Carocci: Lingue e Letterature Carocci
Didone regina di Cartagine di Christopher Marlowe. Metamorfosi virgiliane nel Cinquecento
di Antonio Ziosi
editore: Carocci
pagine: 358
Il volume propone una nuova edizione della prima tragedia di Christopher Marlowe, Dido, Queene of Carthage, e uno studio del fondamentale rapporto tra il drammaturgo elisabettiano e due autori della poesia latina, Virgilio e Ovidio. La Tragedia di Didone, regina di Cartagine, cui verosimilmente allude Amleto nel suo invito al capocomico nel secondo atto di Hamlet, è infatti una drammatizzazione del libro IV ma anche del I e del II dell'Eneide virgiliana. Ma, a differenza delle altre tragedie rinascimentali di Didone, che si appoggiano alle strutture già drammatiche del iv libro eneadico, la Didone di Marlowe 'rilegge' tutto il poema virgiliano e i nodi più profondi del suo codice epico in maniera simbolica, allusiva e deformante. Nel tradurre Virgilio per il palcoscenico, infatti, Marlowe lo riveste di abiti ovidiani (o ovidianamente medioevali), sfruttando, in modo acuto e consapevole, il rapporto intertestuale e palinsestico che lega l'opera di Ovidio a quella di Virgilio. L'analisi riserva ulteriori sorprese: Fuso allusivo della poesia degli Amores, delle Heroides e, soprattutto, delle Metamorfosi, nel gioco di riscrittura dell'epos virgiliano, si rivela fondamentale non solo per la formazione dell'immaginario simbolico e mitologico che sostiene tutta la poesia di Marlowe, ma anche per la genesi del suo stesso teatro. Un teatro che, nei suoi aspetti più originali e moderni, nasce dunque dalla parola ecfrastica e spettacolare della poesia ovidiana.
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Intervista a Galileo
editore: Carocci
pagine: 69
Nel testo teatrale proposto, Shea e Marcacci immaginano un ventinovenne John Milton (1608-1674) che intervista un anziano Galileo Galilei (1564-1642). L'autore del "Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo" racconta la sua vita e la sua scienza, il suo gusto per il buon vino veneziano e le sue vicende familiari. Un uomo concreto e reale, che vive pienamente il suo tempo.
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Teatrocontinuo. Un'isola di ricerca
di Angelo N. Scolari
editore: Carocci
pagine: 189
Nell'ambito della definizione delle principali poetiche di Teatrocontinuo, questo volume rappresenta un'isola di ricerca, un viaggio nel teatro come linguaggio d'arte e come processo culturale, la riflessione che Nin Scolari ha compiuto a partire dalle linee direttive con cui i maestri del Novecento hanno sovvertito la scena tradizionale. Ma è anche una storia individuale, un'esperienza di indagine artistica e di generosità professionale. Non tanto un manuale, quanto un libro sull'importanza del concetto di gruppo, una ricerca oltre il tempo senza tempo del Teatro.
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Stilistica filosofica. Spitzer, Auerbach, Contini
di Mario Mancini
editore: Carocci
pagine: 195
Nel campo degli studi letterari la stilistica, come una modalità di interpretazione che muovendo dal "particolare", dall'immediatezza del fenomeno, vede insieme "lettera" e "spirito", "testo" e "mondo", è tornata al centro dell'interesse. Il volume ripercorre l'opera di alcuni tra i maggiori critici del Novecento - Leo Spitzer, Ernst Robert Curtius, Erich Auerbach, Gianfranco Contini - mettendone in rilievo la forte componente filosofica. Vengono coinvolti poi, proprio in rapporto alla "forma", ai problemi dello stile, al "leggere tra le righe", filosofi come Hegel e Leo Strauss, e i romanzi di Thomas Bernhard, dove, attraverso il libro, strumento privilegiato di iniziazione, "si mercanteggia con il caos". Alle radici della critica stilistica, e in tutti questi autori, c'è la consapevolezza che leggere un testo è un'esperienza, un'"esperienza vitale": "Ciò che noi in un'opera comprendiamo e amiamo è l'esistenza di un uomo, una possibilità di noi stessi" (Auerbach).
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Cortesi e scortesi. Percorsi di pragmatica storica da Castiglione a Collodi
di Annick Paternoster
editore: Carocci
pagine: 336
Il saggio si rivolge a chiunque voglia esplorare un campo di ricerca affascinante e tuttora poco noto in Italia: la (s)cortesia storica. Preceduto da un'introduzione teorica, in cui si presentano le innovazioni più recenti nei campi della pragmatica storica e della pragmatica della (s)cortesia, lo studio si impernia su una trasformazione chiave, vale a dire la progressiva erosione del cerimoniale di antico regime e la nascita della cortesia contemporanea nell'Ottocento, che viene esaminata sia dall'ottica prescrittiva dei trattati comportamentali, sia attraverso rappresentazioni fittizie della prassi (s)cortese storica. Si seguono le tracce di questa trasformazione in tre generi letterari "orali" - il dialogo teorico, il teatro e il romanzo - di autori (Castiglione, Bibbiena, Ariosto, Goldoni, Manzoni e Collodi) che usano gli scambi dialogici fittizi o per contestare le norme vigenti o per promuoverne delle alternative.
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Scritture e atlanti di viaggio. Dal Medioevo al Novecento
di Pasquale Sabbatino
editore: Carocci
pagine: 226
Il libro si propone di analizzare gli snodi essenziali di una storia della letteratura di viaggio dal Medioevo al Novecento, che è certamente più estesa e ha molteplici linee di tendenza, ma qui si colgono alcune tipologie di scrittura e si interrogano dei modelli autoriali, per tracciarne le parabole. Dai pellegrini e dai viaggiatori della letteratura, come Petrarca, Sannazaro e Franco, che narrano un percorso immaginario e creano un mosaico geografico con tessere provenienti dalle scritture, si passa alla letteratura dei pellegrini e dei viaggiatori, che durante il Grand Tour e nelle stagioni successive raccontano l'esperienza-viaggio e disegnano una geografia esplorata. Nel Novecento, dopo la Seconda guerra mondiale, il bisogno di ripartire dalle macerie e dalle sofferenze caratterizza il viaggio in Italia. La scrittura prende la forma dell'inchiesta e il racconto diviene descrittivo-saggistico.
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Comunicaçao
di Natália Correia
editore: Carocci
pagine: 97
Natália Correia (Sào Miguel, Azzorre, 1923 - Lisbona 1993) è stata una tra le più grandi scrittrici portoghesi del XX secolo e
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Il lavoro del poeta. Montale, Sereni, Caproni
di Niccolò Scaffai
editore: Carocci
pagine: 247
Nell'opinione comune, e a volte anche in quella di chi si occupa di letteratura, la poesia è considerata un genere distante dall'esperienza concreta. L'accento viene posto ora sull'evocazione, ora sulle forme; ma in entrambi i casi la poesia non viene letta dentro il sistema di relazioni, incontri, occasioni che motiva la scrittura e le dà sostanza. Eppure il lavoro del poeta consiste nel modulare la tecnica per rielaborare e accogliere la varietà delle circostanze in cui l'esistenza lo ha posto. Il libro mette al centro questo tipo di lavoro, prendendo in considerazione e facendo reagire insieme tecnica ed esperienza, mostrando come entrambe siano all'origine di un'opera e alla base delle tensioni stilistiche e strutturali che le danno forma. I capitoli si susseguono secondo un criterio cronologico di massima, alternando panoramiche complessive sulle opere di alcuni dei maggiori poeti italiani del Novecento -soprattutto Montale, Sereni, Caproni - ad approfondimenti di taglio metodologico e letture puntuali di testi esemplari.
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Tradizione e innovazione. L'età di Erasmo e Lutero nella letteratura di lingua tedesca
di Laura Auteri
editore: Carocci
pagine: 127
Erasmo e Lutero: due nomi che stanno per Umanesimo, Rinascenza, Riforma, al di qua e al di là delle Alpi, e che, in area germanofona, simboleggiano anche l'età travagliata in cui si pongono le fondamenta culturali della futura Germania. Il volume, che si rivolge a un pubblico italiano non specialista, partendo da testi letterari, entra nel merito della trasformazione sociale, religiosa e ideologica allora in atto: a cominciare dalla crisi del sapere scolastico e umanista, alla quale fanno riscontro un vivo interesse per le "scienze segrete" e una crescente sfiducia nella trasmissibilità stessa del sapere, proprio nel momento in cui l'invenzione della stampa consente di divulgare con successo le informazioni più disparate.
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Le costruzioni con «si». Italiano, dialetti e lingue romanze
di Diego Pescarini
editore: Carocci
pagine: 150
Le costruzioni con "si" sono un tema "classico" della linguistica italiana, eppure si avvertiva la mancanza di uno studio sistematico che, partendo da una revisione critica di quanto proposto negli ultimi decenni, fosse in grado di fornire una visione organica del problema. Questo volume - pensato per un pubblico vasto, che comprende sia lo studioso con una buona formazione di linguistica, sia lo studioso in formazione o proveniente da aree disciplinari affini - si propone di riannodare i fili della questione e, anche alla luce dei dati provenienti da altre lingue romanze, dai dialetti italiani e dalla diacronia, intende offrire nuovi spunti di riflessione.
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L'arca di Gödel. Testi per un teatro di argomento scientifico
di Franco Pollini
editore: Carocci
pagine: 87
Il volume raccoglie tre testi teatrali, "Milena", "Il signor completezza" e "L'Arca di Gödel", suscitati da occasioni e ricorrenze recenti, in cui l'argomento, il riferimento culturale è costituito da risultati conoscitivi della scienza contemporanea, in particolare della storia recente della fisica. L'equilibrio tra costruzione teatrale e presentazione di risultati della conoscenza è raggiunto attraverso l'uso di un linguaggio immediato, benché rigoroso e preciso, e il costante riferimento a una ipotetica messa in scena che viene progettata dal regista Gabriele Marchesini nel suo testo di approfondimento. I personaggi in scena evocano grandi protagonisti della scienza contemporanea, Gödel, Einstein, Freud, Kochen e Specker, liberamente interpretati dall'autore, che coglie alcuni tratti essenziali del loro pensiero e delle loro ricerche. Introduzione di Vincenzo Fano e Franco Pollini.
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La lingua politica. Lessico e strutture argomentative
editore: Carocci
pagine: 190
Il linguaggio politico sembra circondato da un'aura negativa. Per molti è politichese, lingua altisonante che nasconde pratiche inconfessabili. Per linguisti e semiologi non è nemmeno una lingua specialistica, privo come sembra di terminologia e di argomentazioni rigorose. Questo libro parte dall'assunto che la lingua politica sia lo strumento necessario a gestire la cosa pubblica. Ne derivano due obiettivi: definire il "vocabolario tecnico" della lingua politica italiana attuale, quasi settemila vocaboli ricavati da un corpus di testi politici (orali e scritti); e definire l'"argomentazione politica". Usando gli strumenti concettuali della retorica e della pragmatica, nel volume si propone l'idea che il contesto politico selezioni specifiche modalità argomentative, di cui si verifica la presenza effettiva nel corpus in esame. L'aura negativa che circonda il politichese si dissolve se impariamo a riconoscerne i meccanismi. Resa più trasparente, la lingua politica può essere fruita allora in modo più consapevole e democratico.
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