fbevnts Piccola biblioteca Adelphi - tutti i libri della collana Piccola biblioteca Adelphi, Adelphi - Bookstores Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 10
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Adelphi: Piccola biblioteca Adelphi

Lo spettatore addormentato

di Flaiano Ennio

editore: Adelphi

pagine: 267

Chiunque si sia appisolato a teatro o durante un concerto - sostiene Flaiano sa bene che è nel passaggio dalla veglia al sonno
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15.00 €

Il malinteso

di Ne`mirovsky Ire`ne

editore: Adelphi

pagine: 190

L'amore, mia cara, è un sentimento di lusso!: questo cerca di spiegare una madre che ha molto vissuto (e che dalla vita ha imp
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12.00 €

Mistero doloroso

di Ortese Anna M.

editore: Adelphi

pagine: 114

Basta leggere le prime righe di questo racconto - dove si staglia la Napoli di fine Settecento, "raccolta entro un silenzio in
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12.00 €

Hofmannsthal e il suo tempo

di Broch Hermann

editore: Adelphi

pagine: 330

Hofmannsthal è il cardine di questa magistrale opera al tempo stesso critica e narrativa, dove Broch ci conduce lungo traietto
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18.00 €

La melodia del giovane divino

Pensieri-Racconti-Critiche

di Michelstaedter Carlo

editore: Adelphi

pagine: 242

Oltre a La persuasione e la rettorica - nato come tesi di laurea su questi concetti in Platone e Aristotele e sviluppatosi poi
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14.00 €

Scrittori di uno scrittore

di Naipaul Vidiadhar S.

editore: Adelphi

pagine: 217

Il mio intento in questo libro non è la critica letteraria né la biografia
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14.00 €

Sopravvivere e vivere

di Denise Epstein

editore: Adelphi

pagine: 181

Quando Irène Némirovsky viene arrestata, nel luglio del 1942, la maggiore delle sue due figlie, Denise, ha tredici anni, la minore, Elisabeth, soltanto cinque. Tre mesi dopo anche il padre sarà deportato. Per le due bambine cominciano gli anni atroci della fuga: braccate dalla polizia francese e dalla Gestapo, passano da un nascondiglio all'altro, spostandosi di notte, prendendo treni da cui bisogna saltare giù prima che entrino nelle stazioni per evitare i poliziotti e i loro cani, trovando rifugio in un convento di suore, in cantine umide, in sottoscala. Alla Liberazione, Denise ed Elisabeth si recheranno, insieme a molti altri, alla Gare de l'Est, dove assisteranno sgomente all'arrivo dei treni che riportano a casa quei fantasmi macilenti che sono i sopravvissuti dei campi: ma da quei treni non vedranno scendere né l'uno né l'altro dei genitori. Di loro resta soltanto la valigia che Michel Epstein ha affidato alla figlia maggiore raccomandandogliela come cosa preziosa appartenuta alla madre: la valigia dentro la quale, molti anni dopo, Denise troverà il manoscritto di Suite française. In questa lunga intervista Denise ripercorre, con la limpida chiarezza del suo spirito indomabile, ma anche con l'arguzia e l'ironia che le sono proprie, un'esistenza in cui le assenze hanno pesato più delle presenze, e la memoria (e la difesa della memoria stessa) ha svolto un ruolo determinante.
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13.00 €

Fragole

di Roth Joseph

editore: Adelphi

pagine: 178

In una lettera a Stefan Zweig, Joseph Roth annunciava di avere in cantiere "il romanzo della sua infanzia", destinato ad assum
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14.00 €

Fervore di Buenos Aires. Testo spagnolo a fronte

di Jorge L. Borges

editore: Adelphi

pagine: 198

"Non ho riscritto il libro. Ne ho mitigato gli eccessi barocchi, ho limato asperità, ho cancellato sentimentalismi e vaghezze" dichiara Borges ripresentando nel 1969 la sua prima raccolta poetica. Il giovane ultraista colpevole di "innocenti novità rumorose" che l'aveva pubblicata nel 1923 e colui che ora "si rassegna o corregge" sono inequivocabilmente la stessa persona: "entrambi diffidiamo del fallimento e del successo, delle scuole letterarie e dei loro dogmi;" confessa "entrambi veneriamo Schopenhauer, Stevenson e Whitman" - e "Fervore di Buenos Aires" prefigura "tutto quel che avrei fatto in seguito". Diagnosi non si potrebbe più precisa. Buenos Aires, non c'è dubbio, è la protagonista assoluta: ma non si tratta della città 'moderna' che con la "schiamazzante energia di certe vie centrali e l'universale plebe dolente che frequenta i porti" incantava l'avanguardia. Al suo cuore spurio Borges contrappone le tracce di un tempo perduto: i patios "che hanno fondamenta / nella terra e nel cielo", i crocevia "trafitti / da quattro lontananze senza fine", e soprattutto i sobborghi "riflesso del nostro tedio", luogo simbolico dell'identità criolla. E non è un caso che Buenos Aires dischiuda i suoi segreti al crepuscolo, quando il silenzio che abita gli specchi "ha forzato il suo carcere", o di notte, allorché gli orologi "spargono un tempo vasto e generoso".
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15.00 €

Le lettere dello yage

editore: Adelphi

pagine: 215

Lungo un decennio, dal 1953 al 1963 - nel pieno della loro amicizia -, William Burroughs e Allen Ginsberg intrattengono un epistolario "lisergico" tra i più immaginifici e radicali di tutto il movimento Beat, di cui rappresenta una vera sintesi estetica e cognitiva. Ma se il contributo di Ginsberg è concentrato in sostanza in una lunga lettera-poema da Pucallpa (Perù) dove gli effetti dell'ayahuasca si traducono in una visionaria tragicità cosmologica, i molti referti di Burroughs coniugano alle visioni dell'alterazione psicofisiologica lo sguardo acuto e mimetico dell'antropologo sul campo, fino a rendere i due piani intercambiabili. Burroughs si abbandona infatti alle tante droghe cercate e provate lungo un percorso che oltre al Perù comprende anche Panama e la Colombia - dalla liana dello yoka al mitico yage, estratto di una pianta che spalanca nella mente sterminati territori onirici. E nel contempo registra ogni frammento del paesaggio circostante, con esiti di violenta ambivalenza: in primo piano, una catena di fisionomie squallide di rado interrotta da qualche oggetto di accensione omoerotica, come il ragazzo di Cali dai "delicati lineamenti ramati" e dalla "bellissima bocca morbida"; sullo sfondo, luoghi e paesi degradati ma collocati in una natura immensa e sgomentante. E la cerniera tra la percezione-allucinazione e il mondo esterno è data come sempre da una scrittura eversiva, la cui inconfondibile tonalità horror si vena qui di una corrosiva ironia.
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12.00 €

Il suicidio e l'anima

di Hillman James

editore: Adelphi

pagine: 310

Se il suicidio è certamente il più violato fra i tabù -oggi più che mai, come testimoniano le cronache -, rimane nondimeno, ne
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16.00 €

Una famiglia di patrioti. I Poerio

di Benedetto Croce

editore: Adelphi

pagine: 179

"La scrissi nell'occasione che ebbi a studiare le carte dei Poerio-Imbriani: uno dei non so quanti archivi privati di uomini del Risorgimento e di letterati, che io ho preso cura di ricercare, ordinare ed esaminare" annota Croce a proposito di questa monografia dedicata ai Poerio. Ma la pacata semplicità di uno studioso della grandezza di Croce rischia oggi di risultare fuorviante: perché questo scritto, frutto di un accurato scavo d'archivio non meno che di una vastissima documentazione, è in realtà il racconto - limpido e trascinante nel suo intreccio di filosofia, politica e letteratura - di settant'anni fra i più tumultuosi e risolutivi della storia d'Italia, dall'ultimo scorcio del Settecento al 1866. Rivivremo così la giovinezza wertheriana di Giuseppe Poerio che, giunto a Napoli nel 1795 dopo studi impregnati della più moderna cultura europea, contribuisce in maniera decisiva al trionfo francese e repubblicano, si batte valorosamente contro i sanfedisti e viene condannato al carcere a vita nella fossa della Favignana (lo salva l'indulto, nel 1801); poi la sua evoluzione politica, tipica di un'intera generazione, giacché nel prendere via via le distanze dalle astrattezze giacobine Poerio rivaluta la reazione popolare antifrancese e abdica all'odio antimonarchico, alimentando il partito liberale moderato; infine il suo esilio con i sodali in Toscana e in altri Paesi europei.
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13.00 €

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