Abscondita: Carte d'artisti
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Monet
di Francesco Arcangeli
editore: Abscondita
pagine: 158
"A chi, timoroso di arrendersi a un'evidenza e a un ordine di considerazioni apparentemente scientifiche e naturalistiche, non ha mai fissato l'attenzione con la debita commozione e reverenza sul momento ideale in cui nella mente di Brunelleschi fu generato il miracolo della prospettiva (che significava, nella apparente povertà matematica di alcune linee convergenti, un nuovo modo di pensare, e in pari tempo di sentire e d'immaginare); a questi non sembrerà forse abbastanza commovente, per gli stessi motivi, l'urto labile e concreto a un tempo di una luce vera sul fogliame della radura, sulle vesti luminose, sui volti riverberati dei personaggi che fra il 1865 e il '66 Monet adunò per il suo 'Déjeuner sur l'herbe': omaggio e risposta a un tempo a quello di Manet." Con uno scritto di Roberto Tassi.
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Manifesti scritti interviste
di Lucio Fontana
editore: Abscondita
pagine: 187
"Chi dice che per fare dell'arte occorra proprio fare 'cose difficili'? E chi dice che occorra servirsi dei mezzi tradizionali
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La vita e l'opera di Albrecht Dürer
di Erwin Panofsky
editore: Abscondita
pagine: 545
"Fu in Germania che, nel Quattrocento, l'invenzione della stampa, dell'incisione e della xilografia fornì al singolo la possibilità di diffondere le proprie idee in tutto il mondo. Proprio mediante le arti grafiche la Germania assurse al ruolo di grande potenza nel campo artistico, grazie principalmente all'attività di un artista che, benché famoso come pittore, divenne una figura internazionale solo per le sue doti di incisore e xilografo: Albrecht Dürer. Le sue stampe per più di un secolo costituirono il canone della perfezione grafica e servirono da modelli per infinite altre stampe, come pure per dipinti, sculture, smalti, arazzi, placche e porcellane, non solo in Germania, ma anche in Italia, in Francia, nei Paesi Bassi, in Russia, in Spagna e, indirettamente, persino in Persia. L'immagine di Dürer, come quella di quasi tutti i grandi, è cambiata secondo l'epoca e la mentalità in cui si è riflessa, ma sebbene le qualità distintive della sua innegabile grandezza furono variamente definite, questa grandezza fu riconosciuta subito e mai messa in dubbio".
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Su Rodin
di Rainer Maria Rilke
editore: Abscondita
pagine: 145
"Prima di essere celebre, Rodin era solo
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Scritti
di Marcel Duchamp
editore: Abscondita
pagine: 276
"Gli scritti di Marcel Duchamp sono accumulati come una grande deriva che procede a lampi di magnesio, fatti di frammenti ellittici, di rimandi e vuoti. Un'intenzionale incompletezza presiede agli scritti. Essi non disdegnano il sogno grandioso della totalità, eppure rinnovano il senso incompleto dell'imperfezione attraverso l'uso del frammento. Il frammento prevede il conforto del vuoto e dell'interruzione, dell'illuminazione e della pausa, dell'edonismo del gioco di parole e della icasticità della definizione. Il frammento permette ancora di sognare, di rinviare e di sostare." (Dallo scritto di Achille Bonito Oliva)
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La pecora di Giotto
di Luciano Bellosi
editore: Abscondita
pagine: 398
"Il titolo del libro allude, naturalmente, al popolare aneddoto illustrato anche su certe scatole di matite colorate che accompagnano tanti ricordi della nostra infanzia. La popolarità di questo aneddoto è dovuta al fatto che lo racconta il Vasari: un fatto che è anche la causa della sua mancata considerazione da parte della critica. Ma il Vasari non fa che parafrasare un succinto passo del secondo Commentario del Ghiberti: 'Nacque uno fanciullo di mirabile ingegno il quale si ritraeva del naturale una pecora; in su passando Cimabue pictore per la strada a Bologna vide el fanciullo sedente in terra et disegnava in su una lastra una pecora [...] Cimabue menò seco Giotto e fu discepolo di Cimabue'. Ora, un aneddoto raccontato dal Ghiberti non può essere liquidato come uno dei tanti aneddoti raccontati dal Vasari, per il quale essi avevano la funzione di artifici retorici utili a dare compiutezza al racconto storico, secondo una concezione della storia che egli condivideva con i contemporanei. Lo scritto del Ghiberti appartiene a un genere letterario diverso e non ha le preoccupazioni del Vasari. Del secondo Commentario, le cui notizie che si possono controllare risultano sostanzialmente attendibili, va preso sul serio tutto e io credo che anche il raccontino della pecora di Giotto, al di là del suo significato letterale, alluda almeno a due aspetti reali."
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Piero della Francesca
di Henri Focillon
editore: Abscondita
pagine: 158
Questo volume dedicato a Piero della Francesca uscì postumo, a Parigi, nel 1952. Lo scritto che Focillon dedicò a Piero contiene la vita dell'artista e una sommaria traccia della sua attività, non priva di alcune proposte anche a riguardo di opportunità cronologiche e di stile. Analisi come quelle dedicate all'ossessione del pittoresco, del romanzesco e del contenuto; individuazioni di metodo come quella della nozione di evento; assaggi appena suggeriti in direzione di classificazioni tipologiche o psicologiche; oppure, infine, l'offerta didattica di ciò che lega architettura, paesaggio e senso del tempo; sono solo brevi appunti che ognuno potrà meglio attivare e colmare. [...] Il folto succedersi di acquisizioni e di nozioni che si è addossato negli anni su un tema fondamentale come quello di Piero rende disagevole dire in quale positivo luogo sosti, quanto a filologia stretta, il vantaggio di questo scritto. La ricchezza dei moduli di questa materia imponente si propone in maniera spontanea, e in fondo la chiarezza dell'impianto conoscitivo è già essa materia sufficiente per un alto ingresso critico nel problema. Alla fine di una serie di ore di lavoro passate insieme a Henri Focillon tra le opere di Piero, ci si accorge che la qualità delle informazioni è insolitamente elevata e che il passo del maestro, la sua stessa pacata parola, si sono appena allontanati da noi, lasciandoci immersi in una consistente ammirazione. (Dallo scritto di A. Emiliani)
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La cucina come arte. Ricette raccolte da Maurice Joyant
di Henri de Toulouse-Lautrec
editore: Abscondita
pagine: 167
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Manifesti del futurismo
editore: Abscondita
pagine: 252
L'opera riunisce un'estesa selezione di documenti del movimento, in genere "manifesti", ordinati cronologicamente, sino a copr
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Modigliani, mio padre
di Jeanne Modigliani
editore: Abscondita
pagine: 192
La biografia dell'artista Amedeo Modigliani riposa sulla ricerca meticolosa e caparbia che la figlia Jeanne ha svolto dal 1939 al 1984, anno della sua morte. Questo lungo e minuzioso lavoro ha restituito una nuova immagine della vita e della dimensione creativa del grande artista livornese. Altre biografie romanzate e poco veritiere erano state pubblicate nell'immediato dopoguerra, e tutte avevano dato credito alle falsificazioni "involontarie" dello storico d'arte André Salmon (soprattutto in "La vie passionnée de Modigliani"), che suscitarono non pochi malintesi e crearono una leggenda distorta. Jeanne volle scoprire la verità sulla vita del padre, e iniziò a farlo con "Modigliani senza leggenda", pubblicato da Vallecchi a Firenze nel 1958, rivisto e tradotto da lei stessa in francese nel 1961, ripreso nel 1984 per il centenario della nascita del padre con il nuovo titolo "Modigliani racconta Modigliani", pubblicato dalle Edizioni Graphis Arte di Livorno. La critica letteraria ufficiale e accademica parve non gradire il lavoro di Jeanne: il suo impegno storiografico e la sua analisi estetica vennero considerati una prova troppo teorica e letteraria.
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Fatti di Masolino e Masaccio
editore: Abscondita
pagine: 209
Se mai vi fu artista ad uscire già armato e deciso dal cervello della pittura, questi fu Masaccio
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