fbevnts Filopógon - tutti i libri della collana Filopógon, Medusa Edizioni - Bookstores Università Cattolica del Sacro Cuore
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Medusa Edizioni: Filopógon

Il canto della vita. Testo latino a fronte

di Tito Lucrezio Caro

editore: Medusa Edizioni

pagine: 134

Al misterioso Lucrezio si deve un poema didascalico in sei libri «sulla natura delle cose», nel quale l'autore si propone di d
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15.00

Il libro delle api

editore: Medusa Edizioni

pagine: 159

Le api hanno costituito nel mondo antico un campo di osservazione e di studio che si è spinto ben oltre i confini scientifici e naturalistici. Lo dimostra il numero di testi, in versi e in prosa, che il mondo latino ha dedicato al mondo delle api: un ampio capitolo del De re rustica di Vairone (vissuto nell'età della tarda repubblica); l'intero quarto libro delle Georgiche di Virgilio (fin dall'antichità considerato tra i grandi capolavori della letteratura di ogni tempo); una sezione del De re rustica di Columella (composto intorno alla metà del I sec. d.C); un capitolo dell'immensa Storia naturale di Plinio il Vecchio. In queste opere, il metodo sperimentale (istituito da Aristotele nelle sue storie naturali) si mescola con elementi favolosi. Né mancano l'esatta osservazione della conformazione degli insetti (organizzazione sociale, scelta dei pollini, malattie mortali e contagiose), la descrizione delle cure che gli apicultori debbono dedicare agli alveari e alla raccolta del miele. Ma è una particolare somiglianza del mondo delle api con la società umana (i motivi del lavoro, della dedizione del singolo alla comunità, del comunismo dei beni, per esempio; il principio stesso della regalità) ad attrarre sia i poeti sia i filosofi antichi. Così, nell'aureo libretto di Virgilio, le api divengono simbolo di vita spirituale, poiché vincono la legge della morte e del sesso, e dunque degli istinti.
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15.50

Le satire

di A. Flacco Persio

editore: Medusa Edizioni

pagine: 96

"Lettore, se vai nel numero di coloro, che gridano sacrilegio a tutti gli ardimenti di stile, se con cuore assiderato, e rattr
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12.00

Domus. Spazi di vita nell'antica Roma. Testo latino a fronte

editore: Medusa Edizioni

pagine: 107

Dall'epoca dei primi scavi archeologici, abbiamo imparato a conoscere i segreti delle case romane, le loro stanze, i loro giardini, le loro suppellettili, i decorativi affreschi illusionistici che le ornavano. Ma quali emozioni sapevano suscitare, queste case, e che pensieri, nell'animo di chi le abitava? Lo scopriamo attraverso questa antologia, che ci conduce (dopo l'esordio lucreziano sulle spelonche abitate dagli uomini primitivi) nelle case di Roma antica, di cui oggi vediamo solo le rovine, attraverso lo sguardo e l'immaginazione degli scrittori: case di severa, imperiale bellezza (come quelle di Plinio il Giovane, di Stazio, di Ausonio); o case semplici e contadine, come quelle che appaiono nei testi virgiliani o nel meraviglioso racconto ovidiano di Filemone e Bauci (non senza la stupefacente metamorfosi conclusiva della povera casa in un tempio d'oro e di marmo); case di campagna dove raccogliersi in una sorta di buen retiro, come la modesta e filosofica casa sabina di Orazio; case dove ritornare (come la villa di Catullo a Sirmione) o dove trascorrere una serena vecchiaia (come quella spoletina di Naucellio); case talora inaccessibili, dove abitano le donne desiderate dai poeti elegiaci (Catullo, Tibullo, Properzio); case progettate dal più grande architetto dell'antichità (Vitruvio); case divine e fiabesche, come quella descritta da Apuleio nella bella fabella di Amore e Psiche.
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12.00

Antiche consolazioni. Testo greco e latino a fronte

editore: Medusa Edizioni

pagine: 143

La "consolazione" (consolatio in latino) era nell'antichità un genere letterario e filosofico fondato su schemi ben riconoscibili. Il sentimento doloroso della precarietà della vita, la percezione dell'instabilità di ogni bene umano, avevano spinto da sempre gli spiriti più sensibili a cercare argomenti consolatorii retoricamente e concettualmente persuasivi, atti a confortare chi aveva subito un grave dolore, un lutto, una sventura. Fra i più comuni: quello che accade non accade solo a te ma a tutti gli uomini (il cosiddetto non tibi soli); la vita è una lunga sequela di mali e la morte ci libera da tutte le sofferenze, restituendoci a quella pace che avevamo perduto dopo la nascita; ciò che conta non è una vita lunga o felice, ma una vita virtuosa. Non mancavano le impressionanti rappresentazioni di grandi catastrofi cosmiche, poiché "è un grande conforto sapere che l'universo finirà al pari di noi", come annota più volte Seneca nelle sue opere. Utilizzando testi greci e latini di epoche molto varie (da Platone a Severino Boezio), Silvia Stucchi, curatrice di questa raccolta, dispone i suoi testi in ordine non strettamente cronologico, procedendo per categorie argomentative, senza dimenticare passi, come quelli celeberrimi della cena di Trimalcione compresi nel Satiricon, in cui l'autore procede a una divertente (ma non per questo meno inquietante) parodia dei tradizionali motivi della consolatio.
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15.00

I Bücòligh-Le Bucoliche di Virgilio. Testo milanese a fronte

editore: Medusa Edizioni

pagine: 91

Cosa significa tradurre un classico, tanto più se questo classico è Virgilio, anzi il Virgilio più lirico, prezioso, l'inventore del paesaggio arcadico? Paul Valéry, che tradusse in francese, durante gli anni dell'occupazione nazista, tutte e dieci le ecloghe virgiliane, confessò di invidiare una lingua poetica tanto più densa della sua. Di questa opera nel quale gli dèi convivono con gli uomini, la storia si fonde con il mito, i paesaggi padani trascolorano in quelli mediterranei, non sono certo mancate traduzioni in lingua italiana; qui Edoardo Zuccato ne propone una versione in parte in lingua italiana, parte in dialetto altomilanese, non senza ardite e sperimentali commistioni.
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11.00

Il libro della Sapienza

editore: Medusa Edizioni

pagine: 127

Tradizionalmente attribuito a Salomone, fu scritto in lingua greca da un ignoto autore giudeo-alessandrino fra il II e il I secolo a.C. Questo libro dell'Antico Testamento era diretto agli ebrei della diaspora egiziana per confermarli nella loro fede monoteistica: proprio per questo, accanto ai temi consueti della tradizione ebraico-biblica, l'autore ricorre anche ad argomenti della filosofia ellenistica di scuola platonica e stoica, interpretati tuttavia su un piano profetico e apocalittico. Questo testo sacro della tradizione giudaico-cristiana si segnala per la potenza dell'ispirazione e l'energia plastica del linguaggio, degni di un grande scrittore. Nella presente edizione, Davide Brullo, giovane poeta e antichista, pone l'accento proprio sulla resa stilistica del testo, snellito nella sintassi e potenziato sul piano delle scelte lessicali: una traduzione dai sapori epico-narrativi.
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14.00

Elogio della negligenza e altri scritti morali

di M. Cornelio Frontone

editore: Medusa Edizioni

pagine: 115

Marco Cornelio Frontone è uno dei maggiori rappresentanti della cultura letteraria romana del II secolo d.C. Nel 138 Adriano gli affidò l'educazione retorica del diciassettenne e futuro imperatore Marco Aurelio, con il quale restò in amicizia per tutta la vita. Del vasto corpus di opere composte da Frontone è pervenuta una parte dell'epistolario: si tratta di un ritrovamento che risale soltanto agli inizi dell'Ottocento e venne salutato come un grande avvenimento, fra gli altri, da Giacomo Leopardi, che di Frontone fu sempre lettore ammirato. Sono lettere di particolare interesse sia per il loro valore documentario nella descrizione dell'ambiente imperiale, sia per l'importanza dei temi morali esposti con leggerezza, umanità e profondità. L'attuale edizione opera una scelta dei testi più noti e accattivanti di Frontone, come i due celebri elogi ("Elogio del fumo e della polvere"; "Elogio della negligenza"), le pagine patetiche e commoventi dedicate al nipotino morto a soli tre anni, i frammenti sopravvissuti delle "Vacanze ad Alsio" (dove il vecchio maestro si permette, con un curioso e divertente ribaltamento di ruoli, di rimproverare il giovane e augusto discepolo perché studia troppo, lavora troppo, e non si concede alcuno svago).
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13.00

Colloqui con se stesso. Testo greco a fronte

di Marco Aurelio

editore: Medusa Edizioni

pagine: 119

Marco Aurelio, l'imperatore-filosofo morto il 17 marzo del 180 d.C., scrive i suoi Colloqui nell'ultimo decennio di vita, sotto la tenda militare ai confini dell'impero, in terre nordiche devastate dai nemici, dettando a se stesso pensieri sulla morte e sulla vanità delle azioni umane. Pur continuando a combattere e tenendo fede all'impegno di compiere fino in fondo il proprio dovere per la salvezza dello Stato romano, Marco Aurelio non può fare a meno di confessare a se stesso l'inanità di ogni impresa. La sua fiducia nella razionalità e nella provvidenzialità dell'universo appare minata da un profondo senso di disagio esistenziale, per quanto egli pretenda di dimostrare che la saggezza è possibile e che la virtù è sovrana.
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13.00

Distici. Testo latino e italiano

di Marco Porcio Catone

editore: Medusa Edizioni

pagine: 110

Sotto il nome di Catone (il Vecchio, per distinguerlo dal discendente morto suicida a Utica e ricordato da Dante nel primo can
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13.00

Versi aurei. Testo greco a fronte

di Pitagora

editore: Medusa Edizioni

pagine: 89

Vissuto nel VI secolo a.C., nativo di Samo, dopo avere percorso le rotte del Mediterraneo, ed essere venuto a contatto con l'antica sapienza del mondo egizio, intorno al 530 Pitagora si fermò a Crotone, in Magna Grecia, e lì fondò una comunità di carattere religioso e filosofico che si riconosceva nel suo insegnamento. Se la sua figura assunse ben presto caratteri leggendari, non c'è dubbio che da Pitagora e dai suoi discepoli sembra irradiarsi una nuova forma del pensiero greco: la realtà è numero; l'universo si risolve in armonia dei contrari; la memoria è il principio conoscitivo che consente di risalire al divino; l'anima, imprigionata nel corpo, aspira a ritornare in cielo, sua vera patria, dopo un ciclo di espiazioni e di reincarnazioni.
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10.00

La novella di Amore e Psiche

di Apuleio

editore: Medusa Edizioni

pagine: 119

La novella di Amore e Psiche, tratta dalle "Metamorfosi" di Apuleio, è tra le più belle fiabe mai state scritte. Al di là delle infinite interpretazioni e riletture cui è stata sottoposta, dei sovrasignificati allegorici e simbolici di cui è stata oggetto, risulta uno dei testi più affascinanti della letteratura classica. La storia di Psiche, tanto bella da suscitare l'invidia di Venere, e di Cupido che la ama senza mai lasciarsi vedere, della loro passione, fino alle nozze e alla nascita di una figlia divina, Volumptas, è stata letta e amata nei secoli.
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13.00

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