Adelphi: Collezione Il ramo d'oro
Loki
di Georges Dumézil
editore: Adelphi
pagine: 234
Dio senza culto, sprovvisto di un luogo sacro e di un ruolo preciso, e tuttavia indispensabile - senza di lui interi cicli mit
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Il vincolo della vergogna. Letture oblique
di Carlo Ginzburg
editore: Adelphi
pagine: 275
«Il paese al quale apparteniamo non è, come vuole la retorica, quello che si ama, ma quello di cui ci si vergogna, o di cui ci
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L'apoteosi del femminile nella Qabbalah
di Moshe Idel
editore: Adelphi
pagine: 252
«L'affermazione che una potenza divina femminile occupi un luogo privilegiato in certe teologie ebraiche potrà sorprendere alc
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Miti emblemi spie. Morfologia e storia
di Carlo Ginzburg
editore: Adelphi
pagine: 332
Sono molti, e variegati, i temi affrontati in questa straordinaria raccolta di saggi: dalla stregoneria al divieto di conoscer
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Esodo. La rivoluzione del mondo antico
di Jan Assmann
editore: Adelphi
pagine: 428
Fra le grandi narrazioni che hanno accompagnato la storia dell'uomo, quella dell'Esodo dall'Egitto è senza dubbio una delle pi
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Medio evo del diritto. Le fonti
di Francesco Calasso
editore: Adelphi
pagine: 655
«"Medio evo del diritto", come titolo di un'opera di storia, può forse saper di astrattezza e ha bisogno di essere giustificat
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L'anello della verità
di Wendy Doniger
editore: Adelphi
pagine: 397
Perché sesso e gioielli sono così spesso correlati? Perché gli anelli si insinuano di continuo nelle storie di amore e tradime
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Danze e leggende dell'antica Cina
di Marcel Granet
editore: Adelphi
pagine: 570
«Tutte le dinastie iniziano con un sacrificio» scrive Granet in un passo cruciale di questo libro, dove, forzando le «segrete
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I riti di caccia dei popoli siberiani
di Éveline Lot-Falck
editore: Adelphi
pagine: 227
«La caccia, in Siberia, è una questione di vita o di morte, uno scontro inesorabile tra l'uomo e le potenze invisibili che dom
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Il male primordiale nella Qabbalah. Totalità, perfezionamento, perfettibilità
di Moshe Idel
editore: Adelphi
pagine: 411
I primi versetti della "Genesi" costituiscono da sempre un'arena di scontro per esegeti, filosofi e mistici. Tutto ruota intorno all'oggetto d'indagine della teodicea, quella branca della teologia che studia l'origine del male: si tratta di una realtà presente nella creazione e addirittura in Dio? Preesiste al bene, così come le tenebre preesistono alla luce? È una scorza dura che protegge un frutto succoso dagli attacchi di chi lo vuole distruggere? In antichi testi ebraici si legge che Satana fu il primogenito di Dio, o che il primogenito di Adamo, Agrimas, potenza primordiale malvagia, prese in moglie una lilit, una demonessa, la quale gli generò novecentomila figli che avrebbero invaso il mondo e imposto la loro supremazia se non fosse intervenuto Matusalemme a sterminarli con una spada magica. La storia della generazione del male da un principio positivo appare già nel IX secolo in un passo del vescovo Agobardo di Lione, dove si attribuisce agli ebrei la credenza in un Dio il quale, seduto sul suo trono sorretto da quattro bestie in una sorta di grande palazzo, "fa pensieri superflui e vani che, data la loro inanità, si trasformano in demoni" - una formulazione destinata a riverberarsi in molte forme della tradizione cabbalistica medioevale. Basandosi sull'analisi di testi perlopiù ignoti, ignorati o fraintesi dalla ricerca contemporanea, Moshe Idel indaga in pagine dense e coinvolgenti i processi che portarono all'adozione nel giudaismo di tradizioni dualistiche iraniche o gnostiche e all'elaborazione di gerarchie ontologiche in cui i due princìpi opposti di bene e male sono comunque intesi come entità subordinate al loro creatore. E solo di rado il male appare in forme diaboliche, perché in fondo esso deve la sua vitalità alle scintille di Dio che vi si trovano incluse, senza le quali sarebbe incapace di agire o addirittura di esistere.
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