Mondadori: Oscar moderni
Cento scene di vita sovietica
di Michail Zoscenko
editore: Mondadori
pagine: 560
Michail Zoscenko è stato uno degli autori più prolifici e di maggior successo nei primi decenni della Russia sovietica
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L'apprendista assassino
di Dashiell Hammett
editore: Mondadori
pagine: 304
Le nebbie di San Francisco, le strade di Baltimora, le impervie cime del Montana
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Il fuoco
di Gabriele D'Annunzio
editore: Mondadori
pagine: 592
Primo romanzo di una mai realizzata trilogia del Melagrano, "Il fuoco" fu pubblicato con grande successo nel 1900
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Le uova fatali
di Michail Bulgakov
editore: Mondadori
pagine: 120
Racconto grottesco e brillante distopia, "Le uova fatali" (1942) mette in scena la terrificante ipotesi di una pianificazione
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I fiori di Marte
di Ray Bradbury
editore: Mondadori
pagine: 265
Meravigliose storie di fantascienza, visioni sospese nel futuro, ma non solo: Bradbury ha pubblicato anche racconti autobiogra
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Racconti dell'età del jazz
di Francis Scott Fitzgerald
editore: Mondadori
pagine: 340
Passati alla storia come "l'età del jazz", gli anni Venti furono, secondo Fernanda Pivano, «il decennio di tutte le proteste e
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Cane e padrone-Disordine e dolore precoce-Mario e il mago
di Thomas Mann
editore: Mondadori
pagine: 202
Tre novelle che sono altrettanti capolavori della narrativa novecentesca
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Il nostro agente all'Avana
di Graham Greene
editore: Mondadori
pagine: 329
"Il nostro agente all'Avana" narra la vicenda di Jim Wormold, un mite rappresentante di aspirapolveri che, travolto dalle circ
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Finnegans Wake. Testo inglese a fronte
di James Joyce
editore: Mondadori
pagine: 281
"Libro della notte", prosecuzione del viaggio nell'animo umano iniziato con quel "libro del giorno" che è l'Ulisse, Finnegans
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Il libro dell'inquietudine
di Fernando Pessoa
editore: Mondadori
pagine: 490
"Il libro dell'inquietudine" è il "Grande Libro" che Pessoa scrisse nel corso di tutta la vita, il progetto mai concluso cui si dedicò dagli anni Dieci al 1934 almeno. "Il libro che Pessoa ha scritto ma non ha mai letto" secondo la paradossale definizione di Eduardo Lourenço, ci è giunto in forma di centinaia di frammenti che, nella loro grande maggioranza, raccontano l'autobiografia "senza avvenimenti" di Vicente Guedes prima, di Bernardo Soares poi. In particolare Soares, aiuto contabile in una ditta di Lisbona, è l'uomo qualunque, prigioniero della quotidianità, stritolato dal ripetersi di giorni sempre uguali e dalla mediocrità dei colleghi, l'uomo perennemente alla finestra, le cui vie di fuga sono l'arte, il sogno, l'immaginazione. Cinico, a volte freddo, egocentrico ed egoista, Soares scruta dentro di sé con narcisistico, morboso ed esacerbato interesse per le proprie sensazioni. I brani di diario, i cui motivi costanti sono il tedio, la stanchezza, l'inazione, il sogno, la fuga dal mondo reale, la fobia dei rapporti interpersonali, si alternano a riflessioni sull'arte, la politica, la scienza... Ma il "Libro" non è solo questo: è anche uno scrigno di testi di taglio simbolista, le cui atmosfere rarefatte ci proiettano in un mondo onirico e atemporale molto suggestivo.
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