Quodlibet: Compagnia extra
La Libia d'oro
di Giuseppe Rovani
editore: Quodlibet
pagine: 312
«Che opinione avete dunque di coloro che congiurano per togliere il potere agli imperatori e ai re?»
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L'uomo dal piè storto
di Valentine Williams
editore: Quodlibet
pagine: 271
Il protagonista è Desmond Okewood, un ufficiale inglese che, durante la Prima guerra mondiale, senza essere un vero agente seg
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Racconti sentimentali e satirici
di Michail Zoscenko
editore: Quodlibet
pagine: 384
Raccolta di racconti comico-umoristici di un maestro della forma breve, Michail Zoscenko, che nel corso degli anni Venti, subi
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Almanacco 2018. Rivoluzioni, ribellioni, cambiamenti e utopie
editore: Quodlibet
pagine: 208
La rivoluzione è un po' caduta in disgrazia
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Marco Polo
di Viktor Sklovskij
editore: Quodlibet
pagine: 242
"Il Milione" di Marco Polo è un'opera tanto nota e citata quanto poco letta, nel 1936 il letterato russo Viktor Sklovskij ne f
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La steppa
di Anton Cechov
editore: Quodlibet
pagine: 181
La steppa è il viaggio in carrozza di un ragazzino di campagna, Egóruska, che la madre ha mandato a studiare al ginnasio di un
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Sarò strana io
di Daniela Mazzoli
editore: Quodlibet
pagine: 168
Un romanzo scritto a poco a poco ogni sera prima di andare a dormire, dove si affollano gli incontri diurni, gli amori passati
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Almanacco 2017. Mappe del tempo: memoria, archivi, futuro
editore: Quodlibet
pagine: 168
Almanacco annuale delle voci più interessanti e a sorpresa che circolano oggi
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Vita coniugale
di Ivan Levrini
editore: Quodlibet
pagine: 204
La famiglia è il primo momento dello stadio etico, diceva Hegel, ma oggi ci sono più morti in famiglia che delitti di mafia
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Europeana. Breve storia del XX secolo
di Patrik Ourednik
editore: Quodlibet
pagine: 148
Europeana è un libro straordinario, nel senso anche di molto insolito
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Mi richordo anchora
di Pietro Ghizzardi
editore: Quodlibet
pagine: 300
"C'è un uomo nella Bassa sui settant'anni che si chiama Pietro Ghizzardi ed è un grande uomo. Ma da parecchio prima che cominciasse a dipingere e a far parte della trinità padana dei naifs, Ligabue Rovesti e lui. La pittura non c'entra per il tipo di grandezza cui mi riferisco, essendo grande perché ha sofferto grandemente, perché è stato umiliato grandemente, e nelle pagine di questo libro con qualche accento profetico domanda: 'Fino a quando continuerete a fare questo?' Io lessi le sue memorie quando erano in boccio e dissi: 'Corro subito ad abbracciarlo'. Poi non corsi ad abbracciarlo, passò del tempo, si dimentica, questa è la vita, e si onora purtroppo più facilmente un artista che un uomo. Lo incontrai dopo alla prima mostra luzzarese dei naifs, al pranzo invernale dopo la mezzanotte, diventato ormai rituale, tutti avevamo trovato il nostro posto a tavola e Ghizzardi no, ricordo ancora che se ne stava in piedi in un angolo con la paura di disturbare, sdentato, il paletò abbottonato male." (Cesare Zavattini)
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