Passigli: Le occasioni
Il ritorno degli dèi
di Fernando Pessoa
editore: Passigli
pagine: 152
"Fra gli eteronimi di Pessoa, quello di Antonio Mora resta fra i meno noti e più problematici. Si tratta infatti del personaggio di cui lo scrittore portoghese si serve per fondare e insieme sondare la poetica di due dei suoi eteronimi più famosi, Alberto Caeiro e il suo discepolo Ricardo Reis. Allo stesso modo di Reis, anche Mora viene presentato come discepolo di Caeiro; ma mentre Reis - scrive Pessoa in un abbozzo di prefazione all'edizione, mai realizzata, della sua opera - "ha intensificato e reso artisticamente ortodosso il paganesimo scoperto da Caeiro", il compito di Antonio Mora "è di provare definitivamente la verità, metafisica e pratica, del paganesimo". "Il ritorno degli dèi" viene concepito da Pessoa proprio come prefazione all'opera di Alberto Caeiro e rappresenta, pur nella sua inevitabile frammentarietà, una critica feroce del cristianesimo, sulla scorta certamente della filosofia di Nietzsche, ma con l'ambizione di superarla, di andare ancora oltre quel suo "sapore cristiano che non può ingannare". Del resto, il parallelismo con Nietzsche non si limita a questo; come il filosofo tedesco era morto all'interno di una clinica psichiatrica, Antonio Mora si trova internato, a causa del suo squilibrio mentale, in una casa di cura di Cascáis." (Paolo Collo)
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I gatti lo sapranno
Il gatto e i suoi poeti. Testi originali a fronte
editore: Passigli
pagine: 163
Fra gli animali che da sempre accompagnano la vita degli uomini, il gatto e il cane si contendono la palma dei più amati, al p
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La responsabilità dell'architetto
Conversazione con Renzo Cassigoli
editore: Passigli
pagine: 205
Ormai giunto alla sua settima edizione, questo racconto-intervista di Renzo Piano con il giornalista Renzo Cassigoli si arricc
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Voglio essere lento
editore: Passigli
pagine: 138
Questo volume raccoglie due lunghe conversazioni fra Javier Marías ed Elide Pittarello, autrice di numerosi scritti e interven
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Alle cinque della sera
Con le poesie di R. Alberti, G. Diego, M. Hernandez
di García Lorca Federico
editore: Passigli
pagine: 88
Tragico eroe della tauromachia spagnola, divenuto figura mitica nell'Olimpo letterario grazie al celebre Lamento di Federico G
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Da qualche parte nel profondo
di Rainer Maria Rilke
editore: Passigli
pagine: 155
Quando si conoscono a Monaco il 12 maggio 1897, Rainer Maria Rilke è un giovane poeta ventiduenne, uscito pochi anni prima dal
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Guida sentimentale di Venezia
di Valeri Diego
editore: Passigli
pagine: 137
Andare in giro per calli e campi, senza un itinerario stabilito, è forse il più bel piacere che a Venezia uno possa prendersi
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Racconto delle nove città
In memoria di Schliemann
di Berberova Nina
editore: Passigli
pagine: 61
Aiuto contabile in un'azienda diretta da una macchina, l'anonimo protagonista di questo racconto decide di godere in riva al m
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Descrizione di una battaglia
di Kafka Franz
editore: Passigli
pagine: 96
Descrizione di una battaglia (1905) è il racconto che segna l'esordio letterario di Franz Kafka, anche se la sua pubblicazione
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Un piccolo eroe
di Fëdor Dostoevskij
editore: Passigli
pagine: 70
Protagonista di "Un piccolo eroe" è un bambino, testimone di una storia d'amore tra adulti e depositario del segreto di questo amore, colto nel momento in cui, proprio attraverso questa vicenda, la sua infanzia si tramuta in adolescenza. Il racconto descrive un impossibile, cavalleresco amore infantile per una donna adulta; la casuale intromissione del bambino narratore in un'avventura dell'amata, e la complicità che si viene a creare con lei, segnerà il superamento del confine della prima infanzia. È l'eterno tema del "messaggero d'amore".
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Il diritto di mentire
editore: Passigli
pagine: 67
Intorno a un tema quanto mai controverso, antico e pur sempre attuale, quale quello della menzogna, si affrontano in questo volume due grandi filosofi che rappresentano anche due differenti scuole di pensiero, l'una pienamente radicata nella Francia del dopo-rivoluzione, l'altra che proviene invece dalla vicina Germania. L'occasione è data da un breve trattato scritto nel 1797 dall'allora trentenne Benjamin Constant, che, sotto il titolo "Delle reazioni politiche" disquisisce intorno alla possibile legittimità, in precisi contesti, della menzogna. L'intervento di Constant è centrato sulla necessità che i princìpi universali, per essere accettati anche sul terreno concreto, debbano a loro volta fondarsi su princìpi definiti "intermedi" tali cioè da permetterne la concatenazione con la realtà effettiva. Ma Constant, mentre cerca di definire questa sua teoria, critica la riflessione di Immanuel Kant che "persino di fronte a degli assassini che vi chiedessero se il vostro amico, che loro stanno inseguendo, si sia rifugiato in casa vostra, la menzogna sarebbe un crimine". E il "filosofo tedesco" (così lo definisce, un po' sbrigativamente, Constant), chiamato in causa, risponde da par suo con "Su un presunto diritto di mentire per amore dell'umanità" nel quale ribatte punto su punto al "filosofo francese". E così che questo confronto acquista oggi, un significato emblematico, e anche al di là del tema, pur sempre centrale, che costituisce l'oggetto di questa querelle di fine Settecento.
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