Abscondita: Carte d'artisti
Su Piero Manzoni
di Celant Germano
editore: Abscondita
pagine: 217
L'opera di Piero Manzoni, attivo dal 1955 al 1963, è segnata da una ricerca estetica e linguistica fortemente iconoclasta
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Eugène Delacroix
di Charles Baudelaire
editore: Abscondita
pagine: 174
"Delacroix è decisamente il pittore più originale del passato e dell'era moderna. È proprio così, che possiamo farci? Nessuno dei suoi amici, persino i più entusiasti, ha osato proclamarlo con la nostra impudica sincerità. Grazie alla giustizia tardiva del tempo che smorza rancori, stupefazioni e cattive volontà, togliendo lentamente di mezzo con la morte ogni ostacolo, oggi non ci troviamo più a vivere nell'epoca in cui gli artisti retrogradi si facevano il segno della croce al nome di Delacroix, nome che, del resto, costituiva un segno di riconoscimento per tutti i suoi oppositori, intelligenti e sciocchi. Quel tempo delizioso è ormai trascorso. Ma Delacroix verrà sempre contestato, almeno quanto basta ad aggiungere lampi alla sua aureola. Meglio così! Ha il diritto di restare sempre giovane; infatti, lui non ci ha ingannato, non ci ha mentito come hanno fatto certi idoli ingrati accolti nei nostri panteon. Delacroix non fa ancora parte dell'Accademia, pur troneggiandovi moralmente; ormai da molti anni ha già detto tutto, proprio tutto quello che è indispensabile per primeggiare - ne conveniamo; e - prodigiosa impresa di un genio sempre alla ricerca del nuovo - non gli rimane che progredire sulla retta via - là dove si è sempre mantenuto."
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Ecologia dell'arte
di Enrico Baj
editore: Abscondita
pagine: 269
Se durante la sua prolifica attività Enrico Baj ha costantemente alternato la scrittura con la creazione artistica, pubblicando una nutrita serie di libri nei quali intendeva "esprimere quasi filogeneticamente i convincimenti e le illuminazioni nate assieme alle opere", "Ecologia dell'arte" costituisce una brillante testimonianza di questo scambio tra scrittura e pittura. Esempio raro nel suo genere, perfino nell'ambito dei dizionari artistici più alternativi, questo scritto di Baj, che prende spunto dal volume di Gregory Bateson, "Verso un'ecologia della mente", sottolinea, fin dalle prime pagine, un dato fondamentale: che "il degrado ambientale", di cui siamo vittime e artefici, nasce da un "inquinamento che è mentale, prima ancora che territoriale". Sul filo di questo assunto, che estende alla situazione artistico-culturale del nostro tempo, l'autore intesse una moltitudine di informazioni sul mondo dell'arte sconfinando nei settori più vari della conoscenza e prendendo a bersaglio, con polemica ironia, gli orizzonti artistici nei quali si rispecchiano l'inquinamento culturale e la "Sistematica distruzione tecnologica dell'ambiente".
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Degas danza disegno
di Paul Valéry
editore: Abscondita
pagine: 143
"Come accade che un lettore un po' distratto muova la matita sui margini d'un libro e tracci, a capriccio della punta e dell'assenza, piccole figure o vaghe ramificazioni di contro alle masse leggibili, così farò io, guidato dall'estro, tutt'intorno a questi studi di Edgar Degas. Accompagnerò le immagini di poco testo che non si possa leggere, o non leggere d'un fiato, e che non abbia coi disegni se non i legami più lenti e i rapporti meno stretti. Insomma, non sarà che una sorta di monologo, in cui riaffioreranno a loro piacimento i miei ricordi e le diverse idee che mi sono fatto di un personaggio singolare, grande e severo artista, essenzialmente volitivo, d'intelletto raro, vivo, sottile, inquieto; che nascondeva sotto l'assolutezza delle opinioni e il rigore dei giudizi non so qual dubbio su di sé, non so quale disperazione di esser soddisfatto: sentimenti amarissimi e nobilissimi, suscitati in lui dalla raffinata conoscenza dei maestri, dalla cupidigia dei segreti che attribuiva loro e dalla presenza perpetua, nella sua mente, delle loro contraddittorie perfezioni. Nell'arte egli non vedeva che problemi d'una certa matematica più raffinata dell'altra, che nessuno ha saputo rendere esplicita e di cui ben pochi possono sospettare l'esistenza. Parlava volentieri d'arte sapiente; diceva che un quadro è il risultato di una serie d'operazioni... Degas rifiutava la facilità, come rifiutava tutto quello che non fosse l'unico oggetto dei suoi pensieri."
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Introduzione al metodo di Leonardo da VinciNota e digressione
di Valéry Paul
editore: Abscondita
pagine: 125
È il maestro dei volti, delle anatomie, delle macchine
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Lettere e scritti
di Renoir Auguste
editore: Abscondita
pagine: 111
Per un singolare contrappasso, Pierre-Auguste Renoir è noto oggi soprattutto come pittore impressionista, mentre all'impressio
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L'arte del buddhismo
di Henri Focillon
editore: Abscondita
pagine: 161
"Questo mio lavoro intende mostrare come i diversi popoli asiatici, nella misura in cui accoglievano e assimilavano la filosof
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Cahier 1917-1955
Con un omaggio di Brassaï
di Braque Georges
editore: Abscondita
pagine: 146
Gravemente ferito al fronte, trapanato al cranio, costretto a una lunga convalescenza, Braque rinuncia gradatamente all'eserci
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Picasso
Il cranio di ossidiana
di Malraux André
editore: Abscondita
pagine: 206
Il cranio di ossidiana è una celebrazione dell'arte del secolo pronunziata davanti alle spoglie del più grande artista del sec
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Diari (1898-1918)
di Paul Klee
editore: Abscondita
pagine: 415
"Nell'aldiqua non mi si può afferrare. Ho la mia dimora tra i morti come tra i non nati. Più vicino del consueto al cuore della creazione, ma non ancora abbatsanza vicino" (Dichiarazione di Klee incisa sulla lastra tombale). Con uno scritto di Elena Pontiggia.
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Pagine sull'arte
di D`annunzio Gabriele
editore: Abscondita
pagine: 152
Il ponte di travi di tavole e di ruote, dove Michelangelo saliva per dipingere la volta della Sistina, mi s'è ricomposto nel s
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Pellegrinaggi d'arte
di Bernard Berenson
editore: Abscondita
pagine: 206
"In passato, quando mi ponevo di fronte a un lavoro d'arte, la sua appartenenza a una particolare serie di lavori, a una certa epoca, a una determinata scuola, mi assorbiva in modo così completo ch'esso perdeva per me la propria specificità. Era mia regola costante, allora, cercar di conoscere tutto quello che si sapeva in proposito. Non intendo dire dell'oggetto in questione, bensì del genere al quale apparteneva: cristiano dei primi secoli, bizantino, romanico, gotico e così via. Mi sprofondavo interamente nell'uno o nell'altro di quei grandi capitoli e li vivevo in serie successive. L'individuale, lo specifico lavoro artistico da cui avevo preso le mosse non era che un ago dentro il mucchio di fieno costituito dal suo genere: un ago da scoprire, il giorno che ne avessi avuto voglia, sulla scorta delle indicazioni affidate alla memoria o alla carta. (...) Ora capisco bene di aver perduto gran parte di quanto in passato mi accompagnava come un patrimonio sempre disponibile. Ho perduto memoria di fatti e di nomi, ho perduto moltissimo di quanto costituiva il corredo dottrinale riferentesi a questa o a quell'opera: quasi tutto ho perduto, ma non la prospettiva e la processione del tempo, ossia ciò che costituisce il senso da cui la cultura viene generata." (Bernard Berenson9 Con uno scritto di Emilio Cecchi.
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