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Mondadori: Lo specchio

Vite pulviscolari

by Maurizio Cucchi

publisher: Mondadori

pages: 105

Condotta su vari temi, questa raccolta parte da un dialogo con la madre scomparsa e si conclude con la cronaca di un breve viaggio per mare, dove l'autore riflette su una sorta di strana coincidenza tra la teoria astrofisica dei buchi neri e il racconto "Una discesa nel Maelstrom" di Edgar Allan Poe. Nelle parti centrali, meditazioni liriche sugli affetti e sull'amore, sul riaffiorare di immagini dalla memoria, sulla presenza viva eppure mutata degli oggetti nel nostro tempo.
14.00

Voi

by Umberto Fiori

publisher: Mondadori

pages: 90

Il protagonista, il soggetto narrante di questo particolarissimo monologo o poemetto in versi, è come pervaso da un'ossessione: quella del confronto con la realtà esterna degli umani, con la pluralità totale di ciò che non è il suo io, e che lo turba, lo mette in relazione con ciò che definisce "la mia infinita mancanza". Vorrebbe infatti compiutamente appartenere a questo immenso "voi" che gli sta di fronte, vorrebbe esserne parte, anche perché sa bene che nel profondo di se stesso, dove più viva e vera è la sua natura, a sua volta appartiene al destino di questa moltitudine da cui - come ognuno quando dice "io" - si sente inevitabilmente diviso. "Voi" è dunque la cronaca minuziosa di un'avventura intellettuale, una cronaca fedele e un po' stranita che progredisce lentamente per frammenti su se stessa realizzando un affascinante continuum, una sorta di poemetto al tempo stesso coerente e disarticolato, nel quale il tradizionale io lirico subisce un contraccolpo, o viene colto da vertigine, da senso della propria colpevole insufficienza e angoscia del vuoto.
15.00

Paesaggi inospiti

by Neri Giampiero

publisher: Mondadori

pages: 76

C'è un grande, maestoso silenzio che avvolge la scena di questi "Paesaggi inospiti"
14.00

La parte in ombra

by Zavoli Sergio

publisher: Mondadori

pages: 125

C'è come un senso di pace assorta, quasi uno stupore interiore, tra gli intensi spessori di questi versi
15.00

Condominio delle soprese

by Nicola Vitale

publisher: Mondadori

pages: 108

Un'umanissima, delicata pazienza attraversa questi nuovi versi di Nicola Vitale, osservatore acuto dell'esserci, poeta capace di cogliere in profondo, eppure al tempo stesso con semplicità, il manifestarsi complesso di un reale tanto veloce e assurdo, nel nostro tempo, tanto apparentemente spettacolare e rumoroso. E in questa strenua attenzione a ciò che si nasconde dietro il fragore della superficie, Vitale riesce a scandire - oltre a un felice succederei di immagini concrete eppure lievissime, di ambienti tra i più diversi, dalle gabbie dei condomini cittadini all'apertura della luce nei paesaggi - soluzioni di pacata saggezza, a volte vere e proprie sintesi definitorie della nostra condizione: "Siamo qui / corpi di una specie incredula / rinnovata all'infinito", oppure: "ogni progetto / non è che desiderio d'altro", "certi oggi di essere / cose tra le cose". I percorsi di questo pensiero sottile e acutissimo sono vari e suggeriti nelle loro fasi da alcune parole chiave, come "corpo" e "casa", "tempo" e "sentimento". Vitale, come già dai suoi esordi, come nel precedente Progresso nelle nostre voci, tende a ridefinire realtà e linguaggio secondo un'esigenza fortissima di ritorno a una limpidezza dello sguardo e del dire che sappia riacquistare un'armonia originaria, una possibilità di rilettura del mondo diretta e incondizionata.
15.00

Pitture nere su carta

by Mario Benedetti

publisher: Mondadori

pages: 107

La forma compatta ed essenziale di questa nuova fase della poesia di Mario Benedetti (Udine, 1955) offre la continua sorpresa di immagini che si aprono come in squarci improvvisi e violenti, come apparizioni sensibili e a volte ossessive dall'interno di un dormiveglia faticoso e cupo. Sono forse queste le pitture nere del titolo, le presenze sinistre o beffarde che rimandano alla grandissima arte di Goya. Eppure, nulla di astratto si affaccia in queste visioni, che provengono direttamente dalla materia e dalla sua sofferenza, in una sorta di "tempo senza tempo", di ambigua sospensione resa dal poeta con una vigorosa energia espressiva. Ma nel buio, nel "mondo nero" di queste sospensioni, di queste allucinazioni ipnagogiche o oniriche, agisce costante la spinta vitale alla ricerca del colore, dei colori troppo spesso negati nell'opacità del corpo, di una luce che possa trionfare, e che si manifesti oltre il corpo, al di fuori di un corpo e di una carne già troppo abitata nel dolore. Benedetti aveva imposto la sua voce originale nel 2004, con il suo primo libro importante e riassuntivo, "Umana gloria", uno degli esiti maggiori della nostra nuova poesia distinti dal fiato largo, dalla quotidianità e dalla "prosa" di quei versi aperti, carichi di senso vivo dell'esistere. Queste liriche si presentano invece quasi come l'aspro e tagliente rovescio di quella tessitura. Una strada di una concisione estrema che esprime nella tensione senza pausa gli umani sfondi drammatici del nostro esistere.
15.00

Apocalisse amore

by Rondoni Davide

publisher: Mondadori

pages: 155

Questo libro rappresenta la piena consacrazione di una delle figure di maggior spicco della poesia italiana d'oggi
15.00

Il postino fedele

by Copioli Rosita

publisher: Mondadori

pages: 172

II postino fedele è tra le opere di maggiore importanza di Rosita Copioli
15.00

Né il giorno né l'ora

by Nelo Risi

publisher: Mondadori

pages: 99

Una raccolta scritta in tempi brevi, come se le poesie che la compongono fossero spinte da un lampo, un chiarore, una "vertigine", mettendo in campo altre prospettive dettate da un unico tempo capace di riassumerli tutti nel punto dantesco "a cui tutti li tempi son presenti". Nell'ultimo stadio della sua poetica si può osservare come lo stilista dell'usuale lasci il posto allo stilista dell'universale. La vita, la morte, il tempo, i rapporti con la scienza e i problemi filosofici e letterari che a essi si legano sono un tema che scorre come un fiume sorgivo, un lungo ragionamento che, come una goccia d'acqua nel fondo di una grotta, si fa lago, fiume, stalattite. Tutto resta cristallizzato nel vero di un pensiero che s'irradia sul presente, giorno dopo giorno, ora dopo ora, fino al punto finale, oltre al quale esiste solo "la memoria del futuro". In un mondo "abbrunato a mezz'asta", Nelo Risi offre così il suo silenzio ricco di sonorità, lasciando una traccia di un suo presente aeternitatis, di un attimo fuggente che Orazio aveva celebrato come un momento irripetibile, eterno, libero dalla prospettiva del futuro. Questa visione laica dell'ineffabilità reca il marchio di una forma letteraria che sprigiona un'energia radiante senza ricorrere a orpelli linguistici. Queste sono le note che Nelo Risi ha sentito vibrare, giorno dopo giorno, nel comporre questa sua sonata, "per cogliere l'istante di vero che talvolta mi da luce". (Dal saggio introduttivo di Giovanna Ioli)
14.00

Simmetrie

by Elio Pecora

publisher: Mondadori

pages: 112

Partendo dal corpo, dalla "stanza del corpo", Elio Pecora conduce il lettore con sobrietà e saggezza in un viaggio che attraversa una fitta molteplicità di esperienze, frutto dell'ansia e del quotidiano affaccendarsi di una ressa di personaggi. Le loro vite appaiono inevitabilmente segnate dalla meraviglia e dalla gioia, dal dolore e dallo sgomento dell'esserci, ma sempre nella consapevolezza che tutto finirà. Dice l'autore, in un suo brevissimo componimento: "II vento nel deserto cancella la pista. / La barca non lascia tracce sull'acqua". La bellezza stessa, dunque, l'amore e l'emozione, il sentimento dell'esistere più intenso, non potranno che sciogliersi in un vuoto che ne cancellerà le tracce. Eppure tutto il percorso di queste "Simmetrie" poetiche tende a recuperarne il maggior numero possibile, come dimostra la decisiva sezione centrale, "L'occhio corto", in cui Pecora passa dai ritmi felicemente serrati, dalla concisione limpida della sua scrittura in versi, a una prosa nella quale sa presentare situazioni di concreta realtà, agite da personaggi immersi nelle loro umanissime vicende. Sono "lacerti di un mondo spiato", microracconti che mettono fulmineamente in scena le inquietudini, ordinarie o eccezionali, di una piccola folla dai caratteri svariati, ma i cui destini non potranno infine differenziarsi in profondo. Varie sono anche le soluzioni stilistiche e formali adottate da Pecora, dal poemetto al frammento, dalla tensione lirica all'orizzontalità della prosa.
14.00

Versi del malanimo

by Mario Santagostini

publisher: Mondadori

pages: 78

C'è un'inquietudine tagliente e ansiosa, aspra e risentita, nella meditazione in versi che sa offrirci questo nuovo libro di Mario Santagostini, un libro raffinato nella sua composizione e nella sua pronuncia, quanto ricco di umori circolanti e a volte anche espressivamente violento nella rappresentazione di una condizione umana smangiata e residuale. Quella, a conti fatti, dell'uomo d'oggi, carico di incertezze, nella sua provvisorietà priva di slanci verticali. Gli scenari entro i quali si muove il soggetto lirico di questo libro sfumano in una relatività totale, dove il passato e la memoria si insinuano nel presente e nella sua coscienza, parlandogli da un altrove indefinito, da una sorta di limbo dove si affacciano figure parentali che il tempo rende più remote o ammutolisce. Santagostini, da sempre, ragiona sul tempo, sul suo mistero e sulla sua attività incessante, che erode e corrompe la materia friabile di ogni esistenza. Santagostini realizza il suo percorso - franto, scheggiato, impervio - in un teatro di città dove si muovono vari personaggi, figure di ogni genere: "bestie ammaestrate", "l'idiota di casa", angeli e trafficanti, il padre nel suo "stupore per la vita", la madre che "raspa sottoterra e si crede / in volo, in aria". Ne deriva un insieme di grande energia espressiva, tra densità e improvvise soste di rarefazione.
14.00

Le assi curve

by Yves Bonnefoy

publisher: Mondadori

pages: 221

Nella grande poesia di Yves Bonnefoy il senso della morte, e dunque la drammatica consapevolezza della nostra provvisorietà, è un momento ineludibile, ma sempre profondamente calato nel vivo dell'esperienza umana, nel magma polveroso e palpitante della materia e delle sue asperità rugose, della sua "imperfezione", nella quale "la voce lontana" vaga appunto dall'infanzia alla fine dei giorni, pur sapendo di un "male sofferto ancor prima di nascere". "Le assi curve" è un nuovo capitolo dell'opera di Bonnefoy, unanimemente riconosciuta tra le maggiori, più affascinanti e imprescindibili del Novecento europeo, ed è un libro che si scandisce nel ritmo di tre fasi dominanti. La prima è di sapore vagamente elegiaco e bucolico, ed è quella della pioggia d'estate, dell'istante aurorale in cui la natura si manifesta semplice e prodigiosa nell'incanto della luce. Nella seconda fase prevale invece una forte tensione evocativa, al cui centro è la memoria onirica - ma al tempo stesso anche diurna - di un luogo perduto, un luogo di affetti familiari, di giochi dell'infanzia, e della ricerca di una keatsiana simbiosi di Bellezza e Verità. Nella terza fase domina infine la vertigine teologica dell'idea di un Dio ancora cieco e senza volto. Sono temi che fanno di quest'opera una vibrante testimonianza civile del valore salvifico della poesia, in un tempo che troppo spesso, colpevolmente, se ne allontana.
14.00

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