Italia preunitaria
editore: Viella
pagine: 246
Tra la fine del '700 e gli inizi dell'800 i confini di tutta Europa si irrigidirono, e controllare i movimenti di merci e persone che li attraversavano, tanto da un Paese all'altro quanto all'interno di ciascuno di essi, divenne per i pubblici poteri una priorità. Lo Stato si dotò di più efficaci apparati di vigilanza e impose ai sudditi di munirsi di documenti di riconoscimento: una novità epocale e sconvolgente, che impose nuovi codici di rapporto con le istituzioni ai tanti soggetti tradizionalmente abituati a muoversi in relativa libertà da un luogo all'altro. Nella penisola italiana questo mutamento cominciò a prodursi in coincidenza con l'invasione francese di fine '700 e si intensificò tra Età napoleonica e Restaurazione. Immaginare la nazione significò allora rivendicare le ragioni di una libertà di movimento che l'inedita invadenza dello stato burocratico nella vita individuale stava mettendo in forse, e pensare a una nuova geografia, capace di ammorbidire gli ostacoli imposti tanto dalle frontiere "naturali" quanto da quelle artificiali.
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L'albero della libertà. Le repubbliche giacobine in Italia. 1796-99
di Filippo Ambrosini
editore: Edizioni del capricorno
pagine: 319
Nei lontani giorni del 1796, mentre i soldati di Napoleone Bonaparte, con straordinarie vittorie, respingevano gli eserciti austriaci, nelle piazze di molte città e paesi italiani si vedevano piantare alberi, tra le cui fronde si intrecciavano ghirlande di tre colori: verde, bianco e rosso. Erano gli "alberi della libertà", intorno a cui ballavano e cantavano i cittadini per festeggiare la caduta dei governi assoluti dell'ancien regime e la fuga degli antichi sovrani. Una bandiera tricolore, discorsi infiammati, dibattiti, assemblee, movimenti e giornali politici, tutte cose che soltanto poco prima sarebbero costate la prigione o la forca, facevano da contorno a un mondo nuovo perché le radici di quegli alberi erano anche le radici di una società democratica, che, sia pur fragile, incerta e incompleta, inventata quasi, stava nascendo. Mentre a Parigi i frutti di una rivoluzione nata dieci anni prima cominciavano ad avvizzire, in Italia si fondavano le repubbliche giacobine - cispadana, cisalpina, ligure, romana, napoletana - odiate e combattute da tutti gli altri stati europei, dal papa e dai sovrani spodestati. Sommerse da nemici così potenti, alcune sopravvissero pochi anni, altre solo pochi mesi e tutte furono soffocate nel sangue di centinaia di uomini e donne ricchi di idealità, di coraggio e forse di illusioni, i giacobini italiani.
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